logo
Stai leggendo: Tra lacrime, streghe e stelle cadenti: perché San Lorenzo è la notte dei desideri

Tra lacrime, streghe e stelle cadenti: perché San Lorenzo è la notte dei desideri

A San Lorenzo si guardano le stelle cadenti: ecco l'origine di questa tradizione tipicamente estiva (nel nostro emisfero).
San Lorenzo

Ogni 10 agosto, nella notte di San Lorenzo, siamo tutte col naso all’insù. Molte tra noi si organizzano: chi va in spiaggia, chi in campagna, chi semplicemente si sistema in terrazza – se ha la fortuna di averne una alta e lontana da fonti luminose – per guardare le stelle cadenti. Stiamo là nella speranza di vederne tante, esprimere dei desideri e far sì che si avverino. Naturalmente non funziona proprio così: la cosiddetta “pioggia di stelle” è innanzi tutto un fenomeno naturale, sebbene comprendiamo come fin dall’antichità si sia prestata a tante superstizioni. E poi, se bastasse una stella cadente a rendere realtà un nostro desiderio, diciamocelo: saremmo a cavallo. Ma in fondo sognare non costa nulla ed è ciò che ci mantiene vive.

Le lacrime di San Lorenzo

San Lorenzo
Fonte: Pixabay

Il fenomeno naturale, dicevamo. Intorno al 10 agosto, ogni anno, sono visibili le Perseidi, dei corpi celesti nei pressi della costellazione di Perseo. Ma non sono stelle e soprattutto non cadono. Sono infatti meteore e quelle scie luminose che vediamo nel cielo sono le polveri di una cometa che impattano con l’atmosfera, bruciando. E che prendono il nome appunto di lacrime di San Lorenzo.

C’è da dire però una cosa: il fenomeno non accade necessariamente il 10 agosto, ma nei giorni immediatamente precedenti o immediatamente successivi a quella data. Il nostro calendario è infatti basato sul cielo: il sole, la luna – che è un satellite naturale – e le altre stelle oltre al sole. Ma l’universo si espande e i corpi celesti non tornano in determinate posizioni per convenzione – per esempio, ogni ciclo lunare ci mette 28 giorni e un quarto per compiersi, e quel quarto si accumula nel tempo. Per cui in tanti secoli, c’è stato un piccolo “spostamento” per quanto riguarda il giorno di massima visibilità delle stelle cadenti.

San Lorenzo, perché il 10 agosto

Il 10 agosto la Chiesa Cattolica festeggia San Lorenzo, martire nel 258. Lorenzo venne arso vivo e le fiamme, nell’immaginario collettivo, vengono assimilate alla luce delle stelle cadenti. Il fenomeno, benché compreso soltanto grazie al lavoro dell’astronomo Giovanni Schiaparelli dal 1873, era noto fin dai tempi dei romani, che collegavano questa pioggia di stelle cadenti all’intervento benefico e fecondo del dio Priapo, come spiega Vanity Fair.

Notte di San Lorenzo, le leggende

San Lorenzo
Fonte: Pixabay

Bergamo News riporta come una delle prime credenze popolari legate alla data del 10 agosto avesse a che fare proprio con San Lorenzo: chi avesse visto una stella cadente, avrebbe potuto chiedere la grazia al martire del Cattolicesimo. Nel Medioevo, si pensava invece che quelle strisce luminose evidenziassero il passaggio dei morti dal Purgatorio al Paradiso, tanto che chi le vedeva si metteva a pregare. Precedentemente, c’era però chi pensava si trattasse di un brutto segno, tanto che chiamavano le stelle cadenti «streghe» – erano coloro che credevano nel “Cielo delle Stelle Fisse”, per capirci: alcuni scrittori della latinità ribaltarono la fama di questa notte, spiegando che si sarebbe potuti guarire da calli, verruche e malattie degli occhi.

Gli Antichi Greci pensavano invece che quelle scie fossero legate al mito di Fetonte, fulminato dal padre Apollo, che lo punì per aver guidato maldestramente il suo carro. Secondo gli zoroastriani, le stelle cadenti erano una manifestazione del dio del male che mandava i suoi flagelli – come la siccità – sulla terra. Gli indù credevano invece che quelle stelle fossero i morti nell’atto di reincarnarsi, tornando sulla terra. Gli spartani infine prendevano delle decisioni politiche quando scorgevano delle stelle cadenti.

Stelle cadenti, come vederle

Dicevamo: bisogna scegliere un punto senza inquinamento luminoso, per questa ragione molte scelgono la spiaggia o la campagna. Comunque fuori città. Anche la luce della luna può essere “antipatica” in certi casi, ma in quei giorni dovrebbe essere nuova, quindi nessun problema. Per guardarle meglio, bisogna rivolgersi a nord est – se non sapete dov’è, regolatevi con alba e tramonto per stabilire le direzioni oriente e occidente e lasciatevi guidare anche dalla Stella Polare, la più luminosa che indica il nord. E magari scegliete una buona compagnia per l’occasione.

Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...