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Gli animali possono essere un utile strumento sociale nella lotta ad importanti patologie!

La coscienza collettiva nei confronti degli animali sta cambiando, finalmente, ed in meglio ed anche la Politca sta dando segnali positivi. E' possibile salvare gli animali dal loro malessere per trasformare la loro vita a beneficio del sociale e migliorando conseguentemente il benessere collettivo. Importanti risultati si stanno ottenendo attraverso la Pet Therapy nell'approccio a serie patologie quali l'Autismo e l'Alzheimer.
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Gli animali, Gatti, Cani, ma anche altri animali, sono oramai entrati a far parte a pieno titolo della nostra vita.

Neanche in tempi di crisi gli italiani rinunciano ad avere tra le mura domestiche un animale con cui condividere il tempo quotidiano. Anzi, è in aumento il numero di chi destina un posto della propria “tavola” o del divano ad un amico animale.

Più della metà delle famiglie, il 55,3%, ha in casa uno o più animali domestici, un dato in netta crescita rispetto al 2012 quando la percentuale si attestava al 41,7% (+13,6). Confrontando i risultati della rilevazione dello scorso anno, scopriamo che sono aumentati di 3,5 punti percentuale gli italiani che hanno in casa un animale, passando dal 29,8% dello scorso anno al 33,3% del 2013. L’aumento risulta ancora più consistente, quasi il doppio rispetto al 2012, se si considera il caso di chi ha più di un animale all’interno del proprio nucleo familiare, passando dall’11,9% dell’anno appena trascorso al 22% del 2013, con una differenza di 10,1 punti percentuale.

Cani e gatti i più amati. L’animale più diffuso nelle case degli italiani è il migliore amico dell’uomo, il cane, presente nelle dimore del 55,6% degli italiani, seguito al secondo posto dal gatto (49,7%).  RAPPORTO EURISPES ITALIA 2013

Leggendo questi dati si evince che gli animali domestici vengono considerati come veri e propri membri della famiglia, e il trend è in netta crescita. La dice lunga il fatto che anche la politica si sia accorta di questa attenzione sempre meggiore nei confronti degli animali e cerca di catturare l’attenzione degli amici degli animali.

Ovviamente non è affatto un caso che i politici italiani abbiano iniziato a farsi immortalare, in piena campagna elettorale, in compagnia di animali domestici, in particolare cani.  Il Primo a farsi fotografare con un cane (il Carlino Puggy di Michaela Biancofiore) è stato Silvio Berlusconi. Successivamente si è fatto ritrarre in compagnia di un altro quattrozampe, l’ex trovatella Vittoria, a lui portata da Michela Vittoria Brambilla e che l’ex Premier avrebbe adottato.  Questo gesto dovrebbe testimoniare «l’impegno del Cavaliere e dell’intera coalizione di centrodestra nella lotta al deplorevole fenomeno dell’abbandono e del randagismo degli animali». Alle Invasioni Barbariche è stata infine Daria Bignardi a  fare una sorpresa all’attuale Premier Mario Monti chiedendogli a bruciapelo se volesse a sua volta adottare un cane e piazzandogli in braccio la piccola Trozzy, poi ribattezzata Empy (da una frase pronunciata dallo stesso premier durante il siparietto in studio, che ha definito la cagnolina «un cucciolo empatico»). Le politiche di governo tengono sempre più conto dell’empatia vera, quella tra gli italiani e gli animali, che in alcuni casi è talmente forte da riflettersi in un altro dato riportato dal rapporto Italia 2013, ovvero il fatto che il 6% degli italiani ha scelto di diventare vegetariano o vegano, con un incremento del 2% rispetto alla rilevazione dell’anno precedente.

I possessori di animali, dunque, sono un potenziale bacino elettorale.

Vogliamo credere comunque che la coscienza collettiva (quindi anche quella dei politici) nei confronti degli animali stia cambiando, finalmente, ed in meglio.

In vista delle imminenti Elezioni gli animalisti presentano “Il manifesto”. Le principali associazioni si uniscono e lanciano il progetto «Io voto con il cuore». Otto punti per il prossimo Parlamento.

Eccoli in sintesi: adeguarsi all’Europa riconoscendo i diritti degli animali e la tutela dell’ambiente; dire basta alla vivisezione e sviluppare e utilizzare i metodi sostitutivi di ricerca; tutelare gli animali domestici; rafforzare il sistema delle aree naturali protette; fermare l’attività venatoria e gli allevamenti di animali da pelliccia; vietare lo sfruttamento degli animali negli spettacoli; bloccare il consumo del suolo e tutelare il paesaggio; proteggere le città dall’inquinamento e dal sovraccarico dei rifiuti. Questo «manifesto» potrà essere sottoscritto dai cittadini sui siti www.iovotoconilcuore.it e www.nelcuore.org oppure firmando ai banchetti che le associazioni organizzeranno in tutta Italia. Le firme raccolte saranno consegnate, nel mese di luglio, al nuovo presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato. Nei giorni scorsi l’iniziativa è stata presentata ufficialmente a Milano dai rappresentanti delle principali associazioni animaliste italiane, in un incontro che è servito per fare il punto sugli interventi legislativi che riguardano gli animali.

NORME DA CAMBIARE – Alcune norme attualmente in vigore suscitano perplessità. Come ad esempio la legge 281 del 1991 che ha graziato i cani italiani da una condanna a morte collettiva ma ha permesso ai comuni di appaltare la gestione dei trovatelli a imprenditori privati, dando origine al fenomeno dei canili lager per i quali gli animali sono diventati vere e proprie “galline dalle uova d’oro”. Carla Rocchi, presidente dell’Enpa, ha ricordato che a causa di questa legge ogni anno in Italia si spendono circa 500 milioni di euro: uno spreco che potrebbe essere contenuto con una revisione della 281 e l’obbligo dell’assegnazione della gestione dei randagi ad associazioni animaliste accreditate. Si è parlato anche di adozioni internazionali che molti animalisti associano a una nefasta deportazione che fa perdere le tracce degli animali. Carla Rocchi ha citato la petizione Enpa “Ti deporto a fare un giro” ma ha anche invitato a frenare gli allarmismi citando ottime adozioni internazionali realizzate da associazioni degne del massimo rispetto!

Ma gli animali non solo nostri amici perchè condividono la nostra casa e ci fanno compagnia.

Attraverso la Pet Therapy si stanno avendo ottimi risultati su diversi fronti.

Con il termine Pet Therapy, nelle sue forme AAT (Animal-Assisted Therapy), AAA (Animal-Assisted Activity) o EAA (Animal-Assisted Education) si intende un sistema terapeutico dolce incentrato sull’interazione tra uomo e animali. Diversi sono gli animali, (gli animali che vengono abitualmente coinvolti nella pet-therapy sono cani, gatti, criceti, conigli, asini, capre, mucche, cavalli, uccelli, pesci, delfini) così come diverse le finalità terapeutiche e gli ambiti di applicazione della pet therapy: ospedali, cliniche, centri di riabilitazione, case di riposo e scuole. Tutte strutture interessate a nuove modalità ricreative da inserire nei propri programmi per aumentare il livello qualitativo della vita all’interno delle proprie strutture.

A chi giova la Pet Therapy?

Nei bambini con particolari problemi, quali la sindrome di down, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto.

In Italia, infatti, l’interesse per le attività di pet therapy è cresciuto ed è aumentata la richiesta sul territorio. Il riconoscimento della pet therapy è avvenuto con il Decreto del Presidente del Consiglio del 28 Febbraio 2003, che recepisce l’accordo tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome, in materia di benessere degli animali di compagnia e pet therapy. L’attenzione prestata a livello legislativo alla pet therapy consente alla disciplina una dignità scientifica e procedurale anche in Italia.

Benefici della pet therapy a scuola

La pet therapy a scuola  consente di affrontare argomenti di grande attualità, come il rispetto per tutte le creature viventi, il senso di solidarietà e di accoglienza e il rispetto delle regole. I bambini scoprono che il cane impara attraverso il gioco, la dolcezza, il rispetto delle regole, la gestualità, la coerenza, la pazienza e la fiducia. La coerenza del comportamento è determinante, altrimenti il cane si confonde. Le buone maniere premiano sempre e il cane, quando ha fatto un buon lavoro, va gratificato, con la voce e con i gesti. Il bambino comincia ad assimilare cosa prova e cosa pensa un cane, e lo mette in relazione all’essere umano.

A scuola si impara che cane disubbidiente è così per colpa del suo padrone che gli ha impedito di imparare qualsiasi regola di vita. Si impara che il randagismo è il frutto dell’egoismo e della disumanità degli umani, perché quando si decide di prendersi in casa un cane è necessario valutare la situazione in tutti i suoi aspetti. Questo perché un cane ha bisogno di affetto, di cure, di tempo, di risorse economiche. E ha bisogno di essere educato alla buona convivenza civile e alla conoscenza delle regole di vita. Come i bambini, che vanno a scuola per imparare a crescere nella comunità e per conoscere le discipline che garantiranno loro una cultura basilare indispensabile per poter interagire con la società moderna.

La scuola, per un bambino, può rappresentare un universo difficile da affrontare. La pet therapy a scuola lavora sia con bambini “difficili”, con disturbi del comportamento o ritardo intellettuale (quindi lavorando sul singolo individuo) sia con la normale classe di studenti, lavorando sulle dinamiche di socialità. In entrambi i casi, i benefici della pet therapy a scuola sono notevoli.

I ragazzi con ritardo intellettuale, con disturbi del comportamento e dello sviluppo della personalità arrivano nella scuola con un bagaglio di delusioni, accumulate nel quotidiano confronto con gli altri, tale da scatenare una serie di reazioni difensive che compromettono un equilibrato sviluppo personale e sociale. Per questi ragazzi, il cane rappresenta un elemento di scambio affettivo e uno stimolo alla comunicazione. È un rinforzo positivo e gratificante agli sforzi profusi dai bambini in ogni campo. Favorisce la presa di coscienza delle proprie emozioni, infonde fiducia in sé. È un supporto alle relazioni sociali e contribuisce a creare in classe un clima disteso e collaborativo. Studi scientifici hanno dimostrato che il contatto con gli animali consente di aumentare i tempi di attenzione e concentrazione, diminuendo l’ansia. Giocare con gli amici a quattro zampe a scuola significa stimolare l’interazione sociale e favorire l’autostima.

La pet therapy a scuola consente al cane di rivestire un notevole ruolo affettivo, grazie alla capacità relazionale dell’animale stesso che permette ai bambini un continuo scambio emozionale. Bambini e ragazzi di diverse età instaurano con il cane un rapporto mimico e gestuale, riscoprendo la capacità non verbale di comunicazione e affinando la sensibilità e ricettività ai segnali esterni di piacere e di stress del peloso compagno di giochi. Sono questi fattori fondamentali nella vita sociale tra coetanei e adulti, utili per una strutturazione equilibrata della personalità.

Esiste un progetto molto interessante ed innovativo che coniuga l’amore per gli animali, con la risposta a serie problematiche sociali. Da una parte si cerca di dare una risposta concreta ed efficace alla lotta al randagismo, salvando i cani da situazioni di disagio e di maltrattamento ed utilizzandoli in progetti che li vedono protagonisti nella Pet Therapy.  A questo proposito è’ appena partito un “Progetto Pilota”  nel Centro Polifunzionale Polì di Novate Milanese. La Società è un’azienda pubblica controllata dal Comune di Novate Milanese. Dal 9 febbraio al 9 aprile si terranno una serie di incontri. Il percorso pilota è rivolto a ragazzi ed in generale a persone con disabilità intellettiva e si sviluppa attraverso due percorsi, uno verso l’autismo, l’altro a ragazzi down.

La valenza pubblica della struttura che promuove a costo zero per le famiglie l’intervento è una referenza importante a livello territoriale e nazionale e nasce da esperienze maturate da professionisti che operano giornalmente utilizzando la pet therapy come coadiuvante e stimolante nei confronti di persone colpite da Alzheimer.

In questo centro stanno inoltre salvando un cucciolo di rottweiler (di un mese e mezzo di vita), da avviare alla formazione come cane da Pet Therapy con la volontà di confutare la comune e generale cognizione (errata) del rott quale razza di cane aggressivo.

Nell’intervista al Presidente di questa struttura Pierangelo Greggio è emersa la volontà, partendo dal Progetto Pilota di Novate Milanese, di creare altre realtà simili in tutto il territorio nazionale, per dare vita ad un progetto ambizioso, Nazionale ed Internazionale:  Il Progetto “AnimaAnimalis”, un nome che coniuga l’anima umana all’amore innato ed alla generosità di cui gli animali sono capaci, che mette insieme intelligenza e cuore.

Un nome per un progetto studiato e voluto con la ONLUS Nardone – Watzlawick di Arezzo, che vuole rendere evidente il valore della collaborazione che può esserci tra umani e animali, dando agli animali un ruolo sociale e agli umani la consapevolezza di quanto tutto questo possa essere importante.

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