Previsioni 2026: cosa avevano previsto Baba Vanga e Nostradamus per il 2026

Sono misteriose le previsioni 2026 di Baba Vanga e Nostradamus: tuttavia è così che sono state interpretate. Dalla Terza Guerra Mondiale agli alieni, si parla anche di uno "sciame di api".

Viviamo in un mondo difficile. Siamo usciti e uscite da un 2025 costellato di conflitti, più o meno noti, e guardiamo al futuro talvolta con speranza talaltra con paura. Ed è proprio nella paura che si innestano le predizioni per il 2026 di Baba Vanga e Nostradamus, alcune delle quali sono riportate dal Sunday Guardian. Tuttavia una premessa è d’obbligo: essere scettici di fronte a queste predizioni è naturale, così come è comune farsi un po’ suggestionare. Nessuno può prevedere il futuro, ma nel tempo qualcuno ha provato a lanciare profezie criptiche che poi interpretiamo con i nostri bias.

Le predizioni di Baba Vanga

Baba Vanga, vissuta tra il 1911 e il 1996, era una mistica bulgara le cui predizioni furono particolarmente popolari durante la Guerra Fredda. La donna avrebbe parlato vagamente di conflitti e sofferenze umane, dietro cui alcune persone avrebbero scorto i risvolti della situazione geopolitica attuale, tanto da arrivare a ipotizzare una Terza Guerra Mondiale. Alla luce di ciò che sta accadendo, nei conflitti tra Israele e Hamas, tra Russia e Ucraina, senza contare le esercitazioni militari cinesi nei pressi di Taiwan e l’intervento di Donald Trump in Venezuela, sono in tanti che periodicamente parlano di terzo conflitto mondiale: è plausibile pensarlo, date le forze in campo e le potenze militari ed economiche. Ma non bisogna dimenticare che periodicamente si parla anche di tregua o negoziati di pace.

Non mancano nelle previsioni di Baba Vanga dettagli di tipo distopico-fantascientifico. Secondo alcune persone, a seguito dell’ampliamento delle missioni spaziali, si stima che la Terra potrebbe venire in contatto con popolazioni di altri mondi, o quanto meno avere la rivelazione che esiste vita intelligente anche altrove. Naturalmente questa previsione non tiene conto delle distanze che ci possono separare da queste presunte popolazioni extraterrestri, e che, anche immaginando che esistano, potrebbero impiegare decenni, anche viaggiando alla velocità della luce, per raggiungerci. Un’altra previsione riguarda il modo in cui l’intelligenza artificiale potrebbe diventare pervasiva nei processi decisionali dei governi e nella vita quotidiana degli esseri umani, ma in fondo questo sta già parzialmente accadendo.

Secondo alcune interpretazioni, inoltre, si pensa che Baba Vanga abbia ipotizzato un numero di catastrofi naturali che colpirà l’8% della superficie terrestre. Ora: è plausibile che le catastrofi naturali non manchino, sia quelle periodiche sia quelle indotte da comportamenti umani errati che hanno portato al cambiamento climatico (quindi parliamo di eventi meteorologici estremi, ormai diventati più comuni che in passato). In realtà la mistica però non ha parlato di 8% e come al solito si è tenuta sul vago, per cui anche questa predizione va presa con le pinze.

Le predizioni di Nostradamus

Nostradamus è stato un astrologo provenzale vissuto tra il 1503 e il 1566. Nel tempo sono state attribuite alle sue misteriose quartine le circostanze più disparate, tra cui addirittura la caduta dell’Unione Sovietica e il cosiddetto “colpe di agosto”. La predizione di Nostradamus per il 2026 riguarderebbe “un grande sciame di api”, un’espressione dalla complicatissima interpretazione. Potrebbe voler indicare delle migrazioni di massa – per la guerra o per il cambiamento climatico, forse – oppure a mobilitazioni online o improvvise reazioni di massa amplificate dalla tecnologia.

Ribadiamo: Nostradamus ha lasciato questi scritti molto fumosi e nel tempo ci sono state molte persone che hanno attribuito alle sue quartine potenzialità predittive. Però, per quanto lungimirante, un intellettuale – per usare forse in maniera inappropriata un termine contemporaneo – vissuto nel XVI secolo, ci appare difficilissimo che abbia immaginato un mondo digitale come il nostro. Diverso il discorso per Baba Vanga, che per quanto non intellettuale, ha comunque vissuto nel XX secolo e assistito, per esempio, all’avvento di Internet. Quindi è sì interessante conoscere questi concetti e queste presunte predizioni, tuttavia non bisogna farsi prendere dal panico e suggestionarsi troppo: il futuro è ancora tutto da scrivere. Fortunatamente.

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