diredonna network
logo
Stai leggendo: #CoglioneNo: la campagna contro lo sfruttamento dei lavoratori creativi.

"Quando la tua ex ti scrive una lettera di scuse e tu gliela rimandi corretta" con la penna rossa

Questo hotel ha dedicato la sala da Tè alla Bella e alla Bestia: ecco perché vorrete andarci

Quest'uomo ha speso 80mila dollari in chirurgia plastica per diventare come Britney Spears

Oroscopo dal 16 al 22 febbraio - Come sopravvivere alle stelle

Torna il Nokia 3310, il cellulare indistruttibile della nostra adolescenza!

Mamma single si traveste da papà per accompagnare il figlio all'evento della scuola

L'annuncio di lavoro dei sogni: essere pagate per assaggiare cioccolato

Jessica, perde la memoria ma si innamora di nuovo dello stesso uomo

Il tuo account Instagram potrebbe dire molto sulla tua salute mentale

"Ma cosa fai tutto il giorno?" Ecco la risposta di una mamma che non lavora

#CoglioneNo: la campagna contro lo sfruttamento dei lavoratori creativi.

Una campagna che si spera risvegli tutte quelle persone che credono che i lavori creativi non debbano essere remunerati: questa è la sfida del Collettivo Zero.
fonte: Web
Sta impazzando sul web la condivisione di alcuni video volti a sostenere i lavori creativi. I video hanno generato una condivisione a catena dell’hastag #coglioneNo.
La frase chiave di queste scene tragicomiche è: “Te lo dico onestamente, per questo progetto non c’è budget, però ti offro una grande occasione di visibilità”. Ma da cosa nasce?
Sono sicura che molte di voi hanno già sentito questa frase. I creativi italiani si sentono ripetere questa frase come se fosse il ritornello di una canzone in continuo repeat, soprattutto se giovani. Stefano De Marco, Niccolò Falsetti e Alessandro Grespan, membri del Collettivo Zero, hanno lanciato questa forte campagna di “sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi”. Perché i lavoratori creativi devono sempre lavorare per la visibilità? Non si può lavorare “semplicemente” per denaro?
Nei tre video vengono ritratte tre figure professionali: l’idraulico, il giardiniere e l’antennista. Nessuno di noi, penso, si sognerebbe mai di interpellare uno di questi tre professionisti senza poi retribuirlo, giusto? Allora perché farlo sistematicamente con i professionisti creativi? Per lavoratori creativi si intendono, fra gli altri: illustratori, grafici, fotografi, social media manager, editor, etc. (la lista completa sarebbe davvero troppo lunga…).
Questo è il messaggio del Collettivo Zero: “#coglioneNo è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi. È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol. È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento. Questo gennaio ZERO vuole unire le voci dei tanti che se lo sentono dire ogni volta. Vogliamo ricordare a tutti che siamo giovani, siamo freelance, siamo creativi ma siamo lavoratori, mica coglioni”. Cliccando qui potete visionare il canale Youtube e i tre video in questione.
Tanto loro ti danno la visibilità oppure ti dicono semplicemente che “fa curriculum”. Ma effettivamente, queste persone di cosa dovrebbero vivere? Di visibilità?
#CreativoSì, #GiovaneSì, #FreelanceSì…  Ma #CoglioneNo!