Essere un insegnante al giorno d’oggi non è uno scherzo, sono cambiati i tempi in cui maestri e professori erano temuti, al presente invece sono quasi sempre attaccati, criticati e giudicati e spesso lasciati soli a fronteggiare classi stracolme di studenti da tenere a bada con risorse ridotte al minimo. Teniamo presente che i docenti della scuola dell’infanzia e dell’asilo nido rientrano a tutti gli effetti tra i mestieri usuranti e gravosi: non è da poco avere la responsabilità di 25-30 bambini…

Oltre a questo, negli ultimi due anni, come sappiamo, la scuola ha attraversato – come tutti noi – un momento particolare dovuto alla pandemia di Covid-19, che ha imposto un ripensamento dei metodi di insegnamento e inaugurato l’ormai celebre Dad, la didattica a distanza.

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Nel 2022 le cose hanno lentamente ripreso la loro normalità, ma ovviamente l’esperienza vissuto ha lasciato strascichi importanti sia sugli alunni che su maestri e professori.

Nonostante tutto questo, molti tendono a sottovalutare l’impegno e la dedizione necessari per svolgere al meglio il lavoro dell’insegnante e quindi ci sono spesso luoghi comuni legati a loro che li mettono un po’ in cattiva luce con la società.

Talvolta il mestiere dell’insegnante è sottovalutato, o non pienamente compreso; alcuni pensano che nell’insegnamento si butti chi non è riuscito a realizzarsi in altri settori, magari trovando la strada per le proprie velleità artistiche, invece quella del maestro o del professore è per tantissimi una vera e propria missione, a cui si aspira con interesse e passione fin dalla più tenera età e motivata dalle più alte ambizioni, per cui riuscire a elevare il livello culturale dei giovanissimi è il coronamento di un sogno e non una “scelta di ripiego”.

Di sicuro, ci sono dei pregiudizi odiosi che circondano il mondo dell’insegnamento, e che spesso si fa davvero fatica ad abbattere. Come questi.

1. La nuova scuola post Covid

I due anni di pandemia, fra mascherine e Dad, si fanno sentire anche nel 2022, con l’attività scolastica che riprende normalmente o quasi.

2. I tre mesi di ferie

È un altro falso mito sugli insegnanti: i giorni di ferie, infatti, sono uguali a quelli di tutti i dipendenti, il fatto che la scuola sia chiusa per tre mesi non significa che gli insegnanti non lavorino: devono essere reperibili e organizzano programmi e riunioni in vista del nuovo anno scolastico. Certo, magari i docenti riescono a godersi l’estate un po’ di più rispetto agli altri lavoratori, ma poi hanno ritmi serratissimi durante il resto dell’anno in cui non possono prendersi giorni di ferie.

3. I colloqui coi genitori

Spesso si trasformano in scontri, perché non tutti i genitori accettano serenamente l’idea di vedere i propri figli criticati, magari per la condotta non impeccabile o per lo scarso rendimento scolastico.

4. Le riunioni docenti NON sono feste

Un altro falso mito sugli insegnanti, che spesso, quando sono riuniti, vengono immaginati mentre pasteggiano con tè e pasticcini e conversano amabilmente del più e del meno.

5. Si lavorano 4 o 5 ore al massimo

Peccato che spesso le persone non comprendano la correzione dei compiti, la preparazione delle lezioni, o gli straordinari non retribuiti.

6. Non è faticoso

Certo, non è equiparabile ad andare in miniera, ma dietro la preparazione di un programma scolastico c’è molto lavoro, senza contare che spesso gli insegnanti, specie delle classi inferiori, si trovano a dover tenere a bada una media di 25 bambini e bambine non sempre disciplinatissimi.

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