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Se la commessa dice a un ragazzo: “Con un pacco così nessuno noterà la pancia”!

Fa strano, vero, se a dirlo è una donna matura a un ragazzino? Suona inopportuno, vero? Perché allora se un medico dice a una ragazza di 20 anni, "Con il lato B che si ritrova, nessuno noterà questo lipoma", quello che prima ci è sembrato fuori luogo dovrebbe essere accolto con gratitudine come un apprezzamento.

“Con un pacco come il suo nessuno noterà un po’ di pancetta”!
Vi sembrerebbe normale se la commessa di un negozio di abbigliamento maschile rispondesse così al vostro uomo, figlio, fratello o amico che sta provando dei pantaloni e che le ha appena confessato un po’ insicuro: “Ho troppa pancia, non mi sta bene nulla”?

No, probabilmente no!

E allora non si capisce perché la ragazzina di 20 anni che va dal medico per un lipoma dovrebbe sentirsi invece lusingata da lui che liquida il problema con un:

Signorina, con un lato B come il suo nessuno farà mai caso a questo lipoma.

Abbiamo letto molti commenti che definiscono “esagerata” la reazione di chi, come la nostra collaboratrice Natascia Alibani che ha raccontato una sua personale esperienza, trova certi apprezzamenti quanto meno imbarazzanti, a volte proprio inopportuni, altri ancora sgradevoli, offensivi o anche molestie.

Abbiamo condiviso il post pubblicato su Facebook, così che ognuno possa farsi un’idea ma, per esempio, c’è chi scrive

“Ma dai, tutte sante e verginelle”.

Altre avanzano l’idea che una donna che riceve complimenti di questo tipo dovrebbe sentirsi apprezzata.

Esiste, si sa, la libertà di pensiero e di parola, ma viene il sospetto che a chi commenta con brutalità il racconto di Natascia sfuggano un paio di cose, prima tra tutte il contesto:

a) Natascia all’epoca dei fatti, come riportato nell’articolo, aveva 20 anni: un’età in cui, da una parte si è già donne, dall’altra ancora molto giovani, inesperte e, quasi sempre, ancora impreparate per fronteggiare certe situazioni o “apprezzamenti” (e un professionista dovrebbe tenerne conto!);

b) Esistono contesti e contesti. L’amico che ti conosce e che ti vede dare tanta importanza a un difetto che fa bella mostra di sé proprio lì, magari mentre siete in piscina, e ti fa la battuta, probabilmente vuole davvero farti un complimento. Idem, se la boutade la fa anche un semplice conoscente marpione che si tiene nei limiti della battuta.
Ma un professionista? È normale che un medico – sicuramente peraltro non coetaneo della ragazza – nell’atto di visitare, faccia un’osservazione così?
Senza tenere presente la giovane età o il carattere di lei, che non può conoscere, trattandosi di una prima visita?

Onestamente noi da donne lo troviamo fuori luogo.

Come fuori luogo sarebbe la risposta della commessa di cui sopra.
O quella di una dermatologa, magari in là con gli anni, che dice a un ragazzo di 20:

“Signorino, con il lato B che si ritrova, nessuna noterà questo lipoma”.

O la dottoressa che “mette a suo agio” il ragazzo timido e complessato pieno di acne tardiva finanche sulle chiappe con la stessa battuta.

Fa strano, vero, se a dirlo è una donna matura a un ragazzino? Suona più inopportuno, vero? Qualcuno, scommettiamo, userebbe la parola schifoso. Probabilmente, meglio ancora, “schifosa”, rivolto a lei.

Come mai, poi? Neppure gli uomini sono tutti santi o verginelli.

Ma vuoi vedere che se un uomo lo dice a una ragazzina è un apprezzamento per metterti a tuo agio – cui essere grata perché “stai serena, che se eri un cesso mica te lo diceva!” – e se una donna lo fa con un giovane ragazzo diventa sconveniente?

Esistono i contesti, esistono dei ruoli, esiste un gioco delle parti basato sul rispetto e, soprattutto, esiste la delicatezza come dovere professionale che un adulto che sta svolgendo il suo lavoro (a maggior ragione se in un ambito delicato come la salute) deve a un/a paziente o cliente, tanto più se più giovane e comunque sempre.

Perché il problema non è quello di fare le “verginelle”, né tanto meno, come scrive qualcun altro, “poi magari l’8 marzo, in discoteca…” (per la serie, commenti memorabili dal Medioevo) o il fatto di avere una vita sessuale magari anche molto disinibita e libera.

Il fatto è che valgono le stesse dinamiche di contesto, professionalità, inopportunità e opportunità, sia che il complimento sul sedere sia fatto a un uomo o a una donna.

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