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Galleria: Chi era Emanuela Orlandi, un mistero lungo 36 anni ancora in cerca della verità

Chi era Emanuela Orlandi, un mistero lungo 36 anni ancora in cerca della verità

Dopo 36 anni di silenzi e false piste, il Vaticano ha deciso di aprire un'inchiesta sul mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi.

Chi era Emanuela Orlandi, un mistero lungo 36 anni ancora in cerca della verità

Chi era Emanuela Orlandi, un mistero lungo 36 anni ancora in cerca della verità
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Oggi Emanuela Orlandi avrebbe 51 anni già compiuti. Invece, la ricorderemo per sempre così, con il suo sorriso da quindicenne e la fascetta tra i capelli come una figlia dei fiori.

Perché la sua scomparsa, avvenuta il 22 giugno 1983, è uno dei misteri italiani che ancora non hanno trovato una spiegazione, o una ragione. Negli anni, tanti, che sono passati da quella assurda sparizione, si sono susseguite ipotesi, congetture, false piste che hanno più volte riacceso la speranza in Maria ed Ercole, i genitori della ragazza, poi puntualmente disillusa.

In questi 36 anni si è spaziato dalle teorie più complottiste, fino al coinvolgimento di volti noti e nomi di prestigio all’interno dello IOR, la banca Vaticana – il padre di Emanuela era un commesso della Prefettura della casa pontificia – c’è chi ha tirato in ballo persino la Banda della Magliana, che ha seminato il terrore per oltre un ventennio sulla capitale, ma la verità è che nessuna di queste ipotesi, più o meno credibili, hanno mai portato a un vero punto di svolta.

Allo stato attuale delle cose, non si sa se Emanuela sia morta da 36 anni o più tardi, nemmeno se sia ancora viva, cosa che, per quanto poco plausibile, non si può escludere con assoluta certezza.

Uno spiraglio, però, potrebbe riaprirsi ora per la famiglia di Emanuela, per mamma Maria e per il fratello Pietro (papà Ercole è invece morto nel 2004).

Il Vaticano, messe da parte le reticenze del passato, ha infatti fatto sapere di aver aperto un’indagine sulla scomparsa della quindicenne, dietro autorizzazione della Segreteria di Stato. Lo ha confermato a Repubblica l’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò: “Stiamo seguendo gli sviluppi delle indagini delle Autorità vaticane auspicando in una piena collaborazione, proseguendo comunque nelle nostra attività di indagini difensive“, ha dichiarato la legale.
Pietro Orlandi, naturalmente, si è detto soddisfatto della decisione, che spera possa dare una risposta, dopo più di 30 anni, ai tanti interrogativi con cui la famiglia ha convissuto: “Speriamo che sia arrivato finalmente il momento per giungere alla verità e dare giustizia a Emanuela“.

Qualche settimana fa proprio la famiglia Orlandi aveva fatto richiesta al Vaticano per riaprire una tomba nel cimitero teutonico, all’interno dello Stato Vaticano, dopo che lo stesso avvocato Sgrò, nell’estate del 2018, aveva ricevuto una lettera con allegata la foto della tomba in oggetto, accompagnata da un messaggio anonimo: “Cercate dove indica l’angelo”, in riferimento alla statua di un angelo che regge in mano un foglio riportante la scritta “Requiescat in pace”, “riposa in pace”.

Alcuni sostengono che da anni molte persone portino fiori su quella tomba, proprio perché sarebbe la tomba di Emanuela. Ma, come detto, finora siamo solo nel rango delle congetture; speriamo che con l’inchiesta, invece, venga finalmente fatta luce su uno dei più grandi misteri del nostro paese.

In gallery ripercorriamo la vicenda della scomparsa di Emanuela.

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