Il Cashback di Stato è sulla bocca di tutti e persino quelli che di questo modello non avevano mai sentito parlare sono curiosi di capire come funzionerà all’atto pratico. Gli incentivi previsti fanno gola e rivoluzionano il panorama dei pagamenti in Italia dove la moneta e il contante battono spesso a mani basse il POS. E ovviamente sostengono la lotta all’evasione fiscale grazie alla tracciabilità di questo tipo di transazioni.

Il piano del Governo di eliminare il più possibile i pagamenti cash in modo da favorire quelli con carta o sistemi digitali (come Satispay) spinge sugli incentivi per i cittadini, sia in termini di ritorni economici in percentuale (il cashback, appunto), sia in quelli di premi e incentivi (ad esempio limitando le commissioni per i commercianti entro le 25 euro). Ma in cosa consiste davvero e a che punto siamo?

Come funziona il Cashback e a che punto siamo col piano Cashless del Governo

Il piano, promosso fortemente dal premier Giuseppe Conte, è ai blocchi di partenza, nel senso che l’avvio ufficiale è previsto – come riporta Il Sole 24 ore – a dicembre 2020 (e fino a fine maggio 2021). Il meccanismo che premia chi paga col bancomat o con sistemi di moneta digitale è molto semplice e prevede un ritorno in termini economici del 10%. Al momento si stanno mettendo a punto le regole che permetteranno di controllare che nessuno faccia il furbo, ma i dettagli sono stati resi noti (anche se ancora da confermare) in questi termini:

  • Con 50 operazioni a semestre via moneta elettronica si può accedere alla restituzione del 10% della spesa
  • Il sistema cashback prevederà il rimborso semestrale di 150 euro per chi effettua le 50 operazioni previsto (fino a un massimo di 300 euro anno)
  • Il limite di spesa delle operazioni su cui è applicabile il sistema è fissato a 1.500 euro a semestre e 3.000 annui
  • Il numero di transazioni minime da effettuare entro l’anno è 100 (tutte in formato cashless)
  • Ogni membro della famiglia avrà il proprio profilo legato a un conto IBAN e alle carte bancomat personali: il cashback non si cumulerà e ogni persona fisica avrà il suo cassetto personale

In buona sostanza il Governo intende restituire un massimo di 300 euro a chi paga le spese in moneta elettronica per un massimo 3.000 euro in un anno.

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Come funziona praticamente

Ma come funzionerà a tutti gli effetti questo cashback, se, poniamo il caso, decidessimo di pagare il caffè al bar del valore di 1 euro con moneta elettronica? Come riporta sempre Il Sole 24 ore a ogni spesa verrà associato un valore, una sorta di corrispettivo in percentuale che torna nelle tasche del cittadino, ma non nella sua interezza. Il caffè, in termini di cashback, potrà quindi valere anche 1 centesimo (il valore non è stato ancora fissato). Un ragionamento nato dal fatto che questo sistema a incentivi e cashback punta a spingere le transazioni di piccola entità e non solo quelle su acquisti ingombranti (ad esempio elettrodomestici costosi) che raggiungerebbero in un colpo solo il massimale possibile previsto dal Governo.

Queste le regole di base di questo piano Cashless che spinge l’acceleratore sull’esigenza di abituare gli italiani al pagamento via carte. Ma come torneranno questi soldi sul proprio conto? A giocare un ruolo fondamentale sarà l’App IO della Pubblica Amministrazione, quella usata per veicolare il bonus vacanze, per intenderci, dove tutti potranno visualizzare la propria situazione, anche in merito al Super Cashback, l’altro grande incentivo previsto dal piano “zero contanti”.

Che cos’è il Super Cashback, il concorso a premi per 100 mila cittadini

Il grosso incentivo legato al piano Cashless è il concorso a premi che prevede, per i primi 100 mila cittadini che effettueranno il maggior numero di transazioni con carta e altri strumenti di pagamento digitale, un premio da 3 mila euro. In questo senso anche pagare un caffè con bancomat vale per raggiungere l’obbiettivo e rientrare nel gruppo di italiani fortunati, che comunque continueranno a cumulare anche per il cashback classico con restituzione del 10% delle spese effettuate.

Non solo carte e bancomat, a pagare ci pensa lo smartphone

Nel piano previsto dal Governo non rientrano solo i classici bancomat (con il quale sarà comunque molto semplice pagare somme di piccola entità) ma anche i sistemi di pagamento digitale via smartphone come Satispay, Nexi e in generale i servizi che prevedono il sistema di Mobile Wallet. 

Gli utilizzatori di Satispay conoscono già il sistema di cashback, che viene attivato dal commerciante su percentuali variabili. Il ritorno economico sulla spesa rimane in una sorta di portafoglio digitale dentro l’app che può essere convertito in credito Satispay (alimentato dal proprio conto settimanalmente) da usare per le spese quotidiane o per pagare bollettini, fare donazioni o versamenti veloci ad amici; in alternativa può essere spostato nuovamente sul proprio conto corrente o finire in un salvadanaio di risparmi personale.

Anche i sistemi di Mobile Wallet concorreranno al cashback previsto dallo stato, slegando il cittadino dall’uso del bancomat che, in tempi di pandemia, è anche funzionale. Usando i sistemi contactless come quelli veicolati dallo smartphone e della app tipo Satispay, si evita il contatto, si incentiva un’economia più lineare e trasparente e si “rischia” anche di guadagnare senza sforzo tra le 300 e le 3.000 euro del Super Cashback previsto dal piano del Governo. Un buon compromesso per dire addio ai contanti e alle monete che appesantiscono il portafoglio.

Articolo originale pubblicato il 5 Ottobre 2020

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