"I’m Your Woman": il film per liberarci da chi ci vuole solo come "donne da sposare"

Liberarsi da chi ci tratta come una proprietà di lusso, da vezzeggiare e viziare, è possibile e necessario: un cammino difficile da affrontare ma indispensabile da compiere da sole, come fa la casalinga interpretata da Rachel Brosnahan.

Tra tutti i tipi di controllo messi in atto da un uomo per tenere sotto scacco una donna, la “propria” donna, la lusinga è forse il più subdolo e difficile da scardinare. Jean, la protagonista di I’m Your Woman (disponibile in streaming su Amazon Prime Video), sta lì a dimostrare come sia facile cedere la propria libertà in nome di qualcuno che ti chiami “bomba sexy” ed elimini dalla tua esistenza ogni intralcio, ogni difficoltà, ogni dolore, fosse anche l’impossibilità di avere un figlio.

A voler esser fatalisti, però, vien da pensare che a ogni essere umano – prima o poi – venga data la possibilità di emanciparsi, di sciogliere vincoli nefasti che impediscono la realizzazione di sé stesso come individuo e non solo come membro di una coppia, di una famiglia e di una comunità. Per la casalinga anni Settanta con il volto di Rachel Brosnahan il destino bussa alla porta di notte, inatteso come spesso capita al destino. Costretta a cavarsela da sola, pur trovando aiuto o sostegno, Jean, come molte donne prima e dopo di lei, deve imparare da sola a salvare sé stessa, anche se sola non è mai stata in vita sua.

Non c’è donna che non abbia riserve di forza dentro capaci di farle affrontare sfide che sembravano insostenibili; ogni donna è essere senziente in grado di vivere la propria vita a prescindere da chi gli sta accanto; nessuna è proprietà di qualcun altro: oggi sembrano una serie di ovvietà come non lo erano negli anni Settanta. Anche se, nel ’78, proprio un uomo dalle nostri parti, invitava la fidanzata a ribellarsi “a quell’eterno incanto per vederti lottare contro chi ti vuole così innocente e banale, donna sempre uguale, donna per non capire, donna per uscire, donna da sposare”. Vasco Rossi, si sa, a empowerment femminile è stato sempre avanti. Per molte della mia generazione, nate proprio in quegli anni, imparare a non cedere alle lusinghe è stato più facile anche grazie a lui.

 

I'M YOUR WOMAN
Rachel Brosnahan e Bill Heck in I’m Your Woman (Photo: Wilson Webb – Courtesy of Amazon Studios)

Perché vedere il film con Rachel Brosnahan

Rachel Brosnahan, volto ormai celeberrimo de La fantastica signora Maisel, è la protagonista di I’m Your Woman, produzione Amazon Studios disponibile su Prime Video dall’11 dicembre. Attrice e titoli di testa, molto rosa e molto leziosi, non devono però trarre in errore: Jean, casalinga che non sa cucinare, non ha un lavoro e passa le sue giornate in giardino con vestaglia piumata in attesa del marito, non è un nuovo esercizio di stile per Brosnahan. Una serie di colpi di scena è dietro l’angolo, a cambiare registro narrativo e – soprattutto – la vita della bomba sexy, moglie di Eddy.

“E se non diventassi madre, anche se ho l’attrezzatura per farlo?”, torna Mrs Maisel

Ottima prova attoriale, non solo della protagonista (che passa dallo sgranare innocente gli occhioni blu a impugnare con sicurezza una pistola non perdendo mai di credibilità), ma anche degli interpreti secondari, supportati da dialoghi succinti e senza eccessive sbavature.

Prodotti godibile e ben congegnato, perfetto da vedere in queste vacanze natalizie con sale cinematografiche e teatri sbarrati.

 

I'M YOUR WOMAN
Rachel Brosnahan e Arinze Kene in I’m Your Woman (Photo: Wilson Webb – Courtesy of Amazon Studios)

I’m Your Woman: scheda del film

I’m Your Woman è scritto e diretto da Julia Hart e interpretato da Rachel Brosnahan, Marsha Stephanie Blake, Arinzé Kene, Frankie Faison e Bill Heck.

Le scenografie di  Gae S. Buckley e i costumi sono di Natalie O’Brien ricostruiscono in maniera accurata gli anni Settanta in cui si svolge la storia di Jean, casalinga in fuga con un bambino non suo, da quando suo marito Eddie è scomparso. Aiutata da Cal e sua moglie Teri, Jean inizia il proprio viaggio verso una vita indipendente che non credeva di saper affrontare da sola.

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