Se è vero che l’indipendenza personale per le donne passa, prima di tutto, da quella economica, allora forse dovremmo metterci nell’ottica di cominciare a rovesciare qualche tenace stereotipo sessista.

Partendo proprio da quelli che riguardano il rapporto tra le donne e i soldi. Parliamo di cliché tanto inflazionati quanto difficili da abbattere, come quello secondo cui le donne avrebbero “le mani bucate” e una maggiore propensione alla spesa, perché shopping-addicted; oppure quello per il quale le donne sarebbero attratte dal denaro di un uomo più che
dall’uomo stesso. Da qui battute sulle mogli che sperperano i soldi guadagnati dal marito, amano farsi mantenere da un uomo o, addirittura, valutano un aspirante partner in ragione delle sue possibilità economiche, scartandolo al contrario se questi non può permettersi (e permettere loro) un tenore di vita agiato.

Da qui anche l’affermazione cliché per eccellenza: “Mai lasciare una carta di credito nelle mani di una donna (o di tua moglie)”.

Tutti retaggi figli di una cultura maschilista, appartenente al passato ma con ancora tante risacche anche nella società moderna, in cui la donna non era vista come possibile “portatrice di reddito” in un’economia familiare, nonostante spesso proprio a lei spettasse il compito di gestire in maniera diretta le “casse” di casa.

Oggi, dati alla mano, sappiamo che la realtà delle cose è ben diversa rispetto a quella figurata da anni e anni di immagini stereotipate: le donne sono più consapevoli in materia economica e di finanza digitale e, soprattutto, più oculate nel risparmio.

Cosa deve fare una donna per essere libera

Donne e soldi: un binomio che non ha bisogno di stereotipi

Innanzitutto rispetto al passato, le donne hanno acquisito competenze economiche che, un tempo, erano retaggio dell’uomo.
La sola idea di avere un conto corrente intestato a sé fino a pochi decenni fa era preclusa a molte donne che, quindi, spesso non sapevano neppure muoversi tra la terminologia e le minime competenze bancarie.

Cos’è un codice IBAN? Come posso tenere sotto controllo entrate e uscite grazie all’home banking e agli strumenti moderni? Quali sono le nozioni di base che mi servono per muovermi con abilità e competenza all’interno del mondo degli investimenti per capire come risparmiare ma anche dove investire, senza rischi, i miei soldi?

Oggi le donne o lo sanno, o se lo chiedono. Ed è un bene! Perché solo questa competenza economica apre loro la strada per una reale emancipazione e libertà.

Anzi, qui è possibile vedere un video del progetto FamilyMI che fornisce, in maniera semplice, nozioni importanti rispetto ad alcuni termini e aspetti che possono sembrare complessi, ma sono invece necessari per destreggiarsi in scioltezza nel mondo dell’economia di tutti i giorni.

Sebbene, infatti, il progetto FamilyMi della Global Thinking Foundation nasce per aiutare le famiglie dei Millennials e i Millennials stessi a comprendere i temi dell’evoluzione finanziaria e della cosiddetta “financial inclusion”, di fatto è utile per qualunque donna voglia iniziare, a qualunque età, ad acquisire queste nozioni.

Donne più prudenti nelle scelte finanziarie

Anche perché, una ricerca presentata in Senato da Doxa nel 2018 sulla propensione all’investimento sostenibile delle risparmiatrici italiane, ha mostrato che le donne sono più propense a prediligere investimenti a basso rischio (59% a fronte del 49% degli uomini) e hanno anche una maggiore propensione a investire in prodotti d’investimento socialmente responsabili (SRI).

Nel dettaglio, 604 donne tra 25 de 64 anni, ovvero il 77% delle intervistate che ha investito nel 2017- 18 risparmi per almeno mille euro ritiene che i temi ambientali, sociali e di governance siano importanti nel mondo della finanza: una scelta che dimostra chiaramente come le donne si preoccupino maggiormente per gli impatti che le scelte possono avere sulle generazioni future.

Anche uno studio francese del 2011, che ha indagato le reazioni di due banche diverse di fronte alla crisi del 2008, ha evidenziato come  Crédit Agricole, dove solo il 16% dei manager è donna, abbia subito un crollo azionario del 62%, mentre la concorrente Bnp Paribas, dove le donne sono molte di più, del 39%.

Donne e uomini: il diverso rapporto con il denaro

Una domanda tipica che alcuni economisti si sono posti per evidenziare come il ruolo delle donne, nella finanza, sia cambiato e come, in generale, le loro attitudini economiche siano diverse rispetto a quelle maschili, è “E se al posto dei Lehman Brothers ci fossero state le Lehman Sisters a gestire la crisi mondiale del 2008?”. Domanda sarcastica, ovvio, ma sintomatica: le donne sono più oculate nelle scelte economiche, e prudenti.

Hanno una maggiore propensione al risparmio, dicono gli esperti e vari studi, sono meno amanti del rischio e, soprattutto, non vedono il denaro come un’espressione di potere, come invece capita agli uomini, ma solo come un mezzo per raggiungere determinati obiettivi.

Insomma, altro che spendaccione e maniache dello shopping: le donne, quando si tratta di risparmio e investimenti, pensano green e, soprattutto, con uno sguardo già proiettato al futuro. E, soprattutto, non hanno bisogno della carta di credito del marito nel caso vogliano togliersi qualche sfizio.

Articolo con contenuti promozionali

Articolo originale pubblicato il 14 Aprile 2020

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