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La Vita Prima degli Smartphone: 9 Cose che Facevamo con i Vecchi Cellulari?

Sembra ormai che la nostra vita non possa più prescindere dall'uso di uno smartphone per ogni evenienza e in ogni momento. Eppure c'è stato un tempo, non troppo lontano, in cui i cellulari avevano molte meno funzioni ma noi ci divertivamo comunque. Vi ricordate facendo cosa? Eccovi 9 punti per rinfrescarvi la memoria!
Fonte: Web
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Con l’avvento dello smartphone anche la vita di tutti i giorni sembra aver preso una piega diversa per molti aspetti: i telefoni cellulari di ultima generazione, infatti, permettono di fare davvero di tutto, dal controllare le proprie mail in qualsiasi momento e luogo all’acquistare biglietti aerei, vacanze o qualsiasi altro oggetto che ci interessi potendo pagare istantaneamente; l’utilizzo quotidiano ha reso parte integrante del nostro vocabolario parole come “app” (dato che ne esiste una per ogni necessità), “postare” una foto, “taggare” qualcuno, insomma ha rimodernato completamente la nostra concezione di telefono cellulare, immergendoci in una dimensione multimediale e interattiva perenne, dato che è sufficiente il tocco di un dito per condividere foto, luoghi sui social network o per tenerci aggiornati in simultanea all’avvenire stesso degli eventi.

Tanto che le funzioni “chiamata” e “messaggi” sembrano essere passate quasi in secondo piano, pur essendo state i motivi principali per cui sono stati ideati i primi cellulari. Già, a proposito di quelli… voi ve li ricordate?

In principio (correva l’anno 1996) fu lo Startac della Motorola, e tutto il mondo si prodigava in “Oh!” di stupore nel vedere questo telefono portatile che permetteva di raggiungere chiunque in ogni posto. Senza fili. Senza linea fissa. Una novità assoluta.

Ma fu il Nokia 3310 (ormai entrato di diritto nella storia) a rappresentare veramente la svolta del genere, con tutte quelle funzioni supplementari, tipo i giochi, che fecero intuire definitivamente che il telefono poteva diventare non soltanto qualcosa di utile, ma anche di divertente, un vero e proprio passatempo; si può dire che sia stato proprio lui a dare l’idea dello smartphone, insomma di quell’oggetto che, come si dice, unisce l’utile al dilettevole.

Ma noi ci ricordiamo davvero cosa facevamo con i vecchi cellulari? Molto prima di Whatsapp e Facebook e Viber eccetera, come utilizzavamo i nostri telefoni?

Oggi vogliamo rinfrescarvi la memoria: ecco a voi 9 cose che sicuramente tutte avete fatto con un cellulare di vecchia generazione… facciamoci prendere dalla nostalgia!

1. Zero credito? No problem, c’è lo squillo!

Fonte: Web
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E già, quando il credito nel telefonino spariva più velocemente del coniglio dal cilindro di David Copperfield, e i soldi nel portafoglio latitavano tristemente c’era sempre l’uscita di emergenza, il piano B, la scialuppa di salvataggio: lo squillo. Che era un po’ come dire “Sto a zero, richiamami”. Indirizzati soprattutto verso i genitori, naturalmente, ma anche verso amiche, fidanzatini e parenti vari.

Ma diciamoci la verità, lo squillo un tempo aveva anche un altro significato: si usava quando si cercava di dire a qualcuno “Ti sto pensando”. Chi di voi non si è emozionata nel ricevere lo squillo del ragazzo che vi piaceva da morire, o ne ha fatto uno, magari con l’anonimo per non farsi riconoscere?

2. I messaggi “criptati”

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Non abbiamo mai capito davvero fino in fondo quale fosse la ragione alla base della scelta di abbreviare, spesso in maniera molto sibillina, parole e frasi intere; forse un risparmio di tempo, o di spazio? Mah… fatto sta che sui vecchi cellulari i “ti voglio bene” diventavano “TVB” ( con declinazioni fra le più fantasiose tipo “TVUCDB” fino ad arrivare a cose improponibili che nemmeno Morse con tutto l’alfabeto sarebbe riuscito a decifrare!), i “perché” erano “xkè” e i “ti amo” si riducevano ad un “TAT”. Forse questo non ci manca così tanto!

3. Snake… e abbiamo detto tutto!

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Siate sincere e diteci quante volte avete giocato a Snake a scuola (tanto non ci sono le vostre insegnanti a rimproverarvi!), al lavoro o in qualunque altro momento in cui vi stavate annoiando a morte. Ma soprattutto (e vogliamo la stessa sincerità!) quante di voi sono riuscite a finirlo?

4. Inserire il T9

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E già… molti anni prima del touchscreen, che mostra una tastiera simile a quella di un computer, composta da tutte le lettere dell’alfabeto, i tasti da poter premere erano solo 12, e, per facilitare la composizione dei messaggi, occorreva inserire il famigerato T9, che traduceva nel momento stesso in cui si scriveva la parola desiderata… alla faccia del correttore automatico!

5. Allarme rosso: non superare i 160 caratteri nei messaggi!

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Quando Whatsapp, Viber e tutte le applicazioni di messaggistica istantanea (e soprattutto gratuita) erano ben lontane dal diventare una piacevole realtà, i messaggi costavano, eccome se costavano: occorreva prestare attenzione ai centesimi, e, più di ogni altra cosa, al numero di caratteri da digitare; rigorosamente non più di 160. Tanto che in molti, per risparmiare spazio prezioso, scrivevano le parole tutte attaccate, così che poi c’era bisogno del traduttore simultaneo e di una vista da lince per riuscire a decifrare il contenuto! L’alternativa, altrimenti, erano ricariche quasi quotidiane, con buona pace della paghetta settimanale che se andava più veloce di Flash.

6. Le cover intercambiabili

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Le antesignane delle belle cover personalizzate che sfoggiamo sui nostri smartphone erano le mascherine intercambiabili: poter “vestire” il nostro telefonino con una cover rosa a pois ci faceva sentire un po’ le Paris Hilton della situazione, e anche i maschietti potevano trovare sfogo durante il loro periodo tamarro grazie a una bella cover con i draghi o con il logo della squadra del cuore.

7. Le suonerie personalizzate

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Come dimenticare quelle orrende suonerie polifoniche che facevano sembrare la colonna sonora di “Titanic” suonata da una classe di prima media con il flauto… se eravate fortunate potevate creare voi stesse la vostra melodia sul telefonino, ma nei casi peggiori, invece, per averne una dovevate scaricarla mandando un messaggino a quegli odiosi spot televisivi che vi inviavano una suoneria e vi appioppavano anche abbonamenti indesiderati dal meteo o all’oroscopo.

8. Le foto da inviare

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Anche se eravamo (fortunatamente) ben lontane dall’epoca dei selfie e da quella mania di condividere con il mondo ogni istante della propria vita, ci si potevano comunque scambiare foto o loghi; il problema era che l’unico modo possibile era attraverso i costosissimi MMS… forse è per questo motivo che nessuno si azzardava a fotografare il cibo che aveva nel piatto? Un’alternativa valida, sempre ammesso che il telefono ne fosse provvisto, era il bluetooth, o addirittura gli infrarossi, che permettevano la trasmissione di un’immagine ad altri dispositivi vicino a noi, ma non a grandi distanze.

9. I cellulari indistruttibili

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Diciamoci la verità: la caratteristica principale dei telefoni di vecchia generazione è che erano letteralmente indistruttibili. Ed è una peculiarità che, purtroppo, gli smartphone di oggi non hanno. Se vi cadono da una distanza di 10 centimetri può venarsi lo screen, quando vi va bene, ma se siete sfortunate potete pure prenderlo e buttarlo nel secchio d’immondizia più vicino.

I vecchi cellulari di una volta facevano voli chilometrici, sparivano sotto la sabbia per poi ricomparire magicamente, cadevano da tasche e borse come se avessero avuto vita propria, ma non si facevano mai un graffio. Niente, nemmeno una minuscola ammaccatura, come se li avesse prodotti Iron Man in persona. E se non ci credete provate: se avete ancora a casa un reperto archeologico, accendetelo, vedrete che funzionerà ancora come se non avesse mai smesso di essere usato!

Questa carrellata malinconica forse ci farà apprezzare di più i passi in avanti che la tecnologia ha compiuto, ma siamo certe che, nel cuore di tutte voi, leggendo questo articolo si sia riaperto un piccolo spiraglio, mai del tutto chiuso… di quelli, un po’ nostalgici, che dicono “quelli sì, che erano bei tempi!”

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