Il commento (e le scuse) di Massimo Boldi ci fanno capire che c'è ancora molto da fare

Massimo Boldi festeggia il traguardo dell’amico Paolo Conticini, in finale a Ballando con le Stelle, con un commento sessista e offensivo che ci ricorda quanto ancora oggi la mascolinità tossica sia un problema serio.

Nella puntata di Ballando con le Stelle del 14 novembre 2020, la coppia Paolo Conticini – Veera Kinnunen conquista l’accesso diretto alla finale del programma. L’attore, con un post su Instagram insieme alla sua partner, ringrazia i suoi sostenitori per il traguardo raggiunto, ricevendo molti commenti da parte dal popolo del web. Tra questi, spicca quello del comico e amico Massimo Boldi, che, con una frase indegna e offensiva, riduce il successo professionale della coppia a una becera questione di sessismo.

Questo il commento del comico, ora non più visibile, sotto il post di Conticini:

Trombala… se lo merita!

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Un post condiviso da PAOLO CONTICINI (@paoloconticini)

La frase ovviamente non passa inosservata e scatena una grande indignazione tra gli utenti, tanto che, dopo soli pochi minuti, Boldi cancella il suo intervento e scrive un post di scuse sul suo profilo Facebook.

Voleva essere un commento goliardico tra amici, ne è uscita una “presunta” offesa. Chiedo scusa al genere femminile verso cui ho da sempre nutrito rispetto e affetto.

Voleva essere un commento goliardico tra amici, ne è uscita una “presunta” offesa. Chiedo scusa al genere femminile verso cui ho da sempre nutrito rispetto e affetto.

Pubblicato da Massimo Boldi su Domenica 15 novembre 2020

La mentalità maschilista e la cultura dello stupro

Non è la prima volta che personaggi celebri si esprimono pubblicamente utilizzando frasi irrispettose e sessiste. E, come in questo caso, la scusa con cui si cerca di riparare al danno, attinge quasi sempre alla sfera della goliardia e del cameratismo, riducendo un’offesa inaccettabile ai danni del genere femminile a un semplice tentativo di far ridere.

Il commento di Boldi però, è l’esempio perfetto di come nella società di oggi sia ancora radicata una cultura maschilista che, oltre a concepire la donna come un oggetto al servizio dell’uomo, le nega il diritto di scelta e della libertà. Non a caso, il comico utilizza un verbo in cui emerge come l’attore unico dell’azione da lui evocata sia esclusivamente il soggetto maschile, privando la donna della sua identità, in una parola, deumanizzandola.

Il ricorso alla goliardia come giustificazione all’incitazione alla violenza è poi un altro aspetto inaccettabile, che testimonia come ancora oggi una certa mascolinità tossica promuova, neanche troppo velatamente, una cultura dello stupro che minimizza, e addirittura giustifica, la violenza sessuale ai danni della donna.

Maschilismo non è l'equivalente maschile di femminismo

L’intervento di Boldi non può quindi essere relegato a un mero fatto di gossip, ma risulta il prodotto di una mentalità culturale viziata e profondamente maschilista che vede la subordinazione della donna e la sua relegazione a oggetto sessuale. Ecco perché, diventa sempre più urgente, anche alla luce dei fatti di cronaca dei giorni nostri, prendere le distanze e condannare pubblicamente atteggiamenti simili che non possono essere considerati semplici episodi trash.

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