3 pubblicità sessiste degli anni 50-60 rifatte dalla Budweiser

3 pubblicità sessiste degli anni 50-60 rifatte dalla Budweiser
Fonte: Pixabay
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La Budweiser contro le pubblicità sessiste. Il celeberrimo e iconico marchio di birra statunitense ha lanciato, in occasione dello scorso 8 marzo un’iniziativa interessante. Come tutti sanno, negli anni ’50 e ’60, la figura della donna era molto lontana da quella che è oggi: la pubblicità rifletteva quell’immagine, cioè la donna che sta a casa in cucina, che stira e rassetta, che pensa ai figli e accudisce un marito che, dopo il lavoro, torna alla sua dimora, si mette in poltrona e viene servito e riverito. L’argomento, tra l’altro, è oggetto di un meraviglioso monologo di Julia Roberts nel film Mona Lisa Smile.

Anche la Budweiser realizzò delle pubblicità del genere. E allora cos’ha deciso di fare: ha preso quelle campagne a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, rivisitandole e proponendo una figura di donna più attuale, manageriale, alla pari con l’uomo. Purtroppo oggi il problema delle pubblicità sessiste è una questione tangibile. Quante volte ci capita di vedere cartelloni che alludono alla sessualità femminile oppure mostrano donne in abiti succinti per vendere aspirapolvere, lavatrici o detersivi? Si tratta di un fenomeno da debellare, così la Budweiser ha voluto metterci del suo, come si legge a margine di questa nuova campagna.

Il nostro Paese e la nostra cultura si sono evoluti nel tempo – è stato scritto dall’azienda in relazione alla campagna pubblicitaria – e la pubblicità dovrebbe riflettere quello. Ed è il perché quest’anno, in onore della Giornata Internazionale della Donna, abbiamo re-immaginato le nostre pubblicità del passato per ritrarre meglio l’equilibrio e l’empowerment. Budweiser è orgogliosa di collaborare con #SeeHer, un’organizzazione che punta a un ritratto preciso delle donne nei media e la pubblicità. Oggi, solo il 61% della pubblicità ritrae le donne positivamente. Vogliamo fare la nostra parte per vedere se arriviamo al 100%. Budweiser vuole assicurare che la nostra pubblicità rappresenta ugualmente uomini e donne e aiuta a eliminare le inclinazioni di genere.