'Mio figlio è stato rapito di notte nel suo letto: al risveglio c'era un altro bambino' | Roba da Donne

Esistono “rapimenti” che non possono essere sventati da un’attenta sorveglianza da parte dei genitori, ma è grazie al coraggio e alla determinazione derivanti dall’amore per i propri figli che si può comunque raggiungere un lieto fine nonostante le avversità e il dolore. A dimostrarlo questa vicenda, la storia di una mamma che ha “perso” il suo bambino non in un mercato affollato o ad una fiera chiassosa, ma nel suo lettino, al caldo tra le coperte e al sicuro tra le mura di casa, ma che non si è arresa e alla fine ha visto”tornare” il suo piccolo.

Ma andiamo con ordine. Era il 28 ottobre del 2008 quando il piccolo Ezra di soli 3 anni e mezzo si è svegliato nel bel mezzo della notte tra urla e lacrime. Era tanto spaventato da aver urinato nel letto. I suoi genitori sono accorsi subito per tranquillizzarlo, ma a risvegliarsi la mattina seguente è stato un altro bambino. A raccontarlo sull’Huffington Post è stata la mamma, Monica Davis, specialista in educazione, consulente comportamentale e creatrice di un blog dedicato.

La mamma racconta che prima di quell’episodio, Ezra era gentile, intelligente, socievole e brillante, ma quel bimbo sembrava essere stato sostituito da un altro, rabbioso, ossessivo e dalle pupille incredibilmente dilatate. La madre di Ezra, che alle spalle ha studi di terapia comportamentale, ha cercato così di applicare l’incoraggiamento positivo e tutte le altre tecniche a lei note, ma nulla sembrava davvero funzionare.

Il piccolo, un tempo reattivo, intelligente e loquace, si era trasformato in un’altra persona, assente, apatica, ma allo stesso tempo facile agli eccessi d’ira. Cosa poteva essere accaduto? Tutto sembrava aver avuto inizio da una strana eruzione cutanea comparsa sulla pelle del bambino, a cui era seguita una febbre molto alta. Da allora Ezra era diventato furioso e in lui erano emersi inquietanti comportamenti ossessivi compulsivi.

Continuavo a pensare: mio figlio è stato rapito, questo bambino non è lui.

-ha dichiarato la mamma.

I suoi genitori ne hanno parlato allora con il pediatra che, però, è apparso perplesso e molto disorientato di fronte a quella improvvisa trasformazione, la cui causa era inspiegabile. Intanto i mesi passavano, Ezra aveva ormai 4 anni e mezzo e i sintomi non sembravano scomparire, al contrario non facevano altro che aggravarsi. Disperata la mamma del piccolo ha iniziato ad informarsi e a cercare delle risposte sul Web, fino a quando le estenuanti ricerche non l’hanno condotta ad una pagina dedicata al PANDAS, il Disturbo pediatrico autoimmune neuropsicologico associato alle infezioni da streptococco, una patologia pediatrica rara, spesso confusa con altri disturbi, che viene scatenata da un’eccessiva reazione dell’organismo ad un’infezione. Tutti i sintomi sembravano combaciare perfettamente.

Il pediatra che non aveva mai trattato la malattia ha accettato di effettuare alcune analisi, invitando i genitori a rivolgersi ad un neurologo che avrebbe eventualmente confermato la diagnosi e avrebbe applicato cure più specifiche. Nonostante l’EEG avesse fatto emergere che le onde cerebrali del bambino risultassero “anormali” sembrava che i medici consultati in seguito dalla famiglia non volessero accettare la possibilità che Ezra fosse affetto da PANDAS, una malattia che per alcuni neurologi ancora oggi non esiste.

La coppia ormai allo stremo delle forze, ma determinata a riportare il proprio bimbo indietro, si è ritrovata di fronte all’ennesimo muro. Sono stati consultati cinque neurologi dell’infanzia, tre psicologi cognitivo-comportamentali, un pediatra dello sviluppo, un analista occupazionale, chiropratici, guaritori alternativi e un naturopata. La diagnosi? Ansia, disturbo bipolare, disturbo dell’umore, ADHD, disturbo da tic passeggero e sindrome di Tourette. La cura: antidepressivi e ansiolitici.

I mesi passavano e così gli anni, l’Ezra dolce e gentile sembrava essere ormai un lontano ricordo, il nuovo Ezra era un bambino difficile, i cui sintomi non facevano che peggiorare, tanto che il piccolo era arrivato perfino a perdere il controllo motorio e a smettere di mangiare, dimagrendo velocemente. Ezra era colto da continui tic, cadeva spesso, barcollava, non aveva equilibrio. Nel frattempo sua madre, stanca, ma sempre più determinata, nonostante alcuni le avessero addirittura suggerito di andare lei stessa in terapia per scongiurare una eventuale depressione e accettare la “perdita” del dolce Ezra, ha continuato ad informarsi sul PANDAS fino a quando non ha preso la decisione di contattare un neurologo infantile esperto proprio in questo raro e sfuggente disturbo. Probabilmente ci sarebbero voluti migliaia di dollari per avere delle risposte, ma per liberare qualcuno da un “rapimento” è necessario pagare un riscatto.

Finalmente per la coppia di genitori è arrivata la diagnosi tanto attesa. A seguito delle analisi prescritte dall’esperto è emerso che Ezra era effettivamente affetto da PANDAS e PANS (Sindrome neuropsichiatrica infantile ad insorgenza acuta), ossia il suo corpo stava reagendo in modo eccessivo ad una infezione da streptococco contratta tempo addietro. La terapia prevedeva antibiotici, una tonsillectomia e l’immissione via endovenosa di plasma sano, il quale avrebbe disabilitato gli anticorpi dal comportamento anomalo. La soluzione era arrivata.

Dopo soli due giorni dalla prima iniezione di plasma, la mamma dello sfortunato bambino ha notato uno sguardo nuovo, ma allo stesso tempo familiare negli occhi del suo cucciolo, Ezra era tornato.

Gradualmente il bambino ha riacquistato funzioni motorie e cognitive, le crisi di rabbia sono ancora presenti, ma sono molto meno frequenti.

Dopo 6 anni Ezra è tornato quel bambino allegro e spensierato che era e la famiglia spera che il PANDAS diventi al più presto solo un lontano ricordo.

 

Articolo originale pubblicato il 7 Novembre 2016

La discussione continua nel gruppo privato!