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Galleria: La bellezza diafana e senza tempo di Isabelle Adjani, oltre le botte e il dolore

La bellezza diafana e senza tempo di Isabelle Adjani, oltre le botte e il dolore

La bellezza diafana e senza tempo di Isabelle Adjani, oltre le botte e il dolore
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Sarah Bernhardt, la più grande attrice dell’Ottocento, raccontò che, quando si alzava il sipario, smetteva di essere se stessa, abbandonandosi al suo personaggio, al suo regista e al suo pubblico. Forse, però, la vita complicata di alcuni attori è proprio quel je ne sais quoi che li rende eterni. Come per Isabelle Adjani, volto iconico del cinema francese: qualcosa nei suoi occhi timidi e nella sua bellezza fragile, ha sempre tradito un’esistenza travagliata.

“La mia è stata una vita difficile, fin dall’infanzia”, ha raccontato tempo fa in un’intervista a Les Inrockuptible. “Ero costantemente in pericolo, malmenata da un padre autoritario e con una madre infelice, con cui ho sempre avuto un rapporto doloroso”. Dai suoi esordi, come attrice bambina, al successo internazionale, Isabelle Adjani ha mantenuto sempre alto il muro che divideva il suo privato dal pubblico, ma n0n è sempre stato sufficiente.

Così il mondo ha saputo della sua depressione e persino di quel fax con cui Daniel Day-Lewis l’aveva lasciata, incinta del loro figlio. Eppure, nonostante tutto, ha recentemente parlato di lui al Corriere, senza rancore.

Si è ritirato, lo invidio: dopo aver vinto tre Oscar di cos’altro hai bisogno? Siamo rimasti in buoni rapporti. Eravamo felici insieme perché dimenticavamo di essere attori, cosa che sta facendo ora con la sua scelta. Quando ti dai completamente, questo lavoro è duro.

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