Girl Therapy: la 'nuova' cura tra amiche che vale più di una seduta dallo psicologo

Connessioni e relazioni per stare bene e prendersi il proprio tempo: così la Girl Therapy può aiutare psicologicamente (ma non si sostituisce alla psicoterapia).

Sui social come TikTok e Instagram potreste aver notato una tendenza interessante che prende il nome di Girl Therapy. In realtà si tratta di qualcosa di più efficace di una tendenza, tanto che qualcuno pensa possa valere più di una seduta dallo psicologo o dalla psicologa. Questa affermazione però va presa per quello che è, cioè per un’iperbole. Le cose stanno davvero così?

Che cos’è la Girl Therapy

Si tratta di un’espressione anglofona che può essere tradotta con “terapia delle ragazze”, sebbene, per estensione, riguardi tutto il genere femminile (non solo le giovanissime) o meglio uno stereotipo sul genere femminile, ovvero l’atmosfera di comunità che circonda determinate attività sulla cura di sé, dagli appuntamenti all’estetista o al parrucchiere fino a massaggi e spa. Quindi in buona sostanza se questo tipo di trattamento crea un’aura di solidarietà di genere in persone con identità di genere diverse da quella femminile, va bene ugualmente.

Sostanzialmente la Girl Therapy nasce come mezzo per alleviare lo stress della quotidianità, per concedersi un piccolo regalo ogni tanto che dia leggerezza e spirito di comunanza anche tra chi si conosce poco o non è persona amica. Perché magari è in quello spazio che ognuna può trovare la vera espressione del sé.

Come funziona la Girl Therapy

Il punto di partenza della Girl Therapy consiste nel fatto che per prendersi cura di sé nel senso più intimo e profondo dell’espressione, è necessario prendersi cura di sé esteriormente. Quante volte le donne sono talmente oberate e sentono la mancanza di tempo per fare il minimo indispensabile di quello che vorrebbero in termini di aspetto estetico? Ve lo diciamo con un’altra iperbole: quante madri sentono la necessità di una doccia, magari senza averne la possibilità, poco dopo essere rientrate in casa con il proprio neonato o la propria neonata? Il principio è lo stesso: fare qualcosa per sé e basta fa stare bene, o quanto meno meglio.

C’è poi la questione del supporto emotivo: a volte parrucchieri ed estetisti diventano i nostri confidenti. Proprio come faremmo durante una seduta psicologica, ci apriamo, creiamo connessioni. E per quelle operazioni che possono essere espletate in pubblico come la messa in piega o lo smalto alle unghie (quindi non parliamo di cerette brasiliane), questa connessione si allarga con le altre persone presenti. Perché anche parlare del più e del meno ci riconnette con noi stesse, dato che non sarà mai un discorso impegnativo e ci si può concentrare su scambi del tipo “non esistono più le mezze stagioni”/“qui un tempo erano tutti campi”.

Si può sostituire alla psicoterapia?

In breve, la risposta è no. Ma anche volendo essere analitiche la risposta resta no. La psicoterapia si intraprende a causa di un malessere profondo, un malessere che spesso mina la forza di volontà, quella stessa forza di volontà cui ricorreremmo per prenderci cura di noi stesse. Con la psicoterapia avviene una cura certosina, che indaga alla radice del malessere, non serve a lenire una tristezza temporanea.

Certo è che il contatto con le persone è ugualmente importante quando si va in psicoterapia. Non possiamo pensare di rientrare nel mondo reale senza il mondo reale. In altre parole, la compagnia e la cura di sé all’interno di un gruppo va benissimo, fa bene e tanto, tuttavia l’aiuto psicologico non può essere sostituito se necessario, a meno che non si tratti di un problema transitorio. Ovviamente il problema transitorio e lieve con la Girl Therapy si risolve in fretta, al contrario delle ragioni per cui andremmo in psicoterapia e per le quali potrebbero volerci anni. Ma non ci si fa mai le autodiagnosi, e le endorfine della soddisfazione svaniscono in fretta.

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