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Galleria: Libertà per Cyntoia Brown, che ha ucciso a 16 anni il suo aguzzino

Libertà per Cyntoia Brown, che ha ucciso a 16 anni il suo aguzzino

Cyntoia Brown, in carcere da quando aveva 16 anni, condannata per aver ucciso l'uomo che l'aveva comprata come schiava sessuale, potrà godere della condizionale e tornare libera. Le è stata concessa la clemenza. A suo favore sono scesi in campo moltissimi personaggi dello spettacolo, che oggi possono festeggiare.

Cyntoia Brown ha passato gli ultimi 15 anni della sua vita in carcere, condannata, quando di anni ne aveva appena 16, per aver ucciso l’uomo che, stando alle sue dichiarazioni, era il suo aguzzino, quello che l’aveva comprata come schiava sessuale.

Il suo caso, oggetto di un documentario della PBS nel 2011, è salito improvvisamente  alla ribalta della cronaca nazionale negli USA con un incessante tam tam sui social media; moltissimi personaggi dello spettacolo hanno preso a cuore la vicenda, chiedendo a gran voce lo sconto di pena per la ragazza, oggi trentenne, detenuta nel carcere femminile di Nashville, in Tennessee.

Che adesso, finalmente, è arrivato: il governatore del Tennessee, Bill Haslam, dopo 15 anni ha infatti accolto la richiesta di clemenza, che darà alla giovane il permesso di godere della libertà condizionata, prima negatole fino a quando non avesse raggiunto i 67 anni.

Kim Kardashian, Cara Delevigne, sono solo alcuni dei volti noti noti che si sono dichiarati a favore di Cyntoia, con un hashtag, #FreeCyntoiaBrown, che si è diffuso rapidamente sui social.

Il sistema ha fallito – scriveva ad esempio Kim Kardashian nel suo tweet – spezza davvero il cuore vedere che una ragazza, schiava del sesso, quando ha il coraggio di reagire si trova in carcere a vita! Dobbiamo fare meglio e fare ciò che è giusto. Ieri ho chiamato i miei avvocati per vedere cosa si può fare per risolvere questo problema.

Oltre alle celebrity, anche il rappresentante di Stato Jeremy Faison, repubblicano, si è appassionato alla vicenda giudiziaria di Cyntoia, visitandola in carcere nel 2015 e spingendo per un suo rilascio a breve. Per aiutarla, nel 2016 Faison ha addirittura presentato una proposta di legge per rivedere le condanne all’ergastolo per reati giovanili nei casi in cui il colpevole abbia già trascorso 15 anni in carcere, proposta che naturalmente ha scatenato le critiche di tutte le parti politiche, compresi i colleghe repubblicani, i quali lo hanno accusato di avere un atteggiamento troppo “soft” rispetto al crimine.

Cyntoia però viene descritta come una carcerata modello, estremamente intelligente, come lo stesso Faison l’ha definita al NYT: “Dimostra di provare rimorso per ciò che ha fatto – ha spiegato il politico – ma pensa anche a quanto sia stato ingiusto ciò che le è successo, e quello che quel quarantenne le ha fatto“.

Tutti i supporter di Cyntoia sottolineano la sua grande forza di volontà in carcere, gli studi portati avanti con impegno, prima con il raggiungimento del G.E.D (sono piani di studio che forniscono una certificazione a conferma del raggiungimento di un livello di abilità equivalente alla scuola superiore), poi con la laurea ottenuta alla Lipscomb University, un’università cristiana che insegna proprio a chi è in prigione.

Dopo la decisione in suo favore, giunta dopo anni di appelli, Cyntoia ha ringraziato il governatore che le ha dato una seconda chance.

Farò tutto il possibile per giustificare la tua fiducia in me.

Le prime parole della donna, che ha aggiunto di volersi mettere al servizio dei più giovani per aiutarli.

Dal canto suo, Haslam ha spiegato così la sua decisione:

Cyntoia Brown ha commesso, per sua stessa ammissione, un crimine orribile all’età di 16 anni. Ma imporre l’ergastolo a una minorenne, che la terrebbe in carcere almeno 51 anni prima di poter chiedere la condizionale, è una pena troppo dura, specialmente alla luce degli straordinari passi che lei ha preso per ricostruire la sua vita. La trasformazione deve essere accompagnata dalla speranza.

Sulla sua storia, come detto, nel 2011 il regista Daniel Birman ha realizzato il documentario Me Facing Life: Cyntoia’s Story, in cui lei stessa racconta gli abusi e le ripetute violenze fisiche e sessuali subite.

Cyntoia potrà uscire dal carcere il 7 agosto 2019 e restare per 10 anni in libertà vigilata, partecipando a incontri e facendo almeno 50 ore per la comunità, oltre a trovare un lavoro.

In gallery abbiamo ricostruito la sua storia dolorosa.

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