Donna, vita, libertà: il movimento di liberazione delle donne iraniane

L'uccisione di Mahsa Amini è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso su una consuetudine legalizzata di disparità di genere in Iran: così è nato il movimento Donna Vita Libertà.

Il movimento Donna Vita Libertà riguarda la “questione femminile” in Iran ma non solo. Mentre si assiste a un attacco imperialista alla nazione islamica – legato a fattori come propaganda e interessi economici, come Roma Antica insegna – i diritti delle donne in Iran non si spostano purtroppo di una virgola. Per questa ragione si è reso necessario un movimento di lotta che, accanto alla consueta informazione e sensibilizzazione, sia in grado di muovere i decisori internazionali su politiche che riescano a giungere al cuore del problema.

Cos’è il movimento Donna Vita Libertà

Come riporta il sito ufficiale del movimento Donna Vita Libertà, si tratta di un movimento politico trasversale che mira a smantellare la disuguaglianza di genere legalizzata vigente in Iran. Naturalmente non è un lavoro di una settimana, ma neppure di un anno: questi processi sono sempre molto lenti, e vanno a contrastare un fenomeno di disparità grave con mancanza di diritti e violenza che perdura da decenni.

La rivoluzione in atto in Iran è stata ideata e guidata da donne e ragazze di tutto il Paese – scrivono dal movimento – È una risposta a decenni di oppressione, apartheid di genere e disuguaglianza. Il cambiamento in Iran avverrà dall’interno. Tuttavia, il mondo sta osservando e dobbiamo unirci per mobilitare le nostre risorse e agire concretamente in questa epocale opportunità, sfruttando le piattaforme globali a nostra disposizione.

La “questione femminile” in Iran

Come detto, la disuguaglianza tra uomini e donne, in Iran, è regolata da una legge, o meglio da diverse leggi: il Codice penale iraniano. Tra queste norme – che nulla hanno a che fare con la religione in senso stretto, bensì con una consuetudine di sopraffazione sistematica per il mantenimento del privilegio maschile – c’è per esempio l’obbligo a indossare l’hijab a partire dalla pubertà.

Si ricordi, come monito e come allarme, il caso di Mahsa Amini, una 22enne accusata dalla “polizia morale” iraniana di non indossare correttamente l’hijab, arrestata e quindi uccisa. Il Codice penale islamico riguarda inoltre altre palesi disparità: la donne non hanno infatti gli stessi diritti degli uomini su temi come matrimonio, divorzio, affidamento dei figli e successione. L’Iran è infatti al 143esimo posto su 146 Paesi nell’indice globale sul divario di genere.

Perché l’Iran riguarda le donne di tutto il mondo

Si potrebbe pensare che il problema sia di qualcun altro. Ma non è esattamente così. Nel marzo 2022, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha incluso, con 42 voti su 54 nazioni partecipanti, la Repubblica Islamica dell’Iran nella Commissione sulla condizione femminile. Come si può ben comprendere dal nome, questa commissione riguarda la vigilanza internazionale su situazioni politiche di disparità di genere: perché l’Iran, che, per usare un eufemismo, non è certo un faro di progressismo sull’argomento, sia stato stravotato a farne parte resta un mistero della diplomazia.

Il fine ultimo della commissione è infatti la “promozione dei diritti delle donne, nella documentazione della realtà della vita delle donne in tutto il mondo e nella definizione degli standard globali in materia di uguaglianza di genere e di emancipazione femminile”. Se i diritti delle donne vengono violati sistematicamente e legalmente in Iran, e questo è ammesso in una commissione che dovrebbe vigilare, cosa potrebbe accadere anche in altri Paesi?

Una lettera aperta per l’Onu

Per questa ragione il movimento Donna Vita e Libertà ha approntato una lettera aperta d’appello all’Onu, affinché l’Iran sia rimosso dalla Commissione sulla condizione femminile. In questa lettera aperta si legge:

Con grande disappunto delle attiviste per i diritti delle donne in tutto il mondo, l’Iran ha iniziato un mandato quadriennale nella Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne, composta da 45 membri. Questo prestigioso organismo globale si dedica esclusivamente alla promozione della parità di genere e all’emancipazione femminile. La sistematica e radicata oppressione delle donne nella Repubblica Islamica dell’Iran avrebbe dovuto squalificarle dall’elezione alla Commissione per le Donne.

Donna, vita, libertà: un motto per le donne in lingue diverse

In italiano diciamo Donna Vita Libertà. Gli anglofoni e le anglofone dicono Woman Life Freedom. In lingua farsi – ovvero il persiano, lingua ufficiale dell’Iran, si dice “Zan Zendegi Azadi”. In lingua curda è “Jin Jiyan Azadi”. Perché potremmo parlare lingue diverse, il colore della nostra pelle potrà assumere centinaia di sfumature, ma l’ideale del diritto delle donne resta lo stesso in tutto il mondo. Scrivono ancora dal movimento:

Le proteste guidate dalle donne in tutto l’Iran sono state represse con estrema violenza. Ciononostante, le donne e le ragazze iraniane, insieme ai loro alleati, persistono coraggiosamente nella loro lotta. Sosteniamo la loro battaglia per le libertà fondamentali e chiediamo la fine immediata della violenza di Stato e il rilascio in sicurezza di migliaia di cittadine detenute. Questo è un momento cruciale in cui i leader della comunità internazionale devono dimostrare apertamente e inequivocabilmente il loro sostegno ai diritti delle donne, schierandosi in solidarietà con le donne e le ragazze iraniane.

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