Oggi il mondo viaggia veloce, i social ci permettono di sapere in tempo reale cosa stanno facendo le persone praticamente in ogni angolo del pianeta, e i selfie sono diventati il nuovo modo di documentare la propria vita, con tutti i pro e i contro che la tendenza comporta.

Non per questo, però, ci dispiace riguardare le vecchie foto del passato, quelle della nostra infanzia o dei nostri genitori, con gli abbigliamenti del periodo in cui sono state scattate. Qualcuno ama anche guardare foto ancora più datate, come quelle dei nonni, ad esempio, o persino dei bisnonni e di altri avi.

Bene, osservando in particolare questi scatti si potrebbe notare un comune denominatore: il fatto che nessuno sorridesse mai.

È la stessa cosa che si può osservare anche nelle foto di personaggi illustri del passato, come presidenti, politici, diplomatici: tutti erano sempre seri nelle foto. Perché?

I primi dagherrotipi – così si chiamava il primo procedimento fotografico – risalgono alla seconda metà del XIX secolo, e in questo periodo, purtroppo, l’igiene orale non era certo delle migliori. Si preferiva quindi evitare di mostrare i denti, che spesso erano malconci o addirittura assenti, per non rovinare l’estetica dell’immagine.

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Ma se questa è solo un’ipotesi “estetica”, più verosimile è forse quella tecnica: la prima fotografia scattata nella storia è stata quella che
Joseph Nicéphore Niépce fece al panorama visibile dalla camera del fratello, e per essere realizzata ci sono volute otto ore di posa.
Solo dopo, grazie soprattutto alle nuove tecnologie scoperte da Louis-Jacques-Mandé Daguerre, considerato universalmente l’inventore del dagherrotipo, i tempi si sono ridotti, passando a una quindicina di minuti.

Insomma, nei primi del ‘900 era del tutto normale impiegare un tempo che poteva variare dal mezzo minuto alla decina di minuti per poter scattare un’immagine. Ma vi immaginate riuscire a stare in posa, sorridenti, per un quarto d’ora?

Il soggetto infatti doveva rimanere perfettamente immobile per tutto il tempo di scatto, addirittura venivano usati dei sostegni pensati proprio per non far muovere la testa, altrimenti la fotografia sarebbe risultata mossa. È chiaro che, stando così le cose, riuscire a mantenere il sorriso per tutto quel tempo sarebbe stato uno sforzo disumano.

Infine, c’è una motivazione “morale”, per così dire: nel passato le sole persone che si era abituati a vedere sorridenti nella quotidianità erano i poveri, i comici, gli innocenti o gli ubriachi. Sarebbe stato disdicevole per la reputazione, quindi, mostrare i denti nella fotografia, cosa che generalmente era riservata solo a pochi fortunati, ed era piuttosto costosa.

 

Articolo originale pubblicato il 7 Dicembre 2021

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