
Restare in una relazione per abitudine: perché succede spesso e non è sempre un male
Si può restare in una relazione per abitudine? Tutto dipende dalle proprie motivazioni alla base: si segna il confine tra amore maturo e amore immaturo.

Si può restare in una relazione per abitudine? Tutto dipende dalle proprie motivazioni alla base: si segna il confine tra amore maturo e amore immaturo.

Succede: incontriamo una persona, all’inizio ci sono i fuochi d’artificio, ma con il passare dei mesi, spesso degli anni, subentra l’abitudine, la routine. E ci si ritrova a chiedersi se sia il caso di continuare, se si sta proseguendo per inerzia o se forse c’è dell’altro. La grande domanda però che potrebbe essere capitata a molte persone è: perché ci rifugiamo nelle abitudini nelle relazioni, in particolare quelle amorose? Ovvero: cosa c’è alla base del restare in una relazione per abitudine? Naturalmente il discorso si può estendere ad amicizie e conoscenze, ma a volte è più probabile restare insieme a un* partner perché va così da un bel po’ di tempo, rispetto alla probabilità di dare buca a un’amica.
Su Psychology Today, il ricercatore Steven Stosny ha scritto un articolo illuminante: secondo lui, ci rifugiamo nelle abitudini in condizioni di stress, per non incorrere in situazioni di biasimo, negazione o evitamento. Che in una relazione, a volte, si traduce con: non lo/la lascio, perché poi non so cosa diranno gli altri, non so cosa fare se lui/lei non vuole rompere la relazione, non so cosa fare se lo/la incontro al supermercato.
Le abitudini sono strutture mentali che si sviluppano già nel cervello del bambino come arma di protezione. E poi ci resta, rafforzando le connessioni neurali. In pratica: Nessuna importante attività umana rende più difficile rimanere coerenti nella parte più profonda del cervello delle interazioni con i propri cari. La semplice spiegazione di ciò è che vivere con qualcuno innesca una vasta gamma di comportamenti routinari, che funzionano in automatico, senza premeditazione o intenzione consapevole. Negli ambienti familiari, la maggior parte di ciò che facciamo avviene in automatico, attivando una serie di abitudini che consumano molta meno energia rispetto a un comportamento deciso consapevolmente.

Sostanzialmente gli svantaggi delle abitudini in amore sono legate a cause ed eventuali conseguenze. Se la causa dell’abitudine è la paura di non trovare un’altra persona o in ogni caso rimettersi in gioco, vuol dire che non ci sono più sentimenti, e non è giusto restare insieme per solitudine, né nei confronti dell’altro, né nei confronti di se stessi. E il rischio è forte. Quante volte poi, da un incontro casuale nasce un tradimento che rischia di far soffrire più persone? Quante volte questa routine basata sul nulla crea litigi, screzi e stress che invece l’abitudine dovrebbe cancellare? Scrive ancora Stosny:
La stessa qualità che rende l’amore meraviglioso – donare pienamente le parti più profonde di noi stessi – lo rende anche un po’ spaventoso. La maggior parte degli innamorati non si è più sentita così emotivamente dipendente e impotente di fronte ai propri sentimenti più vulnerabili da quando ha imparato a camminare. Le somiglianze nella vulnerabilità possono ingannare il cervello sotto stress e aumentare la probabilità di invocare le abitudini del cervello infantile per affrontare le situazioni nelle relazioni amorose.
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Secondo il ricercatore infatti le abitudini in amore sono in realtà qualcosa di importante, perché segnano il confine tra amore maturo e amore infantile. L’amore infantile è quello che è sempre alla ricerca di emozioni spumeggianti, mentre la maturità sentimentale sa trovare il suo perché all’interno della routine. Un po’ come quando si va a convivere insieme e si compra un bel lettone Queen size o King size: il fine è restare uno accanto all’altro, notte dopo notte. E possibilmente farlo giorno dopo giorno, anche se poi dopo tanti anni si può avvertire un po’ di “stanchezza”, e sono quelle piccole sorprese che ci ricordano che non stiamo dando per scontata l’altra persona: preparare il suo piatto preferito, sorprenderla sotto la doccia per un po’ di passione, improvvisare una gita fuori porta. Perché sì, i fuochi d’artificio sono anche belli, ma anche un chiaro di luna in perfetto silenzio ha il suo fascino.

Vorrei vivere in un incubo di David Lynch. #betweentwoworlds
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