La politica come sciacallaggio: i cugini piemontesi di Gianfranco Fiorito. | Roba da Donne

L’epidemia dilaga. Dal Lazio alla Lombardia, Sicilia, Calabria… ora si approda in Piemonte. Dove la casta colpisce ancora. Soldi, scandali, complicità di persone che sanno ma “non vedono”. E’ incredibile cosa possa instillarsi nella mente delle persone quando si trovano davanti un tesoro, la possibilità di arricchirsi, dimenticando completamente che l’Italia non è una sorta di gallina dalle uova d’oro ma è una popolazione che soffre, e quando viene schiacciata dalla casta, soffoca.

Ancora una volta sono stati usati soldi pubblici per finanziare capricci, desideri e amenità dei politici di turno. Ma questa volta succede in Piemonte. La carta di credito della Regione per comprare tosaerba. Come giustificare un tosaerba per un consigliere, il quale non credo verrà mai visto intento a sistemare i giardini. Oppure 2050 euro in videogiochi. O per cene, pranzi, capatine al night. Vacanzine all’estero. Coinvolti, per il momento, Michele Giovine, Andrea Stara e Maurizio Lupi, di diverse fazioni politiche. Si parla di spese personali, comprovate da scontrini dal 2010 ad oggi, per decine di migliaia di euro. In testa alla classifica Giovine con ben 121 mila euro di spese documentate non giustificate, poi arriva Lupi con 74 mila euro e Stara con 57 mila euro.

Fa rabbia vedere che queste persone si dilettano nello shopping senza tentare di nascondere, o di spendere in contanti. Significa che probabilmente questi politici dopo le loro scorribande al night non andavano al lavoro. Che uscivano a pranzo per ore, forse. Che prendevano ferie per una vacanza che abbiamo pagato noi, quindi abbiamo pagato sia le ferie che il soggiorno. Nemmeno la briga di chiedersi una parvenza di utilità politica, tutto alla luce del sole, noi alla fine siamo pure onesti che usiamo un mezzo tracciabile. Noi possiamo e voi no. Noi siamo ricchi e voi no. I vostri soldi ce li spendiamo a colazione. E a pranzo. E a cena. Una specie di buffet, “all-you-can-eat”. Fino a che non ce n’è più. Questo siamo diventati noi contribuenti.

Inutile dire che ormai l’indignazione diventa fine a se stessa. Si guarda avanti, al prossimo scandalo, alla prossima regione. Mentre questi politici rimangono. Mentre questi politici continuano a spadroneggiare, consci della loro immunità. Che cosa o chi, li protegge, chi permette loro di andare avanti così? La guardia di finanza dovrebbe essere una presenza fissa in qualunque istituzione politica ormai, andrebbe potenziata. Anche se forse non servirà. Il virus denaro che affligge la casta trasforma tutto e tutti. Persone che partono armate di buoni intenti (o almeno così fanno credere) e poi finiscono a fare gli sciacalli. E con quale maestria lo fanno. E il virus non risparmia nemmeno la Guardia di Finanza. Ormai tutto è più che corruttibile.

Per il momento le indagini si limitano alle spese dei piccoli gruppi politici, che già di per sè fanno rabbrividire con rimborsi chilomentrici e gettoni di presenza da capogiro. Poi partirà l´esame delle spese di tutti gli altri anche i più facoltosi come Pd, Pdl e Lega.

Di sicuro se ne vedranno delle belle.

Articolo originale pubblicato il 14 Dicembre 2012

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