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Hater, l'app che ti fa incontrare le persone che odiano le cose che detesti anche tu

Le app di dating online si stanno espandendo a macchia d'olio, ma Hater è senz'altro diversa dalle altre: la nuova arrivata, infatti, analizza i profili compatibili con il tuo per farti trovare l'anima gemella analizzando... le cose comuni che detestate! L'odio che porta l'amore, insomma!

L’amore ai tempi dei social network.

In principio fu Tinder, l’app nata per facilitare gli incontri tra cuori solitari, ma nel giro di pochissimo tempo le applicazioni per smartphone pensate proprio per far conoscere le potenziali anime gemelle si sono moltiplicate a dismisura: come per moltissime altre attività, è sufficiente scaricarle sul proprio telefonino per rintracciare quelli che possono essere gli ipotetici partner perfetti.

I criteri seguiti per “rintracciare” quella che, per le single a caccia di fidanzati, potrebbe essere la cosiddetta altra metà della mela sono per le varie app i più diversi e originali, ma sicuramente pochi avrebbero pensato a cercare di far incontrare persone accomunate… dagli odi comuni! Insomma, a quanto pare se detestate le stesse identiche cose, o persone, potreste essere fatti l’uno per l’altra.

L’app di nuova generazione si chiama, infatti, non a caso, Hater, e valuta dei profili compatibili proprio in base a quello che si odia.

1. Come funziona Hater

Fonte: web

Hater ha per simbolo un cuore capovolto e funziona, in maniera simile a Tinder, su base swipe: agli utenti viene insomma chiesto di swipare una serie di cose. L’app propone una serie di domande, a cui è possibile rispondere in quattro modo diversi, cliccando su delle emoticon: a destra per il mi piace, a sinistra per il non mi piace, in alto per esprimere amore, in basso invece se la questione proposta ci suscita odio. Sono oltre 3 mila gli argomenti su cui è possibile esprimere un parere; tra i più gettonati ci sono l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump -che risulta essere il più odiato, con bel il 78% di “odio” da parte degli utilizzatori di Hater- ma anche Linkedin (che raccoglie il 16% di odio), Madonna, detestata da uno su cinque, gli Yankees, Taylor Swift e chi vuol boicottare le multinazionali ma poi compra abiti o accessori di brand prestigiosi. Insomma, si può dare un giudizio praticamente su tutto.

A test completato l’app, valutando le risposte, proporrà una serie di profili reputati compatibili rispetto ai propri interessi, o meglio ai propri odi. D’altronde, il motto che campeggia sul sito lo dice chiaro e tondo: “Condividi le cose che odi con chi ami“. Ad avere l’intuizione della app che, per una volta, non propone di discutere di sentimenti positivi, è il giovane Brendan Alper che, come ha spiegato in un’intervista al New York Times Magazine, ha riscontrato il principio alla base della sua app in alcuni studi psicologici, secondo cui un’emozione negativa provata nei confronti di un terzo soggetto può legare due individui al pari di una sensazione positiva.

Insomma se eravamo rimaste sorprese da Happn, l’app per conoscere gli sconosciuti incrociati lungo la strada, questo ci lascia semplicemente sbalordite!

2. Le ricerche

Fonte: web

Come detto il progetto di Brendan Alper, pur se arrivato casualmente, ha trovato più di un fondamento in alcune ricerche condotte da psicologi: tra queste c’è quella realizzata, nel 2006 da Jennifer Bosson, docente di psicologia sociale all’Università della Florida Meridionale. Nel suo esperimento Bosson ha chiesto al gruppo di partecipanti di fare un elenco che comprendesse un elemento odiato e uno amato di un personaggio di fantasia a cui è stato dato il nome di Brad, dopodiché ha fatto incontrare coloro che avevano avuto le medesime impressioni. Il risultato, sorprendente, a cui si è giunti in quell’occasione è stato che “condividere un sentimento negativo è un elemento efficace nel promuovere la vicinanza tra le persone“. Ma, come ha tenuto a spiegare la psicologa, “Non è che ci piaccia odiare la gente. Piuttosto, ci piace conoscere altre persone che odiano la stessa gente“. Insomma, l’odio comune come elemento unificatore, e possibile scintilla capace di far scoccare l’amore.

3. I numeri

Fonte: web

Il giro d’affari del dating online, lo abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo, è sempre più fiorente, tanto che, se si tiene conto dell’indotto degli appuntamenti nati virtualmente ma che avvengono poi nel concreto (ad esempio cene, fiori, regali), è di ben 6,7 miliardi di euro nella sola Italia, e di quasi 26 in tutta l’Europa. A stabilirlo è uno studio commissionato da Meetic, uno dei più famosi siti di incontri online, al Center for Economics and Business Research ed effettuato in sei diversi Paesi europei: Germania, Spagna, Gran Bretagna, Italia, Francia e Olanda. Abbiamo a che fare con un mercato globale che solo nel 2016, e tenendo conto solo di app e siti dedicati, ha superato i 4,3 miliardi di euro. Il vero colosso del settore è InterActiveCorp (IAC), da cui dipendono applicazioni celebri come, Match.com, OkCupid e proprio Tinder. Se invece analizziamo i numeri di un’altra app “storica” come Badoo (attiva dal 2006), notiamo che ha 300 milioni di utenti registrati in 190 Paesi, e che ben 60 milioni usano l’app almeno una volta al mese. Negli Stati Uniti i single sono circa 54 milioni, e addirittura il 90% ha dichiarato di aver usato una app di dating online almeno una volta nella vita, secondo i dati dello Statistic Brain Research Institute, mentre in Italia a usare le app per incontri virtuali sono circa 9 milioni.

4. Dove è disponibile Hater

Fonte: web

Per il momento Hater è disponibile in versione beta sui sistemi iOS, mentre a partire da questa primavera sarà scaricabile anche sui sistemi Android. Per provarla nel nostro paese, però, dovremo pazientare ancora un po’, perché per il momento l’app non è disponibile per il mercato italiano.

Che dire, non ci resta che fare alla vecchia maniera e parlare a quattr’occhi con una persona per capire se i nostri gusti, anche quelli negativi, possono andare d’accordo!

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