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Temperatura percepita VS temperatura reale: cosa succede al nostro corpo

Temperatura percepita: di questa espressione si fa largo uso d'estate, ma è bene fare chiarezza, perché in realtà è un concetto improprio e discutibile.

D’estate ci sono due espressioni che diventano molto frequenti, soprattutto quando si ascoltano previsioni meteo e telegiornali. Si parla spesso, infatti, di temperatura percepita e temperatura reale.

Temperatura reale e temperatura percepita: differenze

Mentre la prima è quella effettivamente rilevabile da un qualsiasi termometro, la seconda è quella che ogni persona percepisce. L’espressione risulta piuttosto impropria. Infatti il corpo umano non è certo capace di percepire una temperatura, ma solo avvertire sensazioni di caldo o freddo più o meno intense, impossibili da quantificare precisamente.

Infatti, la temperatura percepita indica proprio quel “disagio” del tutto soggettivo dovuto a moltissimi fattori, difficilmente confrontabili tra loro, essendo diversi da persona a persona, ma che determinano quanto intensamente il corpo percepisce le sensazioni di caldo e freddo.

Come si calcola la temperatura percepita?

Ci sono due fattori che entrano in gioco nel calcolo della temperatura percepita: umidità e vento, che interagiscono con la temperatura.

Un indice abbastanza attendibile che Earl Thom, climatologo del Servizio Meteorologico Nazionale degli Stati Uniti, mise a punto negli anni Cinquanta è l’indice di Thom. Qui si usano le espressioni: “assenza di disagio”, “disagio debole”, “disagio” e “forte disagio”. I valori di questo indice oscillano tra 16 e 26: fino a 23 non si prova disagio, a 24 si prova un leggero disagio, a 25 disagio e a 26 forte disagio. Questo numero si ottiene a partire dai valori di temperatura di bulbo secco e temperatura di bulbo umido. La prima è la temperatura dell’aria misurata con un comune termometro, la seconda è la temperatura misurata però da un termometro bagnato, che così porta il livello di umidità al 100%.

Temperatura e umidità vengono messi in relazione anche dall’indice Humidex. Serve a calcolare il disagio fisico che un corpo sente quando entrambi i valori sono elevati. Il tasso di umidità dell’aria si calcola con un rapporto percentuale tra quantità di vapore acqueo nell’atmosfera e quantità necessaria alla completa saturazione. La temperatura corporea tende ad abbassarsi con l’evaporazione del sudore. Questo è il modo che il nostro corpo ha per raffreddarsi: produrre acqua sotto forma di goccioline di sudore che fuoriescono attraverso i pori della pelle. Quando l’atmosfera è carica di vapore, l’evaporazione risulta difficile e per questo si ha un aumento della temperatura percepita. La formula per calcolare l’indice Humidex è: H = Tr + [0,5555 * (e – 10)], dove H è l’indice Humidex, e è la pressione del vapore, Tr è la temperatura reale.

Ma oltre all’umidità, si può tener conto scientificamente anche del vento e calcolare così l’indice di raffreddamento, o Wind Chill. Minore è la temperatura dell’aria e maggiore è la velocità del vento, proporzionalmente maggiore sarà anche il valore del Wind Chill.

Come interpretare la temperatura percepita

temperatura percepita
Fonte: iStock

Non esiste una vera e propria temperatura percepita. Come già spiegato, il dato varia in ragione dell’indice utilizzato e, soprattutto,  l’organismo umano non può percepire e quantificare una temperatura. In quanto “percezione”, appunto, è una condizione frutto di sensazioni e situazioni soggettive e non misurabili con esattezza.

Temperatura percepita da chi? Un bambino, un anziano o una donna incinta? E percepita come? Mentre si corre sotto il sole o mentre si legge il giornale all’ombra di un albero, comodamente seduti su una panchina?

Alla luce di queste informazioni, appare meno allarmistico di quanto voglia far credere il tono con cui a volte i telegiornali parlano di “temperatura percepita superiore ai 45°C”. A parità di temperatura effettiva, ogni persona la avverte poi in modo diverso.

Si tratta più di un “numero a effetto” come lo definisce il meteorologo Filippo Thiery, che consiglia di diffidare da parametri fittizi e soggettivi e di prendere in considerazione solo quelli scientifici riportati nei bollettini.

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