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Galleria: Faye Dunaway, il mito di Bonnie, che fuggì con Clyde, e la possibilità di sbagliare

Faye Dunaway, il mito di Bonnie, che fuggì con Clyde, e la possibilità di sbagliare

La vita e la carriera di Faye Dunaway: fama, successo e soddisfazioni, ma anche periodi più difficili, vissuti sempre senza prendersi troppo sul serio. Una donna che incarna tutto ciò che è Hollywood, ma allo stesso tempo ha sempre fatto di testa sua, andando contro gli schemi.

Spregiudicata in Gangster Story, insieme a Warren Beatty, sofisticata ne Il caso Thomas Crown con l’amico Steve McQueen e algida femme fatale in Chinatown: sono solo alcuni dei ruoli che hanno reso Faye Dunaway la star di Hollywood per antonomasia. Una carriera incredibile, non scevra di cadute e passi falsi, che non l’hanno mai fatta diventare il tipico prodotto hollywoodiano, creato ad arte per essere fagocitato dal pubblico e poi messo da parte. Lei, che non si è mai fermata e non si è data per scontata, continua ancora oggi a sorprendere con una forza d’animo e un carattere rari da trovare, soprattutto nel fragile mondo dello spettacolo. Intervistata recentemente dal Corriere, ha svelato il “segreto” del suo successo.

Il regista, il cast, la storia: possono essere perfetti ma c’è sempre un elemento di incertezza, di azzardo. Di fortuna, anche, perché no? Sono stata fortunata: ho lavorato con persone fantastiche, a tutti i livelli. E per quel che riguarda la mia immagine di allora, ho avuto al mio fianco costumisti e stilisti assolutamente meravigliosi. Quel che ho messo di mio è stata l’attenzione nella ricerca: mi sono sempre documentata in prima persona, ogni dettaglio, il guardaroba, il design, se si trattava di storia ambientate nel passato o nel presente non importa, ci vuole la stessa dedizione, la stessa concentrazione.

Faye Dunaway ha avuto la fortuna di lavorare con grandi professionisti, che hanno contribuito a creare la sua immagine, ma anche quella di un nuovo modello di donna, più moderno e autonomo. Lo ha spiegato lei stessa in un’intervista per ioAcquaeSapone.

 Sì, e devo ringraziare i grandi scrittori e gli eccellenti cineasti che sono stati capaci di offrirmi ruoli che potessero essere un simbolo per tutte quelle donne che dovevano e volevano ribellarsi al maschilismo dei decenni passati. In Bonnie and Clyde, per dire, c’è molto dell’essere umano Dorothy Faye Dunaway, prima ancora dell’attrice. C’è molto del mio passato. Mi ritengo fortunata per queste opportunità e perché forse, in minima parte, quelle figure di donne piene di grazia e allo stesso tempo di forza, hanno proposto un modello femminile che molte persone hanno usato come ispirazione per combattere per i propri diritti.

Sfogliate la gallery per leggere le curiosità sulla vita di Faye Dunaway…

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