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"Avril Lavigne è morta ed è stata rimpiazzata da un clone": le "prove" dei complottisti

La morte di Avril Lavigne è una teoria del complotto: la cantante sta bene e non si è suicidata nel 2003 come dicono.
Avril Lavigne
Fonte: Twitter @ avialorcd

Avril Lavigne è morta ed è stata sostituita da una sosia? È la teoria del complotto che di tanto in tanto riemerge dalla Rete. Non una semplice bufala, ma una vera e propria teoria complottista nata dal confronto tra le fotografie della cantante ieri e oggi. Era infatti già accaduto qualche anno fa che Avril Lavigne fosse posta al centro di una notizia che non farebbe piacere leggere a nessuno – soprattutto al diretto interessato. In questi giorni, la news è tornata in auge, ma naturalmente – e fortunatamente – non è stata confermata come vera.

Facciamo un passo indietro. È nel 2004 che è nata la teoria del complotto su Avril Lavigne. Un sito brasiliano ha diffuso la notizia, che è diventata subito virale. Ma in pochi, tra i complottisti, hanno preso in considerazione il fatto che poi il sito quella notizia l’abbia smentita. Secondo i complottisti, la popstar sarebbe defunta – suicidandosi – nel 2003, all’indomani del grande successo dei singoli “Sk8ter Boy” e “Complicated”. Stando alla teoria del complotto, l’artista si sarebbe uccisa perché – com’è capitato effettivamente ad altre star, anche nel passato prossimo – incapace di gestire il peso e la responsabilità che il successo comporta. Una teoria quanto meno plausibile, nulla di inverosimile o mai sentito.

Ma non lo è. Perché il tutto nasce dall’osservazione tra le foto del 2003 di Lavigne e quelle di oggi. È ovvio che le immagini siano differenti: nel 2003, la popstar era giovanissima e ora sono trascorsi ben 14 anni. 14 anni significa – facendo un discorso in generale e non necessariamente specifico del caso – per una cantante anche e soprattutto cambiare tantissimi look nel frattempo, significa che il metabolismo non è più quello di una volta per quanto esercizio fisico si possa fare, significa che magari si può essere ricorsi a qualche ritocchino con la chirurgia plastica.

I complottisti si attaccano al fatto che oltre agli evidenti cambi di look, sarebbero cambiati in particolare i nei di Avril Lavigne. In altre parole, questa teoria del complotto si basa sulla convinzione errata che ognuno di noi conservi per tutta la vita i nei che possiede alla nascita. Ma, al di là del fatto che crescendo e ingrassando i nei possono anche cambiare lievemente posizione, nell’arco della vita assistiamo a innumerevoli comparse e scomparse di nei piccoli e grandi.

Se ci si addentra nella teoria del complotto sulla morte di Avril Lavigne, il tutto diventa ancor più ridicolo. Perché la popstar sarebbe stata sostituita con tale Melissa Vandella, perché la casa discografica con cui Lavigne aveva il contratto voleva continuare a guadagnare – il metro di giudizio con cui i complottisti guardano alle case discografiche appare tristemente negativo – con il benestare della famiglia. E così Melissa avrebbe imparato a cantare (sic!), a muoversi e a sorridere come la vera Avril Lavigne. Inutile dire che di fronte a questo apparato di bugie – pure mal costruito – ridiamo per non piangere.

L’unica cosa positiva per Avril Lavigne è che per avere una teoria del complotto tutta sua vuol dire che è diventata davvero importante nel mondo della musica. Strane teorie del complotto sulla presunta morte di cantanti esistono tra i componenti iniziali del Club 27 (Brian Jones, Jim Morrison, Jimi Hendrix e Janis Joplin), ma non solo. La teoria del PID (Paul Is Dead) teorizzerebbe come Paul McCartney sia morto in un incidente stradale nel 1965 e il suo posto sia stato preso da un canadese, William Shears. Il tutto trae origine da copertine e canzoni dei Beatles. Inutile dire che McCartney è vivo e vegeto – ed è diventato anche un fascinoso “pirata dei Caraibi”.

Analoga è anche la teoria del complotto sulla morte di Elvis Presley. Elvis Aaron Presley aveva un fratello gemello, Jessie Garon, morto alla nascita. Secondo i complottisti, i gemelli sarebbero solo stati separati, fino a un incontro avvenuto quando Elvis era già famoso. Allora Jessie avrebbe chiesto al fratello di essere re per una notte. Elvis avrebbe avuto così la possibilità di ritirarsi a vita privata e “cedere” il successo al gemello perduto, quello che poi in effetti sarebbe morto. Purtroppo, in questo caso, il “Re del rock’n’roll” è deceduto decenni or sono.