Soldi e coppia: perché dovreste avere un conto separato e uno cointestato

Quando si è in una relazione è bene avere un conto cointestato? I vantaggi e gli svantaggi di questa scelta, e come la gestione tra soldi e coppia può richiedere un conto separato.

Soldi e coppia appaiono essere un binomio di non facile accordo oggi. Le questioni economiche e i contrasti finanziari possono essere una delle ragioni per cui una relazione finisce: la gestione dei propri risparmi può differire da persona a persona anche e soprattutto quando ci si ritrova a gestire un conto cointestato, per il quale ci vuole sempre responsabilità da entrambe le parti.

Quando è in atto una convivenza, le due parti dovranno concordare informalmente il modo in cui andranno a gestire le finanze per la vita in comune, mentre quando si è uniti, in modo religioso, concordatario o civile, si può decidere a monte di optare per la comunione o la separazione dei beni (farlo successivamente costa un po’ di soldini in spese notarili).

Soldi e coppia: i benefici del conto cointestato

Il conto cointestato è stata la scelta unica e prevalente di moltissime tra le nostre madri e le nostre nonne, anche quando lavoravano loro stesse. Era quasi scontato che, sposandosi, si dovesse condividere tutto. Tuttavia bisogna ricordare che il conto cointestato è diventato per alcune donne, nel tempo, un mezzo di violenza economica, per cui il marito non acconsentiva a delle spese o addirittura portava via i risparmi comuni per propri fini.

Oggi si torna a parlare di conto cointestato ma non da solo: spesso un conto di coppia serve a pagare spese comuni, e ovviamente questo è possibile solo se c’è responsabilità e oculatezza da entrambe le parti. In pratica, il conto cointestato affianca di fatto quelli personali, e viene utilizzato per le utenze (luce, gas, internet), per l’affitto o il mutuo di casa, per le spese dell’automobile se in comune (assicurazione, bollo, revisioni), per quelle legate all’istruzione di eventuali figli e figlie (mensa, libri, eventuali tasse scolastiche o rette per la scuola privata), viaggi o anche per la spesa settimanale al supermercato.

Naturalmente è essenziale che entrambe le parti della coppia versino periodicamente le stesse cifre su questo conto – che può essere anche su una prepagata, volendo – oppure, se l’accordo prevede questo, in proporzione con i propri stipendi, soprattutto se il gap è elevato. Un conto cointestato può essere comodo e trasparente, ma appunto è necessario che ci sia proporzione e lealtà tra i partner, altrimenti rischia di essere una bomba a orologeria che fa detonare in ogni caso la relazione.

Soldi e coppia: i benefici dei conti separati

Come detto, il conto separato è importante ci sia anche in caso di presenza di conto cointestato. Serve a garantire una certa indipendenza, non solo in caso di eventuale violenza economica. Mettiamo il caso che il partner o il coniuge muoia – sì, è una brutta circostanza, ma dobbiamo essere concretə anche su questo punto – e allora il conto cointestato viene bloccato fino a che non viene definita ufficialmente la successione. Questo significa che non solo perdete la persona che amate, ma rischiate di finire in mezzo alla strada perché non potete accedere ai vostri risparmi. Inoltre il conto separato permette di gestire spese e debiti personali: prendiamo il caso che la coppia abbia due automobili, ognuno e ognuna potrà pagare le spese della propria. Oppure magari esistono accordi diversi sulla gestione delle spese comuni: magari una persona paga l’istruzione dei figli e delle figlie, l’altra paga le utenze di casa.

Separazione o comunione dei beni?

Questa può essere una tematica legata alla scelta se avere un conto cointestato, uno persona o entrambi. Il problema si pone qualora di voglia convolare a nozze. Ve lo diciamo chiaramente: non c’è una ricetta valida per tutte e tutti, per cui è consigliabile parlarne con il commercialista o la commercialista e capire quale soluzione faccia al caso proprio. Solitamente se entrambi si dispone di un lavoro e quindi un salario proprio e se si hanno proprietà legate alla famiglia d’origine, è sempre meglio optare per la separazione e non per la comunione dei beni (in particolare se uno dei due esercita un lavoro rischioso dal punto di vista legale, come chi è giornalista o architettə), ma appunto la questione va valutata caso per caso.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!