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Januhairy: “L’obiettivo non è sostenere che le donne devono smettere di depilarsi”

L'ultima campagna di body pisitive si chiama Januahiry: non è a favore della non depilazione, ma della libertà di ogni donna di scegliere come essere.

Januhairy: “L’obiettivo non è sostenere che le donne devono smettere di depilarsi”

Januhairy: “L’obiettivo non è sostenere che le donne devono smettere di depilarsi”
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Il movimento di body positive che in maniera sempre più costante cerca di abbattere gli stereotipi legati all’estetica, partendo dal presupposto, assolutamente veritiero, che ogni donna debba stare bene con se stessa – nell’ambito di uno stile di vita improntato alla salute e all’equilibrio, naturalmente – e non necessariamente rispondere agli ideali di bellezza (spesso artefatti) proposti da riviste, moda e, oggi, social, ha spesso e volentieri lanciato battaglie anche dal tono dichiaratamente provocatorio. Come quella sui peli femminili, ad esempio, e sul diritto delle donne a non voler obbligatoriamente ricorrere alla ceretta.

Che, a ben pensarci, risponde più a un’esigenza di tipo culturale della società che a una vera e propria necessità, dato che nel tempo il corpo femminile totalmente glabro è diventato sinonimo di femminilità in primis, di igiene e pulizia poi. Eppure, se pensiamo alle dive degli anni ’40 e ’50, e diamo uno sguardo alle loro immagini, ne scopriremmo ben poche totalmente depilate, senza tenere inoltre conto dell’aspetto “wild” che, negli anni ’70, era molto in voga soprattutto nelle… Parti intime.

Insomma, anche la questione peli è stata quasi sempre più trattata come una cosa di moda piuttosto che come un diritto sacrosanto e personale di ogni donna, fosse la sua scelta quella di tenerli completamente o di raderli del tutto.

Per questo, moltissime sono le campagne lanciate, soprattutto via social, sotto vari hashtag, per rivendicare proprio quel diritto ad abbandonare la ceretta, vista in un certo qual modo come ennesima conferma dell’egemonia maschilista nella cultura odierna, espressa appunto con la concezione della donna piacente se depilata e quindi con l’uniformazione dei modelli femminili a quello, unico e solo, di donna senza peli.

Peraltro, l’addio a ceretta e rasoi è stato abbracciato e condiviso con gioia anche da molte star (Lourdes Maria, figlia di Madonna, vi dice niente?), che, ciascuna con le proprie ragioni (quindi anche approfittando dell’ondata di proteste anti-depilazione per pigrizia) non hanno esitato a mostrarsi, spesso anche sui red carpet, con peli in bella vista.

Oggi, invece, la lotta contro la depilazione è portata avanti con l’hashtag #januhairy, un gioco di parole basato sul mese di gennaio, january in inglese, e hairy, che vuol dire proprio peloso. Insomma, si potrebbe tradurre come un “gennaio peloso”. A lanciarlo è stato la studentessa inglese Laura Jackson, che in un post Instagram in cui esibisce l’ascella non depilata spiega il perché della campagna.

Visualizza questo post su Instagram

Hi I’m Laura, the gal behind Januhairy! I thought I would write a little about my experiences and how Januhairy came about... I grew out my body hair for a performance as part of my drama degree in May 2018. There had been some parts that were challenging for me, and others that really opened my eyes to the taboo of body hair on a woman. After a few weeks of getting used to it, I started to like my natural hair. I also started to like the lack of uncomfortable episodes of shaving. Though I felt liberated and more confident in myself, some people around me didn’t understand why I didn’t shave/didn’t agree with it. I realised that there is still so much more for us to do to be able to accept one another fully and truly. Then I thought of Januhairy and thought I would try it out. It’s a start at least . . . I have had a lot of support from my friends and family! Even though I had to explain why I was doing it to a lot of them which was surprising, and again, the reason why this is important to do! When I first started growing my body hair my mum asked me “Is it you just being lazy or are you trying to prove a point?” . . . why should we be called lazy if we don’t want to shave? And why do we have to be proving a point? After talking to her about it and helping her understand, she saw how weird it was that she asked those questions. If we do something/see the same things, over and over again it becomes normal. She is now going to join in with Januhairy and grow out her own body hair which is a big challenge for her as well as many women who are getting involved. Of course a good challenge! This isn’t an angry campaign for people who don’t see how normal body hair is, but more an empowering project for everyone to understand more about their views on themselves and others. This picture was taken a few months ago. Now I am joining in with Januhairy, starting the growing process again along with the other wonderful women who have signed up! Progress pictures/descriptions from our gals will be posted throughout the month. Lets get hairy 🌵 #januhairy #bodygossip #bodyhairmovement #happyandhairy #loveyourbody #thenaturalrevolution #natural #hairywomen #womanpowe

Un post condiviso da Januhairy (@janu_hairy) in data:

Mi sono fatta crescere i peli per una performance come parte della mia laurea in teatro nel maggio 2018  – si legge nel post – Alcune parti sono state impegnative per me, altre mi hanno davvero aperto gli occhi sul tabù dei peli sul corpo di una donna. Dopo alcune settimane di abitudine, ho iniziato ad apprezzare i miei peli naturali. Ho anche iniziato ad apprezzare la mancanza della rasatura. Sebbene mi sentissi libera e più fiduciosa in me stessa, alcune persone intorno a me non capivano perché non mi radevo, e non erano d’accordo. Mi sono resa conto che c’è ancora molto da fare per essere in grado di accettarci l’un l’altro pienamente e veramente. Poi ho pensato a Januhairy e ho pensato di lanciarlo.

Laura precisa: “Questa non è una campagna arrabbiata per le persone che non vedono quanto siano normali i peli del corpo, ma più un progetto che cerca di responsabilizzare tutti a capire meglio le loro opinioni su se stessi e sugli altri“. L’obiettivo della campagna e di chi vi partecipa, infatti, è di far crescere i peli sul corpo per un mese, al fine di sostenere il programma educativo di Body Gossip, un’associazione il cui scopo è incoraggiare tutti a essere la migliore versione di se stessi.

Lo scopo di Januhairy non è quindi sostenere che “con i peli è meglio”, ma solo di far comprendere a tutti, a chi sceglie di non depilarsi, e a chi critica, che si tratta semplicemente di libertà e di un diritto sacrosanto di scelta, che dovrebbe mettere al sicuro da insulti e pregiudizi di qualunque genere.

La campagna finora ha raccolto moltissime adesioni, come testimoniano le immagini che abbiamo preso da Instagram e che vi riportiamo in gallery.

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