Seduto sul cornicione di quella finestra, lo sguardo rivolto all’interno della stanza, ogni giorno e ogni sera fin quando ha potuto farlo. La storia di Jihad Al-Suwaiti, un ragazzo palestinese di trent’anni, sembra quella di un film toccante.

Jihad non ha voluto abbandonare l’anziana mamma, Rasma Salama, già malata di leucemia, ricoverata in un ospedale di Hebron dopo che le è stato diagnosticato il Covid-19, che in Palestina finora ha fatto 67 decessi. Non ha voluto lasciarla neppure quando gli è stato impedito l’accesso in ospedale per ragioni di sicurezza, così il ragazzo ha pensato a questa idea alternativa per stare sempre vicino: ogni giorno si è arrampicato sulla grondaia e ha raggiunto la finestra della stanza di mamma, al secondo piano.

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Purtroppo, Rasma è morta il 16 luglio, a 73 anni, ma la storia di Jihad ha commosso chiunque ne sia venuto a conoscenza.

Trascorreva la maggior parte della sua giornata lì – ha raccontato un funzionario dell’ospedale – osservando le condizioni di sua madre da fuori la finestra, prima di scendere quando era sicuro che si fosse addormentata.

Rasmi, il fratello di Jihad, ha invece spiegato che quest’ultimo, il figlio più piccolo in famiglia, ha sempre avuto un legame molto forte con la mamma, soprattutto dopo la morte del padre, 15 anni fa, e che per questo non avrebbe mai accettato di separarsi da lei. Solo la morte è arrivata a spezzare questa unione, ma la storia di Jihad è davvero un esempio di quanto grande e forte possa essere l’amore tra un genitore e il proprio figlio.

Ogni sera si arrampica alla finestra e veglia la madre malata di Covid: la storia di Jihad
Fonte: Twitter / Dr.Ramy Abdu
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