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Crinolina, quel vezzo femminile che uccise donne e ragazzine

La crinolina fece il suo debutto nel corso del XIX secolo, conquistando aristocratiche e borghesi. Questo accessorio consentiva di dare sostegno alle gonne, rendendole gonfie e ricche di volume. Tuttavia risultò, oltre che ingombrante, anche un vezzo pericoloso.

Quella della crinolina fu una vera e propria tendenza della moda del diciannovesimo secolo, che conquistò aristocratiche e borghesi, pronte a indossarla seppur non fosse comoda e nemmeno “innocua”. Infatti, col tempo fu bollata come un accessorio pericoloso, soprattutto a causa della sua alta infiammabilità.

Cos’è la crinolina?

La crinolina era un accessorio della biancheria intima femminile utilizzato nel corso del  XIX secolo. Nello specifico, era costituita da una struttura rigida, che andava a riprodurre quasi una gabbia, diretta a dare sostegno alle gonne, rendendole gonfie, ampie, voluminose. La crinolina era foderata di crine e la sua struttura era supportata da cerchi di acciaio e ossa di balena.

Tuttavia, il termine in questione non indica soltanto questo accessorio di biancheria intima, bensì anche una tipologia di stoffa, piuttosto rigida, per l’appunto intessuta di crine, utilizzata per la realizzazione dei colletti militari.

Storia della crinolina

Crinolina
Fonte: web

La crinolina fece il suo debutto all’incirca dal 1840, presentandosi come una sottogonna costituita da crini di cavallo, intessuti con seta oppure lino. Apprezzata sin da subito, fece la fortuna del suo creatore. A metà dell’Ottocento, furono prodotti svariati modelli di crinoline, sino a raggiungere la forma di “gabbia” a partire dal 1856, con l’utilizzo di cerchi di filo metallico.

Anche in tal caso, il successo fu enorme, sia negli ambienti aristocratici che in quelli borghesi.  Non mancavano le guarnizioni usate per rendere più bella una superficie di tessuto così estesa: pon-pon, fiocchi, nastri, frange, rouches, e tanti altri dettagli, fecero capolino. Insomma, fantasia, creatività ed estro, trasformarono la crinolina in un vero e proprio capo ricco di particolari.

In tutto ciò, poteva non farsi largo una leggenda popolare? Certo che no!  Francia e Italia si trovarono a rivaleggiare mediante una “sfida” tra due forti donne, ossia l’imperatrice Eugenia, simbolo per eccellenza dell’eleganza, e la cortigiana contessa di Castiglione, donna affascinante e “fatale”.

La leggenda popolare narra che fu proprio Eugenia, prima fautrice della crinolina, a volersene liberare nel momento culminante della gara a rialzo con la rivale contessa, dal momento che quest’ultima si fece avanti con una crinolina esageratamente ampia. L’imperatrice, ritrovandosi con una quantità notevole di tessuto fra i piedi, decise di raccogliere sul retro, in un grande fiocco, il tessuto in eccesso. Nacque così la tournure e la caratteristica forma a coulinson tanto diffusa a partire dagli anni ’70 del XIX secolo.

Col passare del tempo, come avviene spessissimo nel campo della moda, il vezzo e la tendenza della crinolina persero terreno, determinando la fine di un’epoca caratterizzata dall’accessorio in esame. E, considerando anche la sua pericolosità, fu proprio una fortuna!

La crinolina letale: verità o bufala?

Molti resoconti inquadrano la crinolina come un accessorio pericoloso, oltre che ingombrante e scomodo. Ad esempio, alcune fonti affermano che diverse donne, soprattutto negli anni ’60 e ’70 dell’Ottocento, persero la vita a causa dell’infiammabilità della crinolina: mentre svolgevano dei lavori di casa, l’indumento in questione prese fuoco, determinando la morte delle malcapitate per le gravi ustioni riportate.

Come riportato nel libro Patriots Against Fashion: Clothing and Nationalism in Europe’s Age of Revolutions, lo scrittore e giornalista bulgaro Petko Slaveykov scrisse che, nell’arco temporale compreso tra gli anni 1850 e 1864, quasi 40.000 donne erano morte in tutto il mondo proprio a causa degli incendi connessi all’uso della crinolina. Seppur in quel periodo esistessero già tessuti meno infiammabili da impiegare per la realizzazione di abiti e indumenti, si preferiva non utilizzarli in quanto ritenuti meno eleganti da indossare.

La sua pericolosità, inoltre, è stata spesso collegata anche ad altri tipi di incidenti, come nei casi in cui la crinolina andava a impigliarsi nelle ruote delle carrozze, o a finire sotto i piedi, provocando delle cadute. Imbarazzante, ma decisamente meno pericolosa, la circostanza in cui la crinolina si sollevava a causa del vento, svelando la biancheria intima.

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