Perché il cane o il gatto ha l’alito cattivo? Cause comuni, rimedi e quando preoccuparsi

Dalle visite periodiche alla prevenzione: così si evita di incorrere nell'alito cattivo del cane e del gatto, che può essere il sintomo di un grave problema di salute.

L’alito cattivo è una caratteristica del vostro cane o del vostro gatto? Proprio come per gli esseri umani, questo sintomo non è da trascurare. Certo, per gli esseri umani, oltre alle possibili questioni legate alla salute c’è un problema di socialità (l’alito cattivo può dar fastidio a chi ci sta intorno), ma chi ha un amico animale ci tiene anche e soprattutto alla sua salute. Ricordate però che qui diamo informazioni di massima: consultatevi con il veterinario o la veterinaria per vedere quale sia il vostro caso.

Cosa sapere sull’alito cattivo del cane

Ci sono diverse ragioni, come spiega PetMd, per cui il cane può avere l’alito cattivo, ovvero:

  • una malattia dentale o gengivale, come la paradontite;
  • residui di qualcosa che è rimasto incastrato attraverso la masticazione;
  • una malattia renale che ha accumulato urea nel sangue;
  • una malattia epatica in compresenza di altri sintomi come ingiallimento di pelle e occhi, mancanza di appetito, vomito e perdita di peso;
  • il diabete;
  • aver ingerito qualcosa di tossico, come magari una cicca di sigaretta durante una passeggiata;
  • aver mangiato qualcosa di disgustoso come le feci di altri cani nell’area di sgambamento (no, purtroppo non tutte sono tenute bene);
  • un tumore alla bocca;
  • eventuali carenze alimentari.

Naturalmente, se il cane ha l’alito cattivo, si deve chiedere aiuto veterinario, e non guasta mai effettuare visite dentali periodiche, proprio come facciamo noi esseri umani. A volte basta anche una pulizia di routine a farlo stare meglio, senza contare che in generale giovano uno spazzolamento orale, snack per l’igiene orale e prodotti dedicati all’igiene orale. Chiedere consiglio veterinario è sempre la risposta giusta, anche e soprattutto se è il vostro primo cane e non sapete come provvedere allo spazzolamento. Non esistono rimedi casalinghi contro l’alito cattivo di Fido, esiste attenzione capillare – la stessa che riserveremmo a noi stessi – esiste cura, e ricordare che un eventuale terapia dipende dalla causa scatenante del sintomo, e che non basta eliminare quest’ultimo per pensare che la salute del nostro amico quattrozampe sia ok.

Cosa sapere sull’alito cattivo del gatto

Avete presente quando sono le 5 del mattino e siete ancora al caldo del vostro letto, e arriva il vostro micio o la vostra micia, sfoderando quell’alitino mefitico che non augurereste di far sentire neppure al vostro peggior nemico? Esattamente come per il cane – e, lo ribadiamo, per gli esseri umani – anche i gatti possono soffrire di alito cattivo. Tra le cause del fenomeno, come spiega ancora PetMd, ci sono:

  • malattie dentali come la paradontite, provocate dall’accumulo di batteri sui denti;
  • malattie renali;
  • diabete;
  • oggetti incastrati tra i denti o sotto il bordo gengivale;
  • ulcere orali;
  • tumori alla bocca.

Sostanzialmente funziona come per gli esseri umani: il nemico da abbattere è la placca, che porta al tartaro, all’irritazione delle gengive e quindi alla gengivite, alla diffusione dell’infiammazione, alla stomatite. A volte l’alitosi è accompagnata da saliva maleodorante, sbavature eccessive, gengive rosse e doloranti, patina ocra, verde o marrone sui denti, difficoltà nella masticazione e diminuzione dell’appetito. Ci sono razze che sono più inclini all’alitosi, come il Maine Coon, i gatti siamesi e quelli somali.

Quando detto per il cane vale anche stavolta per il gatto: chiedete aiuto veterinario e programmate visite periodiche, anche se durante la visita è possibile che il dolore sia tanto e tale per l’animale, che viene consigliata la sedazione. È possibile inoltre che occorrano analisi del sangue: non si agisce sull’effetto, ovvero sull’alito cattivo in sé, ma sulla causa che l’ha generato. Per quanto riguarda la prevenzione, anche qui vale una corretta igiene orale mediante spazzolamento, cibi ed eventualmente giochi dedicati. Ovviamente non possiamo usare un dentifricio per esseri umani con i nostri amici mici: sappiamo che lo spazzolamento sarà difficile le prime volte, ma il veterinario o la veterinaria potranno darvi consigli utili in tal senso.

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