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Galleria: Il culto della Dea: 7 religioni antiche e nuove che adorano il femminile

Il culto della Dea: 7 religioni antiche e nuove che adorano il femminile

Antichi o nuovi, molti culti celebrano la donna come Dea. Con buona pace degli uomini che rivendicano supremazia anche nella religione.

Il culto della Dea: 7 religioni antiche e nuove che adorano il femminile

Il culto della Dea: 7 religioni antiche e nuove che adorano il femminile
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Dio è donna.

Piaccia o no, e non ce ne vogliano i religiosi più infervorati, perché non c’è blasfemia nelle nostre parole, ma pura e semplice verità.

Già perché, se oggi siamo abituati a parlare di un Lui al maschile, poco importa il nome che gli viene attribuito, val la pena sapere che non è sempre stato così.

Anzi, in un certo senso si può dire che la religione stessa, intesa come senso del culto, della ricerca di qualcosa – o qualcuno – da adorare e a cui rivolere le proprie preghiere, sia nata chiaramente femmina.

Lo testimoniano, se servisse rispolverare i ricordi degli anni di studio elementare e delle medie, le statuette preistoriche raffiguranti donne giunoniche e dalle forme generose, quelle che oggi definiremmo “curvy” e che noi siamo abituato a considerare come opere d’arte; beh, è bene sapere che non lo sono, o, per meglio dire, che hanno assunto tale funzione in un secondo momento, perché in origine il loro scopo era ben diverso, ed era votivo. Ovvero dedicati, come pegno e come simbolo di rispetto e di preghiera, alla Dea Madre, colei da cui tutto si genera, anche dopo la morte.

Ma non è certo l’uomo del Paleolitico il solo a venerare la donna come Dea: e non parliamo della religione romana e greca, per cui gli dei uomini e donne erano praticamente in posizione paritetica, ma di religioni come alcune orientali, indù, buddhiste o scintoiste, o certi culti del Sudamerica in cui è la donna ad assumere il ruolo di divinità da venerare e a cui riservare sacrifici. Con buona pace degli uomini che, con il tempo e in alcune religioni soprattutto, si sono presi il ruolo preponderante.

Talvolta anche cercando di destituire la donna da quel ruolo conquistato naturalmente e senza sforzo, o di relegarla a un ruolo marginale se non addirittura di “peccatrice” e causa di guai.

Del resto, nella stessa Bibbia ci sono molte figure femminili, anche molto importanti, eppure nel tempo le due donne che più sono risaltate nella religione cristiana sono davvero agli antipodi: da un lato Maria, madre di Gesù, incarnazione della donna pia e fedele, pronta a tutto per seguire la parola di Dio, dall’altro Eva, responsabile della cacciata dell’uomo dall’Eden. Ma, nel mezzo, c’è una miriade di sfumature di femminilità che solo da poco sono state davvero rivalutate.

Se pensiamo che l’idea di associare la divinità alla donna fosse propria solo delle religioni più antiche e, nel tempo, dimenticate, però, ci sbagliamo di grosso: esistono tuttora moltissimi culti che, pur nel loro paganesimo e prendendo spunto dai punti focali del femminismo e delle sue lotte, celebrano la divinità femminile mettendola in rapporto con l’ambiente, la natura o gli animali, come parte di un tutto che il maschilismo e il patriarcato hanno “sporcato”.

Ecco allora che culti, pur se decisamente laici, come il Movimento della Dea, o l’Ecofemminismo, finiscono per assurgere ancora una volta la donna a massima espressione della potenza e di tutto ciò che è bello e buono nel mondo. Un modo davvero suggestivo per affermare la supremazia femminile e la sua essenza indispensabile.

In gallery abbiamo raccolto alcune delle religioni del passato – e attuali – basate sulle divinità femminili.

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