Il 'paradosso nordico': perché nei Paesi del Nord c'è più violenza contro le donne - Roba da Donne

Il "paradosso nordico": perché nei Paesi del Nord c'è più violenza contro le donne

I paesi nordici sono quelli che meglio rispettano la parità di genere ma in cui allo stesso tempo si registra anche il maggior numero di violenze ai danni delle donne. Questa situazione contraddittoria viene definita paradosso nordico.

I quattro Paesi al mondo che più rispettano l’uguaglianza fra i sessi e i diritti delle donne sono tutti situati nel Nord Europa: Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia. Sono, come dicono in coro il World Economic Forum, l’Unesco e l’Ocse, le quattro nazioni dove per una donna è meglio vivere e lavorare.

Eppure, tre fra loro, Finlandia, Norvegia e Svezia, hanno anche un primato contrapposto e raggelante: molto più che nei Paesi del Sud Europa, le donne vengono maltrattate, offese e anche uccise dai rispettivi partner.

Le violenze non conoscono confini

Fonte: pixabay.com/it

È il cosiddetto “paradosso nordico” come spiegato sulla Harvard Political Review da Enrique Garcia, professore di psicologia sociale all’Università di Valencia, e Juan Merlo, docente di epidemiologia sociale all’Università di Lund, in uno studio pubblicato nel novembre del 2017 sulla rivista Social Science & Medicine.

I due professori hanno affermato che questo è un tema che viene considerato molto poco, non è oggetto di ricerca quanto invece dovrebbe e rimane, di fatto ancora oggi, senza una spiegazione. Il loro articolo, inoltre, suggerisce come una migliore comprensione di questo paradosso nordico possa essere di grandissima importanza per capire, prevenire e fermare la violenza contro le donne.

In Svezia, per esempio, secondo i numeri delle statistiche dello Swedish Crime Survey, tra il 2014 e il 2017, c’è stata un impennata di crimini come omicidi, rapine e violenze sessuali e, sempre secondo tale studio, nel 2017 il 24,7% della popolazione è stata vittima di comportamenti criminosi.

Gli omicidi sono infatti saliti nel 2018 del 63% rispetto al 2012. Inoltre, negli ultimi anni, si è verificata anche un’impennata delle violenze sessuali: nel 2016 il 4,1% degli svedesi ha subito offese di carattere sessuale (stupro, molestie, sfruttamento e coercizione sessuale). Infine si è anche registrato un incremento dei reati connessi al mondo delle sostanze stupefacenti: dal 2008 al 2018 il balzo è stato del 28%.

Ipotesi di spiegazione del paradosso nordico

Si è cercato di dare una spiegazione a questo fenomeno e molte sono le ipotesi. Tra la meno accredita c’è quella che punta il dito contro il maggior consumo, se non l’abuso, di alcool rispetto al resto dei paesi europei.

Un’altra spiegazione tiene conto della maggior consapevolezza del problema della violenza di genere che le culture nordiche avrebbero e per questo vi sarebbero più denunce, mentre nelle altre realtà il fenomeno sarebbe sommerso. Tuttavia gli studi non sembrano registrare una maggiore predisposizione alla denuncia e diverse ricerche evidenziano tassi di violenza più alti.

Secondo un ulteriore ipotesi molto interessante, la cultura machista sarebbe pressoché uniformemente diffusa, anche nei paesi nordici, sebbene nell’immaginario collettivo questo sarebbe uno stereotipo più delle culture mediterranee e del sud. Questa teoria sarebbe supportata dal fatto che molti settori lavorativi sarebbero tuttora considerati solo per uomini, per esempio nell’imprenditoria.

Inoltre, l’aggressività maschile sulle donne è ancora considerata normale e banalizzata, sia nei media che nella cultura popolare. Persino gli abusi all’interno delle relazioni sono considerati, anche nei tribunali, come crimini di serie B: d’altronde la Finlandia ha una legge sullo stupro coniugale solamente dal 1994.

Il congedo parentale, di cui i padri avrebbero potuto godere, non è stato usato pienamente fino agli anni 90, seppure la legge fosse stata varata vent’anni prima, poiché c’era la percezione che questi padri di famiglia non fossero “uomini veri”. Da questa considerazione si evince che, probabilmente, tutti gli interventi legislativi attuati nei paesi del Nord Europa non generarono, in realtà, un corrispondente cambiamento nella società.

Anzi, il maggior numero di violenze di genere potrebbe proprio essere una conseguenza all’approvazione di queste leggi, viste come minacce ai concetti tradizionali legati al maschio.

Il paradosso nordico sembrerebbe dunque mostrare che il cambiamento non può avvenire semplicemente dall’alto, con una serie di leggi, ma deve passare da interventi sociali e culturali che possano avere un chiaro riferimento alla realtà del quotidiano.

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