Snooping: perché "sbirciare" l'altro per assicurarsi una relazione felice è sbagliato

Gli inglesi lo chiamano snooping, ed è l'arte di indagare e scandagliare nella vita privata delle persone che frequentiamo, per capire se stiamo per prendere l'ennesima fregatura della nostra vita. Ecco perché è sbagliato.

Spesso, scherzando (ma nemmeno troppo) nei discorsi tra amiche e amici si parla delle grandi doti investigative che si trovano all’occorrenza, quando c’è bisogno di carpire informazioni sulla persona con cui stiamo uscendo, o ci apprestiamo a uscire. Scatta l’indagine dei vari profili social, degli amici in comune, alla ricerca di tutte quelle notizie che possono farci capire qualcosa in più di quella persona.

Oppure, riteniamo sia normale sbirciare, di tanto in tanto, nel cellulare del partner, sul suo PC o in tutto quello che può rassicurarci sulla sua fedeltà.

Sappiate che questa pratica, sia essa applicata su una persona praticamente sconosciuta che sul partner, ha un nome, e che in realtà è tutt’altro che un piacevole passatempo per capire dove si sta “andando a parare”: si chiama snooping.

Cos’è lo snooping?

In Italia usiamo questo anglicismo, dal verbo to snoop, ovvero sbirciare, per indicare proprio il concetto di spiare la persona con cui stiamo uscendo, anche se in realtà lo snooping può essere praticato anche rispetto al nostro partner, il che presuppone, quindi, controllare mail, computer, smartphone e tutto ciò che, presumibilmente, potrebbe darci informazioni e metterci, eventualmente, sull’avviso.

Mashable individua addirittura cinque stage, o livelli della relazione, in cui si potrebbe fare snooping.

I cinque livelli dello snooping

I cinque livelli di snooping identificati da Mashable corrispondono alle diverse fasi di una relazione, dall’esordio – parliamo ad esempio anche di una conoscenza virtuale, quindi – fino alla rottura. Più o meno possono essere così riassunti:

1. Lo snooping “di conoscenza”

È ovviamente quello che si pratica quando ci apprestiamo al primo appuntamento con una nuova persona, magari conosciuta sulle app di incontri, o sui social, e di cui quindi non sappiamo granché. Perché si sa, un conto è raccontarsi dietro lo schermo di un pc, un altro paio di maniche è come si è realmente, e grazie al Web oggi non è neppure troppo difficile fingere di essere tutt’altra persona, a partire dalla foto profilo con cui ci presentiamo.

In questo caso, quindi, lo snooping può essere consentito, perché è il modo più semplice e veloce che abbiamo per evitare brutte sorprese, il che non significa solo trovarci di fronte a un potenziale maniaco, ma, più semplicemente, anche scoprire che la persona con cui usciamo è già impegnata oppure sta conducendo una doppia vita.

2. Lo snooping del primo appuntamento

Appurato che la persona sia fidata e non abbia mogli o figli sconosciuti da qualche parte, qualcuno potrebbe decidere di “sondare” comunque il terreno prima di incontarsi vis-à-vis, magari sbirciando sui social suoi, degli amici o dei familiari (dipende dalla nostra bravura nel ricostruire gli alberi genealogici e la rete di conoscenze). Questo genere di snooping, se in parte serve a far scendere un po’ la naturale tensione dovuta al non sapere con chi si ha a che fare, o con l’agitazione che precede l’appuntamento, dall’altro toglie sicuramente quel pizzico di mistero che, invece, resta una cosa decisamente bella dei primi appuntamenti.

3. Lo snooping durante la frequentazione

Per ravvivare la conversazione, o trovare nuovi argomenti di discussione, si potrebbe continuare a “indagare” sulle preferenze e i gusti della persona con cui stiamo uscendo. Ma anche sul passato sentimentale, ad esempio. Ma siamo davvero sicuri che ci serva lo snooping? Non sarebbe tanto più semplice comunicare con il partner, o considerare che, se ancora non ci ha parlato delle/degli ex, forse è perché non è pronto/a?

4. Lo snooping durante la relazione

Ebbene sì, anni e anni di relazione consolidata, e spesso persino di convivenza, non sono sufficienti per placare l’ansia e i timori di alcuni partner, che per questo continuano a sbirciare fra mail e smartphone dei fidanzati, soprattutto per far uscire allo scoperto un tradimento, ad esempio. Anche in questo caso, oltre a esserci un problema di fiducia alla base, sarebbe probabilmente meglio chiedersi come è messa la comunicazione nella coppia, e provare ad aprirsi un po’ di più in questo senso.

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5. Lo snooping post rottura

Sarà probabilmente capitato a tutti/e, almeno una volta, di continuare a seguire di nascosto gli ex sui social, di analizzarne i movimenti, alla ricerca delle nuove frequentazioni o per sapere se si sono rifatti una vita. Davvero dobbiamo dirvi perché questo snooping è sbagliato? Bisogna andare avanti con la vita, a meno che non si desideri avere davvero un’altra opportunità, e che l’altra persona sia d’accordo a concedervela, ovviamente. Ma anche in questo caso, è sempre meglio parlarne di persona, piuttosto che spiare i suoi movimenti di nascosto.

I mezzi preferiti da chi fa snooping

Chiaramente sono soprattutto i mezzi tecnologici: email, smartphone, tablet o pc, insomma tutti quei device su cui gli incauti possono lasciare “tracce” del loro comportamento sconsiderato.

Ma non si tratta solo di sbirciare il telefono del partner durante una sua assenza, alla ricerca di messaggi o chat compromettenti: lo snooping riguarda, ad esempio, anche lo scandagliare i suoi social, risalendo alla rete di amicizie, e da lì alle ex partner. Insomma, gli strumenti tecnologici pare abbiano dato una grossa mano agli aspiranti investigatori che cercano di cogliere in fallo il partner.

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Perché è sbagliato?

Per quanto possa sembrare un modo innocuo per tutelarsi ed evitare di cadere nell’ennesima relazione sbagliata, lo snooping può essere estremamente dannoso per una relazione di qualsiasi tipo, indipendentemente che stia nascendo o sia già consolidata. Prima di tutto, perché, indipendentemente dal grado di conoscenza che abbiamo con la persona, non ci rendiamo conto che facendo snooping invadiamo la sua privacy.

Nel caso di una nuova frequentazione, infatti, è come se volessimo forzatamente entrare in ogni dettaglio della sua vita privata, anche in aspetti che evidentemente lui/lei ancora non si sente pronto/a ad affrontare, dato che non ce ne ha parlato. Inoltre, “snoopare” fra i fatti personali dell’altro/a può darci l’impressione di conoscere una persona, ma è solo apparenza: capirla, e imparare ad apprezzarla, è tutto un altro paio di maniche, e di certo non può essere la scansione dei suoi amici sui social, o delle sue ex, a farci comprendere se ci troviamo di fronte alla persona “giusta” per noi o all’ennesima fregatura.

Nel caso di una relazione consolidata, invece, aver paura di prendere una delusione, e di soffrire, non ci dovrebbe comunque dare il diritto di pensare che ci sia tutto dovuto e che dobbiamo conoscere ogni minimo dettaglio della vita del nostro partner, che ovviamente non è fatta dal passare 24 ore su 24 con noi. Se proprio vogliamo avere notizie, cerchiamo di parlare di più con la persona che stiamo frequentando o con cui abbiamo una relazione, e non dimentichiamoci che, piaccia o no, un rapporto non costruito sulla fiducia è già claudicante di per sé.

Anzi, spesso fare snooping potrebbe addirittura rivelare qualche episodio “irrisolto” nel nostro passato, come spiega lo psicologo Andrea Liner:

Se non ci sono prove che ti portano a fare snooping – dice – dovreste chiedervi ‘Ho dei problemi irrisolti che devo risolvere?’ e parlarne almeno con un amico o un professionista.

Se sbirciare una volta, per caso, nel cellulare o nei social del compagno, per quanto sia comunque sbagliato, può essere limitato a un eccesso di curiosità, farlo con cadenza abituale sfocia invece nel patologico, o meglio nell’erosione di fiducia che è la cosa più deleteria per un rapporto di qualunque genere.

Fare snooping sul tuo partner può portarlo a credere che dubiti della sua capacità di essere fedele e prendere le giuste decisioni – afferma la psicoterapeuta Rhonda Richards-Smith – Se il tuo partner crede che manchi di fiducia in lui, questo può portare a un’interruzione della comunicazione ancora più profonda.

Non è la sola a pensarla così: secondo Jonathan Bennett, coach relazionale, fare snooping significa agire costantemente alle spalle di qualcuno, e questo può rafforzare quel modello di comportamento subdolo che erode le fondamenta di un relazione; così facendo,

Piuttosto che comunicare in modo assertivo, si sviluppano schemi subdoli, e questi sono comportamenti che possono danneggiare una relazione a lungo termine.

Inutile dire che spiare può condurre alla paranoia, dato che si rischia di finire in un circolo vizioso per cui si mette in dubbio ogni parola o azione del partner, fino ad agire in maniera compulsiva e irrazionale. Non è raro che chi finisce in questo giro possa fare snooping in piena notte, svegliandosi apposta per cercare informazioni, ad esempio, oppure che facciano ruotare le proprie giornate esclusivamente su quello.

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Fare snooping, alla fine dei conti, nuoce forse più a chi lo pratica, che si sente umiliato e rattristato dal fatto di dover spiare fra le cose del partner, soprattutto laddove i suoi sospetti dovessero rivelarsi fondati. Anzi, c’è di più: nel momento in cui si fa snooping, molto probabilmente si ha già il sentore di qualcosa che non va, perciò l’atto di sbirciare fra i social o le chat del partner non è che un modo per trovare conferme ai nostri sospetti.

In caso contrario, si deve prendere in considerazione l’idea di avere qualche problema relazionale, perché un rapporto sano, basato sulla fiducia, in cui nessuno dei due abbia mai dato modo di dubitare del suo comportamento conduce decisamente lontano dallo snooping.

Anche in caso ci fossero sospetti fondati, inoltre, sbirciare tra le cose private del partner non sembra certamente la soluzione migliore: meglio metterlo alle strette e affrontarlo a muso duro, pretendendo una verità che, in quanto compagne/i, meritiamo. Se davvero facciamo snooping per scoprire un tradimento, dobbiamo ricordarci che meritiamo il rispetto, quindi la verità, per quanto possa non essere piacevole.

Infine, lo snooping sugli ex: è chiaro che questo non ci permette di andare avanti con la nostra vita, ma soprattutto dovrebbe porci di fronte a una elementare presa di coscienza: se sbirciamo ancora tra le cose del nostro ex evidentemente non lo abbiamo dimenticato, e questo dovrebbe farci capire che, molto probabilmente, non siamo pronti per affrontare una nuova relazione. È assolutamente normale, ma meglio darsi del tempo per elaborare il distacco, quindi, e ovviamente per riuscirci sarebbe importante anche evitare i profili social dell’ex o la scansione di tutto il suo albero genealogico o rete di amicizie per capire come si sta muovendo senza di noi.

Insomma, non c’è snooping che tenga: è sempre un salto nel vuoto. Che però va compiuto, senza “aiutini”.

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Articolo originale pubblicato il 27 Ottobre 2020

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