
Costo della vita Portogallo 2026: guida per chi vuole trasferirsi
Il Portogallo come meta low cost per viverci? Il costo della vita nel 2026 è a tratti più economica rispetto ai modelli italiani, tuttavia la qualità della vita è migliore.

Il Portogallo come meta low cost per viverci? Il costo della vita nel 2026 è a tratti più economica rispetto ai modelli italiani, tuttavia la qualità della vita è migliore.

Molte e molti di noi combattono oggi con i rincari, con l’inflazione, con l’innalzamento del costo della vita a fronte di salari che restano sempre gli stessi negli anni. E allora meditano: e se mi trasferissi all’estero? Per alcune persone è una soluzione, in particolare in quelle nazioni in cui il costo della vita è più basso. Secondo un luogo comune, in Unione Europea esisterebbe un Paese in grado di offrire tutto questo, e il Paese in questione è il Portogallo. Ma le cose stanno davvero così?
Anchorless scrive che la stima sul costo della vita in Portogallo per il 2026 si attesta intorno ai 736 euro circa per la persona singola, mentre per quattro persone si arriva a spendere intorno ai 2637 per una famiglia di 4 persone. Il grosso è rappresentato dalle spese di affitto: nella capitale Lisbona un monolocale in centro può costare oltre 1300 euro, mentre un appartamento con 3 camere può superare i 2500 euro. Ma, come vedremo, parliamo di Lisbona, della capitale, mentre nelle città più piccole o nei paesi la situazione è molto differente. Per fortuna le spese per le utenze e quindi le bollette (luce, gas o più in generale energia, telefono o wifi) sono più o meno in linea con quelle italiane.
Sul sito Vivere em Portugal, c’è un report interessante, compilato da una donna che vive effettivamente in Portogallo, a Coimbra. La donna, che ha una famiglia composta da 4 persone, scrive che non bisogna aspettarsi un “paradiso low cost” nel Portogallo, tuttavia ci sono voci di spesa che costano molto meno rispetto all’Italia, come per esempio pesce fresco (in fondo, il Portogallo è il Paese del bacalhau, che viene pescato nell’Oceano Atlantico), frutta e verdura, vino (anche questo una specialità, basti pensare al profumato Porto, che viene usato sia come aperitivo sia come vino da dessert). Anche il caffè al bar, magari con un pasticcino tradizionale come il pastel de nata, costa molto meno che in Italia. Tuttavia i prodotti importati e alcuni formaggi costano molto di più: in altre parole, dimenticatevi del parmigiano, se vi trasferite in Portogallo.

Ciò su cui si può risparmiare sono gli spostamenti, se si utilizzano i mezzi pubblici, mentre la scuola e la sanità funzionano un po’ come in Italia: c’è quella pubblica e c’è quella privata. Con la sanità privata c’è un ma: esistono infatti problemi legati alle liste d’attesa – così come, a sacche più o meno “importanti”, in Italia. In Portogallo però si può sottoscrivere un’assicurazione sanitaria che permetta di risparmiare sulle prestazioni private alla base – mentre in Italia Inps e casse private prevedono invece i rimborsi con la dichiarazione dei redditi.
In buona sostanza il Portogallo non è un Paese dal costo della vita talmente basso da invogliarci al trasferimento solo per risparmiare: non è esattamente quindi come il sogno di aprire un lemon bar su una spiaggia a Ypsos, in Grecia. Tuttavia la qualità della vita è molto più alta, a cominciare dalla spiaggia: i litorali sono bellissimi, puliti e possono essere fruiti gratuitamente.

E, se vi siete spaventati o spaventate, rispetto al costo della vita a Lisbona, ricordate che invece in altre città come Porto, Coimbra o Braga, gli affitti sono molto più bassi, per non parlare della provincia. Se abitate in una città come Milano, Torino, Roma o Genova, il risparmio è assolutamente evidente. Ma se abitate in un paesino in una regione del Sud Italia non lo è, anzi si rischia di spendere molto di più.
Bisogna ricordare che trasferirsi in Portogallo significa innanzi tutto abbracciare una nuova cultura e un nuovo stile di vita, molto più rilassato. Dimenticate tutto quello che sapete (o pensate di sapere) sulla Spagna, perché la Penisola iberica non è una massa informe di luoghi comuni. Nella terra di Fernando Pessoa tutto può essere più poetico, ma è fondamentale aprire la mente.

Vorrei vivere in un incubo di David Lynch. #betweentwoworlds
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