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Marissa Mayer: "Come lavorare 18 ore al giorno e avere 3 figli"

Come conciliare carriera lavorativa e famiglia? Ecco l'esempio di Marissa Mayer, ex CEO Yahoo: successo, soldi e tre figli... Con tanta fatica. Vorreste essere come lei?

Milioni di donne in tutto il mondo sono attanagliate dal solito dubbio esistenziale: come conciliare al meglio carriera e famiglia, senza necessariamente sacrificare l’una o l’altra?

Già, perché troppo spesso la questione si impone in termini di “scelta”, ovvero: se vuoi raggiungere il top nel tuo lavoro rinunci alla famiglia, o perlomeno all’idea di spendere molto del tuo tempo per educare i tuoi figli, giocare con loro ed essere presente a tutti gli step più importanti della loro esistenza, mentre se vuoi essere una madre partecipe ti “accontenti” di una posizione lavorativa modesta.

Questo, tuttavia, significa operare una riduzione sin troppo semplicistica della faccenda che si scontra con la complessità della pratica. Perché una donna deve vedere nella famiglia la ragione che l’ha spinta a rinunciare alle sue ambizioni lavorative, alla possibilità di realizzarsi e, viceversa, perché il lavoro deve rappresentare un ostacolo al godere della vicinanza di una famiglia?

Certo, nessuno dice che conciliare entrambi gli aspetti sia facile, ma se qualcuna c’è riuscita significa che la cosa è fattibile. Marissa Mayer, ad esempio,  è una delle donne in grado di lavorare qualcosa come 130 ore settimanali e tirar su tre figli. Facile, diranno alcune, con quello che guadagna avrà un esercito di tate e bambinaie al suo servizio. Ma siete proprio sicure che sia così?

Chi è Marissa Mayer

Fonte: Miller/Getty Images

Quarantaquattro anni, laureata con lode in sistemi simbolici e specializzata in informatica dalla Stanford University (in entrambi i corsi ha focalizzato la sua attenzione sul campo dell’intelligenza artificiale), una laurea honoris causa dall’Illinois Institute of Technology conferita nel 2009, Marissa Mayer  è stata la ventesima dipendente di Google, inserita nell’organico dell’azienda appena ventiquattrenne, nel 1999.

Da allora di strada, dal punto di vista professionale, ne ha fatta davvero tanta, arrivando a ricoprire il ruolo di CEO per Yahoo nel 2012, posizione che ha lasciato solo a gennaio 2017, in seguito alle dimissioni causate dalle aspre critiche ricevute per la gestione aziendale, dovute in particolare a intrusioni hacker non risolte e non tempestivamente comunicate, in cui sono stati rubati dati sensibili degli utenti.

Secondo alcuni, però, un ruolo centrale in questa scelta l’ha giocata anche chi accusava Marissa di aver “svenduto” Yahoo a Verizon, una holding del colosso cinese di e-commerce Alibaba, che ha rinominato la nuova fusione Altaba. Fatto sta che da Yahoo Marissa ha ottenuto una buonuscita da record, pari a 23 milioni di dollari. Davvero niente male, ma la cifra, proprio in virtù delle accuse di vendita al ribasso, era comunque inferiore rispetto a quella inizialmente pattuita, pari a 57 milioni.

Lavorare 130 ore settimanali? Si può!

Fonte: web

Aveva fatto discutere, e non poco, un’intervista rilasciata da Marissa nell’agosto 2106 a Bloomberg, nella quale l’allora amministratore delegato di Yahoo sosteneva che fosse assolutamente possibile lavorare 130 ore a settimana; anzi, l’avere dipendenti che si impegnano duramente sarebbe proprio alla base del successo delle aziende. Come si può riuscire a conciliare la dedizione professionale con la vita privata? È tutta questione di organizzazione, sostiene la Mayer, e certo non è necessario ricorrere a metodi estremi per poter raggiungere l’apice della carriera.

Bisogna sapersi organizzare bene. Pianificare quando dormi, quando fai la doccia e anche quanto spesso vai in bagno. Nella sede di Google c’erano le ‘nap room’. In diverse società americane dove il lavoro è ininterrotto giorno e notte, come nelle sedi delle tv, ci sono le stanze del pisolino per spezzare il nastro di una giornata lunghissima. Ma può anche accadere che si rimanga a dormire sul posto di lavoro.

Era considerato più sicuro rimanere in ufficio che scendere nel parcheggio e andare a prendere la macchina alle tre di notte. Per i miei primi cinque anni ho fatto più o meno una notte bianca di lavoro a settimana.

Okay, questa vita, per quanto snervante, poteva andar bene finché Marissa non era madre: ma una volta messo al mondo il primo figlio, nato proprio nel 2012, in contemporanea con la nomina a CEO, come sono cambiate le sue abitudini lavorative?

La società non poteva permettersi il lusso di avere un amministratore delegato che rimaneva a casa quattro o sei mesi. Così ho inserito il bambino nel mio stile di vita. Per quattro mesi l’ho tenuto con me in ufficio anche quando rispondevo agli analisti nelle conference call. Ha cominciato ad orecchiare i discorsi sui fatturati e le trattative per un accordo. E mostrava di capire.

L’arrivo dei due gemelli, invece, è coinciso all’incirca con il passaggio di Yahoo a Verizon e, nonostante Marissa si dichiarasse già pronta a ripetere l’esperienza fatta con il primogenito, portandosi i neonati in ufficio, la decisione di dimettersi ha cambiato le carte in tavola.

Marissa Mayer è quindi diventata una “disoccupata di lusso”, che certamente potrà occuparsi a tempo pieno dei suoi bambini ma, nel frattempo, ha affittato il vecchio ufficio dove lavorava ai tempi di Google, quello, come lei stessa ha detto al New York Times, dove è nato PayPal. Segno inequivocabile del fatto che la manager non può stare a lungo senza il suo lavoro.

Insomma successo, soldi e famiglia: Marissa Mayer è la prova vivente che dalla vita si può avere tutto… Certo, con tanta, tanta fatica. Chi vorrebbe essere come lei?

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