Saffi, la modella che insegna ad amare le curve

In un mondo pieno di "scheletri" la modella londinese Saffi Karina insegna a conciliare la professione di modella con il rispetto per il proprio corpo.

Ogni tanto, un messaggio positivo trapassa questa coltre che avvolge questa società, chiamiamolo falso perbenismo o ipocrisia, perchè tutti sono capaci a dire “mangia, non ti sciupare, sei bella così” però appena una considerata “cicciottella” espone qualche rotolino indossando un leggings, parte la polemica “Eh ma è GRASSA!!”.

Questa è la storia di Saffi Karina, modella londinese. Bella ed affascinante, ma secondo i canoni della moda, è considerata GRASSA: una 42. Prego?” Too big”, le ripetevano continuamente. Perché lei era una taglia 10 (corrispondente più o meno alla nostra 42), mentre in quell’universo le donne devono essere teglia 8, oppure la cosiddetta “taglia 0”, così sottile da non prevedere nemmeno un’unità di misura appropriata. Cioè livelli da restarci secchi. Che la 42 è considerato il punto d’arrivo di qualunque dieta. Lo dicono anche nelle pubblicità “Arriva alla 42 con la dieta del cavolfiore” o qualcosa del genere. Per una 42 c’è chi farebbe follie. Invece per il mondo della moda sei una grassona, e sentiti pure in colpa perchè hai mangiato un biscotto per non svenire.

modellaMa Saffi non ci è stata. Ha deciso di mangiare e di acquistare un po’ di sano peso in più, diventando taglia 12/14 ed entrando nel mondo delle modelle “plus size” (!). Come si fa a considerarla pluz size, è cosa da matti, ad ogni modo, ora è contesissima tra marchi come Nokia, Wonderbra o i costumi Speedo. E così adesso, a 27 anni, ha comunque una carriera piena di soddisfazioni.Non ha dimenticato però, di dare il buon esempio. Attiva nei social network e su Internet, Saffi ha fondato “The Curve Project London“, un’organizzazione che tiene workshop con stilisti, esperti di make up e fotografi, per insegnare il mestiere di modelle. Ma rigorosamente plus size: per insegnare che si può avere un futuro scintillante ma senza digiuni selvaggi, con tutte le conseguenze che ne derivano – dalla depressione all’abuso di stupefacenti. Come ha documentato, recentemente, un libro uscito in Australia, e scritto dall’ex editor dell’edizione locale di Vogue: vi si racconta, tra le altre cose, di come le top arrivino perfino a masticare fazzoletti di carta, pur di non cedere alla tentazione del mangiare. Saffi vuole insegnare alle donne ad avere fiducia in se stesse senza basarsi su devianti canoni esterni, e che coltivando un’immagine positiva di se stesse, l’essere magrissima non è più un requisito necessario per chi vuole avvicinarsi a questa professione.

Esempi come quello di questa giovane modella sono necessari perchè il fenomeno “plus size” non sia più considerato un’eccezione, ma la regola; perchè morire o ammalarsi per perdere qualche chilo, in nome della bellezza, è un po’ come rifiutare il dono della vita.

Articolo originale pubblicato il 17 Aprile 2013

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