"Pieces of a Woman" è un inno alla rinascita dopo un parto finito in tragedia

Maternità, morte ed elaborazione del lutto nel processo di crescita di una donna, che da sola impara ad affrontare la vita e le sue difficoltà, compresa la morte di una figlia.

Sono davvero così fragili, inaffidabili, in una parola inutili, gli uomini nella vita di una donna nel momento del bisogno? A guardare una serie di film usciti negli ultimi tempi si direbbe proprio di sì. Ne è un esempio Pieces of a Woman (su Netflix dal 7 gennaio 2021), con Vanessa Kirby (diventata celebre per aver prestato il volto alla principessa Margaret nelle prime due stagioni di The Crown) e Shia LeBeouf, come lo è I’m Your Woman, il film con Rachel Brosnahan (la protagonista de La fantastica signora Maisel ) disponibile su Amazon Prime Video.

"I’m Your Woman": il film per liberarci da chi ci vuole solo come "donne da sposare"

Entrambe le due protagoniste imparano da sole ad affrontare la vita, una volta libere – e liberate – dall’uomo che stava loro accanto, confermando come il processo di emancipazione di una bionda sia ormai assodato (quasi del tutto) persino nel racconto del maschio.

È possibile sopravvivere dopo che si è persa la persona che più si amava? A cosa ci si aggrappa quando sembra che non ci siano più appigli? Pieces of Woman ci dice che imparare a convivere con una perdita e ricostruirsi si può.

Certo la discesa agli inferi che l’elaborazione del lutto impone è necessaria quanto dolorosa; e tanto vale far subito i conti con l’immaturità affettiva degli uomini (non tutti, ça va sans dire…) e la presenza ingombrante della figura materna, qualora abbia minato dal profondo (come fanno molte ma non tutte le madri) autostima e ottimismo.

Quanto mai attuali echeggiano allora le parole di Fabrizio De André: “Mille anni al mondo mille ancora / Che bell’inganno sei anima mia / E che grande questo tempo che solitudine, Che bella compagnia“.

Pieces of a Woman
Shia LeBeouf e Vanessa Kirby in Pieces of a Woman (Ufficio Stampa Netflix)

Perché vedere il film con Vanessa Kirby

Pieces of a Woman è stata una profonda esperienza emotiva sin dalla prima scena che è diventata sempre più forte con lo scorrere del film. Mundruczó ha uno stile immersivo e una fluidità nel girare che diventa impossibile distogliere lo sguardo e non restare coinvolti“: parola di Martin Scorsese, che del film è produttore esecutivo.

E che la macchina da presa di Mundruczó abbia la capacità di immergere nella storia raccontata è tanto più vero nei 23 minuti del piano sequenza iniziale, quando accompagna il travaglio del parto dall’inizio alla fine senza mai staccare l’obiettivo: una scena forte e di grande impatto che potrebbe risultare indigesta se con argomenti come maternità, gravidanza e nascite in genere non si ha grande dimestichezza.

Da quel parto, in una fredda Boston di un 17 settembre, alla ricostruzione della protagonista passeranno 7 mesi di presa di coscienza e di riscatto, costellati di qualche eccesso di retorica (sottolineata troppo spesso dalla colonna sonora) eppure magistralmente condotti da Vanessa Kirby, l’attrice principale a cui si deve molta della riuscita del film.

Kirby scende negli abissi della sofferenza e ne risale con recitazione calibrata ed espressioni del volto più eloquenti delle parole. Difficile non sentire il suo dolore.

Pieces of a Woman, la scheda del film

Presentato in concorso alla 77esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove Vanessa Kirby ha vinto la Coppa Volpi, il premio per la miglior attrice, Pieces of a Woman racconta di Martha e Sean, una coppia di Boston che sta per avere una figlia. La scelta di partorire in casa ha un risvolto tragico che cambia per sempre le loro vite. Per Martha ha inizio un’odissea lunga un anno, in cui convive con il dolore e il rapporto conflittuale con Sean e la madre dispotica, oltre all’ostetrica diffamata dall’opinione pubblica, che affronta in tribunale.

Diretto dal regista ungherese Kornél Mundruczó (vincitore del premio Un Certain Regard al Festival di Cannes del 2014 con White God – Sinfonia per Hagen) e scritto con la allora moglie Kata Wéber, il film vede protagonista Vanessa Kirby, attrice britannica che ha raggiunto la fama internazionale con la serie tv The Crown, dove ha interpretato nelle prime due stagioni la principessa Margaret e per cui si è aggiudicata una candidatura al Premio Emmy per la miglior attrice non protagonista in una serie drammatica nel 2018 e ha vinto il premio BAFTA come miglior attrice non protagonista.

«Mia moglie ed io volevamo condividere con il pubblico una delle nostre esperienze più personali attraverso la storia di un figlio non nato, nella convinzione che l’arte possa essere la miglior cura per il dolore. (…) Con Pieces of a Woman volevamo realizzare una storia autentica su una tragedia e su come imparare a convivere con quel dolore. Una perdita sfugge alla nostra comprensione o al nostro controllo, ma porta con sé la capacità di rinascere», ha spiegato Mundruczó.

Il film è disponibile su Netflix dal 7 gennaio 2021.

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