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Galleria: Quello che abbiamo fatto a Laura Antonelli, che fece sognare tutti, e morì sola

Quello che abbiamo fatto a Laura Antonelli, che fece sognare tutti, e morì sola

Quello che abbiamo fatto a Laura Antonelli, che fece sognare tutti, e morì sola
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Il grande regista Luchino Visconti, che la volle per il suo ultimo film L’innocente, disse che era “la più bella donna dell’universo”. Il pubblico italiano si era innamorato di lei per i ruoli più sensuali, ma Laura Antonelli non era solo l’icona in calze autoreggenti della pellicola cult Malizia.

La sua parabola triste, conclusasi con la scomparsa nel 2015, è solo una delle tante che costellano il mondo dello spettacolo.  “I più grandi errori della mia vita? La droga e sposarmi a 24 anni, senza capire cosa stessi facendo”, raccontò in una delle sue ultime interviste alla rivista L’ortica del venerdì.

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La carriera, tra ruoli leggeri e impegnati, l’amore per Jean-Paul Belmondo e poi la discesa agli inferi, che la portò a una condanna in primo grado per l’uso di cocaina e poi all’assoluzione nel 2000. Laura Antonelli raccontò di aver ceduto al vizio perché qualcosa mancava, nonostante l’apparente successo personale e pubblico.

Può sembrare paradossale ma un giorno ti guardi allo specchio, vedi che sei bella, ricca e famosa ma ti accorgi che hai un vuoto dentro. Così arrivano scelte sbagliate, cadi nel precipizio e solo grazie alla fede ho superato tante avversità. Per fortuna ci sono tante persone che mi vogliono bene, esiste anche un sito internet chiamato ‘Divina creatura’ dove tutti i miei fans mi lasciano attestati di stima ed affetto. Dio li benedica.

La fede l’aiutò a risorgere, ma in pochi le rimasero davvero accanto fino alla fine. Inoltre, la sua disavventura processuale aveva lasciato dei momenti di fragilità mentale che limitavano la sua vita privata, allontanandola da chi la amava davvero.

Io rispetto anche se non condivido alcune sentenze che mi impongono di essere più accorta e di avere un sostegno nei miei momenti di debolezza. Non capisco però tante limitazioni, una delle quali mi fa stare male. Ho una nipote che vive in Ungheria, una ragazza di 18 anni figlia di mio fratello. Una delle pochissime parenti peraltro che mi sono rimaste. Ebbene, non posso andare all’estero a trovarla, devo sempre chiedere il permesso per ogni cosa. Ho un tutore nominato dal tribunale, vedo solo due volte al mese gli assistenti sociali del comune di Ladispoli. Non mi sembra giusto, non faccio del male a nessuno, vorrei solo vivere in pace la mia vita. Ho 70 anni ma me ne sento molti di meno nonostante i tanti guai patiti.

Sfogliate la gallery per ripercorrere la vita e la carriera di Laura Antonelli…