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Galleria: 7 tecniche di tortura moderne ancora praticate in questi Paesi

7 tecniche di tortura moderne ancora praticate in questi Paesi

7 tecniche di tortura moderne ancora praticate in questi Paesi
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Le prime settimane in cui iniziarono a trapelare i dettagli relativi alla morte di Giulio Regeni, abbiamo fatto i conti con un racconto straziante. Un nostro connazionale era stato torturato a morte in Egitto per ottenere delle informazioni. Ci sono tante cose che non si conoscono ancora di questa storia brutale, ma le tecniche di tortura usate, quello sì – per esempio le scosse elettriche. Si tratta di qualcosa di lontano dalla nostra vita di tutti i giorni, ma è bene conoscere che esistono molti luoghi al mondo in cui queste tecniche di tortura sono praticate e anche avallate dai governi.

Accade anche in molti Paesi occidentali, ma per lo più accade laddove i diritti umani fondamentali sono a stento garantiti – o addirittura per niente. È spaventoso, lo comprendiamo e ancor più capiamo la posizione di associazioni o organizzazioni come Amnesty International che si battono contro questo stato di cose. Abbiamo raccolto alcune delle tecniche di tortura moderne più diffuse e le abbiamo raccontate in questa gallery. Sono escluse quelle che rappresentano un unicum per determinati Paesi. Come il bastinado per esempio, che è una verga con cui vengono colpite le piante dei piedi dei prigionieri nelle prigioni turche.

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La Cia ha un vero e proprio manuale per le torture, in vigore quindi negli Stati Uniti – che prende il nome di Kubark come riporta Il Top. Si tratta di tecniche basate sulle torture medievali. Per 126 pagine, si imperversa nell’orrore: tutto è finalizzato a estorcere confessioni, ma una domanda è d’obbligo in questi casi. E se le persone confessano cose che non hanno commesso solo per far cessare su di sé la terribile tortura? Nella gallery ci sono le principali torture contenute in Kubark, che è stato messo fuori legge solo nel 2007.

Come ha reso noto Amnesty International alla data del 2014, 79 nazioni ricorrono sistematicamente alla tortura e 141 ne hanno fatto utilizzo, anche tra coloro che la vietano per legge. Come spiega TicinOnline, in Europa e in Occidente in generale c’è stata una sorta di legittimazione della tortura dopo l’11 settembre. Panorama stila una lista delle nazioni in cui si pratica sistematicamente la tortura: Turchia, Iran, Russia, Egitto, Israele e Palestina. Invece le nazioni virtuose in tal senso sono Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Francia, per le leggi che ostacolano il ricorso alla tortura.

Per quanto riguarda l’Italia, il Corriere della Sera cita delle storie che hanno sollevato l’opinione pubblica: le vicende della scuola Diaz durante il G8 di Genova e i casi tragici di Gabriele Sandri, Federico Aldrovandi e Aldo Bianzino, tre persone morte in carcere o durante azioni di polizia. E si potrebbe continuare con altri casi di cronaca che hanno diviso l’opinione pubblica in due fazioni contrastanti: per alcuni le forze dell’ordine possono tutto e agiscono sicuramente per il meglio, per altri ci sono dei confini che non devono essere valicati e chi sbaglia deve pagare.