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Galleria: L’ultima lettera di Franca Rame a Dario Fo prima di morire

L'ultima lettera di Franca Rame a Dario Fo prima di morire

La straziante lettera di Franca Rame, scritta nel 2013, poco prima della morte: soffriva, lontana dal palcoscenico per colpa della malattia, ma era il marito Dario Fo a tenerla in vita

Alcune storie d’amore non smettono mai di commuovere e scaldare il cuore. Come quella tra Dario Fo e Franca Rame, grandi protagonisti della vita culturale e sociale italiana, oltre che marito e moglie per quasi sessant’anni. Sposati nel 1954, vennero divisi solo dalla morte di lei, nel maggio 2013, in seguito a un ictus. Lui la seguì 3 anni dopo.

Poco prima di morire Franca Rame scrisse una lunga lettera d’amore al marito, parlando di sé, della sua lontananza forzata dal teatro per colpa della malattia e soprattutto del rapporto con lui. Intitolata Lettera d’amore a Dario, venne pubblicata il 30 gennaio 2013 sul blog personale di Franca, sul sito del quotidiano Il fatto Quotidiano.

“Quando ero piccola, sette, otto anni, mi veniva in testa un pensiero che mi esaltava: morire.
Quando morirò?
Com’è quando si muore?
Come mi vestirò da morta?
Forse mamma mi metterà quel bel vestito che m’ha cucito lei di taffetà lilla pallido orlato da un bordino di pizzo d’oro.”

Franca non era felice e sentiva il bisogno di dire addio alla vita. Non ce la faceva a continuare lontana dalle scene. “Sono nata in teatro, a 8 giorni ero già in scena”, aveva scritto nella lunga lettera pubblica. “Ho sempre recitato. Da 8 giorni a 81 anni“. Per lei, nata e cresciuta nello spettacolo, il palcoscenico era l’ossigeno che la teneva in vita.

“Sono felice di aiutare Dario che è il MIO TUTTO, curare i suoi testi, prepararli per la stampa, ma mi manca qualcosa… quel qualcosa che non mi fa amare più la vita. È per questo che voglio morire. Ma non so come fare. Immersa nella vasca da bagno e tagliarmi le vene? Poi penso allo spavento di chi mi trova in tutto quel rosso. Buttarmi dalla finestra, ma sotto ci sono gli alberi e finisce che mi rompo tutta senza morire: ingessata dalla testa ai piedi. Avvelenarmi con sonniferi…ci ho già provato una volta…tre, quattro pastiglie e acqua… avanti così per un po’ e mi sono addormentata con la testa sul tavolo… Insomma, morire è difficilissimo!”

L’unico motivo per aggrapparsi ai suoi giorni, però, era proprio lui. Il suo Dario, che non riusciva nemmeno a immaginare di lasciare da solo.

“Sì, potrei farlo…ma poi penso a Dario la sera sperduto davanti alla tv…che se ne va a letto senza chiudere né tapparelle, né porta. Lo sento che si gira e rigira tra le lenzuola pensandomi…preoccupandosi e…quindi sto qui, accanto a lui. Lo amo tantissimo…ma sono proprio triste…”

Prima di concludere la sua missiva, Franca Rame immagina il suo funerale, pieno di donne, tutte quelle che ha aiutato nel corso della sua vita. Tantissime donne vestite di rosso, mentre cantano Bella Ciao. Ma l’ultimo saluto è per lui. “Caro Dario tutto quanto ho scritto è per dirti che se non torno in teatro muoio di malinconia. Un bacio grande…”

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