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Eva Gabrielsson e i diritti calpestati di chi senza sposarsi si è amato una vita

Eva Gabrielsson è una scrittrice, una traduttrice e un'attivista. Ha amato Stieg Larsson per tutta la vita, ma questo non basta per la legge svedese.
Eva Gabrielsson

Eva Gabrielsson è stata la donna che lo scrittore Stieg Larsson ha amato per tutta la vita. La loro storia, talmente nota da essere riportata anche su Wikipedia, affonda le sue radici negli anni ’70: nel 1972, i due si conobbero durante una manifestazione contro la Guerra in Vietnam e si misero insieme due anni più tardi, restando uniti per un trentennio. Ma non si sposarono mai: secondo Larsson, un’unione di tipo legale o finanziaria avrebbe potuto mettere in pericolo la sua compagna, dato che lui era un antifascista contrastato da molte persone.

L’autore della trilogia Millennium venne a mancare improvvisamente nel 2004 – per un infarto mentre si recava al suo giornale attraversando molti piani di scale e in un periodo di estremo stress. Questa scomparsa improvvisa ebbe una conseguenza altrettanto inaspettata: Larsson non lasciò testamento e, secondo quanto stabilito dalla legge svedese, Eva Gabrielsson non potè far rivalere i suoi diritti in termini di asse ereditario. Tutto ciò che appartenne allo scrittore, compresi i diritti delle sue opere, finirono nelle mani del padre Erland e del fratello Joakim – con cui Stieg non aveva vissuto perché cresciuto dai nonni. Così, la compagna dovette dire addio non tanto al diritto d’autore, quando alla possibilità che le opere dello scrittore non siano sfruttate in un modo che non avrebbe voluto.

È come se la mia identità fosse stata cancellata – disse Eva Gabrielsson in un’intervista al Globe and Mail – È come essere espropriata.

Eva Gabrielsson senza eredità

Prima di addentrarci nel dettaglio legale tout court, è bene sapere che Eva Gabrielsson, scrittrice e traduttrice a sua volta, abbia avuto un ruolo determinante della vita di Larsson, tanto che molti hanno spesso creduto che fosse lei a scrivere i romanzi, o che quanto meno fosse una co-autrice. Questa circostanza è stata sempre smentita da Gabrielsson, che invece ha raccontato come affiancasse lo scrittore nelle sue ricerche e come i due avessero creato una sorta di lessico di coppia, che poi lui faceva confluire nei propri scritti.

Fuori dalle nostre lotte, dai nostri impegni, dai nostri viaggi, dalle nostre passioni, dalle nostre paure – ha detto la donna al New York Times – questi libri sono il puzzle delle nostre vite. Ecco perché non riesco a individuare esattamente cosa, in ‘Millennium’ viene da Stieg e cosa viene da me.

Quindi, da un lato è normale che Gabrielsson senta quei romanzi come in parte suoi, dall’altro è altrettanto normale che voglia preservare Millennium da diventare ad esempio un marchio, dal finire su prodotti che Stieg Larsson non avrebbe voluto, così come in trasposizioni cinematografiche e altro. Per non parlare dell’inedito: lo scrittore aveva scritto, prima di morire, 200 pagine di un nuovo romanzo, che sarebbe stato il seguito dei primi tre. Gabrielsson crede che nessun ghostwriter potrebbe terminare quel lavoro iniziato – e vorrebbe poter essere responsabile per ciò che accadrà a quel canovaccio. Ma la famiglia dello scrittore si è rifiutata dal concederle i diritti.

La questione legale è molto semplice. In assenza di un testamento, i diritti delle opere di Larsson sono finiti ai parenti più prossimi, ossia il padre e il fratello, benché da essi l’autore si fosse estraniato. Nessun diritto per la compagna, proprio perché la legge svedese prevede una parentela solo nel caso che il defunto e chi gli sopravvive abbiano contratto matrimonio.

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