Sarà capitato a tutti almeno una volta nella vita di dover essere dei coinquilini. Che sia per pochi mesi o per diversi anni, condividere gli stessi spazi con altre persone non è semplice. Ciascuno porta in campo (sperando non diventi di battaglia) le proprie abitudini, il proprio carattere e il proprio modo di vivere e vedere la vita.

La convivenza tra coinquilini: 6 consigli

La convivenza può rivelarsi un vero incubo oppure un’occasione irripetibile di arricchimento personale. Ma cosa riesce a renderla un’esperienza positiva?

Vivere con altre persone non è mai semplice, ciascuno porta con sé il proprio bagaglio personale (più o meno ingombrante) e trovare un equilibrio tra abitudini, modi di vivere magari non troppo simili può rivelarsi una vera sfida. Ecco 6 consigli pratici per rendere la convivenza un’esperienza arricchente e piacevole:

1. Riflettere sulle proprie rigidità

Il punto di partenza per impostare una buona convivenza è fare una riflessione accurata e onesta sulle proprie rigidità. Convivere infatti, non significa solo vivere insieme ad altri all’interno di un medesimo spazio, ma di fatto condividere momenti della propria quotidianità. Per questo trovare un equilibrio nei rapporti interpersonale tra i membri della casa è cruciale.

A seguito di convivenze precedenti o semplicemente per nostra abitudine, certi angoli del nostro carattere o del nostro modo di vivere potrebbero essere difficili da smussare, ma farlo in nome di questo equilibrio renderà tutto più facile. Come in tutte le relazioni (non solo sentimentali) la parola d’ordine è compromesso, perché non si può sempre avere ragione.

2. Abbandonare il pregiudizio

Siamo naturalmente portati alla diffidenza nei confronti degli altri e, spesso, ci facciamo guidare dal pregiudizio nel valutare chi abbiamo di fronte. Questo approccio è sbagliato perché mina qualsiasi possibilità di dialogo (e quindi di comprensione reale) tra coinquilin*, che è invece fondamentale se si vuole far funzionale la convivenza.

Abbandonare i pregiudizi ci consente anche di scoprire modi di vivere e vedere la vita alternativi e comunque compatibili con il nostro.

3. Decidere insieme delle regole

Può sembrare banale, eppure decidere insieme delle regole che tutti i coinquilini sono chiamati a rispettare è essenziale per evitare i classici conflitti della convivenza (come i piatti lasciati nel lavandino per una settimana oppure le docce infinite con bolletta stratosferica a fine mese).

Se ciascuno è disposto ad andare incontro alle esigenze altrui, non ci sarà da preoccuparsi e questo vale non solo nella gestione della casa (dai turni delle pulizie alla spesa) ma anche per le visite. Amici e parenti saranno sicuramente i benvenuti ma prima è fondamentale avvisare i coinquilini con anticipo.

4. Rispettare la privacy

Per quanto si sia in confidenza con i propri coinquilini, è sempre bene bussare anche se vediamo la porta della camera aperta. L’invasione deliberata degli spazi privati di ciascuno non è tollerabile, quindi se per qualche motivo ci si deve entrare, chiedere è d’obbligo.

5. Definire cosa condividere e cosa no

Per una convivenza positiva è importante definire da subito se si è intenzionati a condividere l’utilizzo degli oggetti di uso comune o meno. Bagnoschiuma, dentifricio o shampoo ad esempio possono essere acquistati per tutti oppure, nel caso in cui qualcuno preferisca utilizzare i propri basterà apporre sulle confezioni un’etichetta col proprio nome. La stessa cosa vale per la spesa.

6. Non monopolizzare gli spazi comuni

Accamparsi in salotto per giornate intere solo perché si deve assolutamente finire la propria serie preferita spaparanzati sul divano, oppure trascorrere ore in cucina perché si è un aspirante Masterchef, sono comportamenti lesivi alla convivenza. Non è possibile monopolizzare gli spazi comuni che, per loro stessa natura, devono poter essere accessibili in egual misura da parte di tutti i coinquilini.

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Come (se si può) scegliere un* coinquilin*

Accordarsi per una chiacchierata, che sia via Skype o di persona, consente di farsi un’idea più precisa del* candidat* coinquilin*, capendo se può essere compatibile con il nostro stile di vita.

Come per i colloqui di lavoro, avere delle referenze da parte di una persona di fiducia, aiuta molto nella selezione. Quindi raccogliere più informazioni possibili prima del confronto diretto con un potenziale coinquilino sarà molto utile per farsi un’idea di partenza che potrà successivamente essere riconfermata o smentita.

La chiave per selezionare i coinquilini è fare più domande possibile, anche su aspetti della convivenza che ci sembrano scontati per poi non ritrovarci con delle amare sorprese quando ormai sarà troppo tardi. Per questo non vanno eclissate domande sulla pulizia, del tipo: Cosa faresti per mantenere sempre ordinato l’appartamento? oppure: Secondo te, quante volte alla settimana è necessario pulire l’appartamento per mantenere un’igiene accettabile?.

Approfondire la sua vita personale, dagli hobby/interessi a cosa ama fare durante il tempo libero, farà emergere il suo carattere. Inoltre chiedere se fuma o intende portare con sé animali domestici, sono altre questioni che è importante chiarire fin da subito.

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Verificare se la persona ha già avuto precedenti esperienze di convivenza, chiedere come si sono svolte e come mai si sono concluse: questo ci farà capire il tipo di comportamenti e reazioni in rapporto ad altri coinquilini, evidenziando eventuali campanelli d’allarme.

Sapere se il candidato ha un lavoro o è uno studente è altrettanto importante per capire se riuscirà a pagare l’affitto puntualmente assieme alle eventuali spese previste dalla convivenza. Di certo nessuno è intenzionato ad accollarsi gli oneri economici di altri. Inoltre, sapere se lavora in orari fissi dal lunedì al venerdì piuttosto che nei weekend o va a lezione solo 3 giorni a settimana, ci consentirà di organizzare in modo efficace la gestione della casa sulla base dei suoi orari.

Oltre alla raccolta di tutte queste informazioni, è fondamentale, prima di tutto, porsi nei confronti degli altri in modo aperto, senza pregiudizi.

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1. Il maniaco del controllo

Non gli sfugge proprio niente, dal più piccolo granello di polvere sulla mensola fino al ritardo di 5 minuti della vostra pausa pranzo. Cerca di programmare e organizzare puntigliosamente tutte le attività della casa, dalle pulizie all’utilizzo degli spazi comuni. Sarebbe capace di farvi firmare un contratto con tutta la lista di clausole che secondo lui renderebbero il menage domestico semplicemente perfetto (e anzi, forse ci ha già provato).

2. Lo svogliato

Se come detto in precedenza, il contributo di tutti alle faccende domestiche è fondamentale, non si capisce bene perché questa tipologia di coinquilino abbia sempre una scusa pronta per non muovere un dito in casa: stanchezza, mal di pancia, mal di testa, un impegno improvviso, e chi più ne ha più ne metta. Certo è che a questi coinquilini la fantasia proprio non manca.

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3. Il festaiolo

Tra le tipologie di coinquilini è quella più facilmente riconoscibile: potete trovarlo spiaggiato sul divano alle 3 del pomeriggio e solitamente la sua presenza è anticipata da una scia di bottiglie vuote di birra e/o altro per tutta la casa. Non ha orari e ogni occasione è buona per invitare gente (spesso e volentieri che non conoscete) per “bere una cosa al volo”, una situazione che in poche ora degenera in un party abusivo in piena regola.

4. Lo scroccone

Si tratta di una delle tipologie di coinquilino più diffuse: fargli scucire 1€ per la spesa in comune è praticamente impossibile e quando vi accorgete, ormai zuppi sotto la doccia, che lo shampoo è finito, sapete che lo scroccone è passato. Quando viene messo alle strette per fargli ammettere la sua totale mancanza di partecipazione alle spese della casa, come per lo svogliato, riesce a propinare le scuse più disparate.

5. L’isolato

Vi ricordate che vive con voi solo quando sbuca fuori dalla sua camera per andare furtivamente in bagno o in cucina. Chiuso nelle sue quattro mura, non partecipa mai alle occasione di convivialità tra coinquilini e spesso non capite se sia in casa o meno.

Articolo originale pubblicato il 22 Ottobre 2021

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