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“Ti votano perché sei storpia”: la risposta della miss Chiara Bordi agli insulti

"Ti votano perchè sei storpia". All'ignoranza di un commento maligno l'aspirante miss Chiara Bordi ha risposto con eleganza e umanità, le qualità che feriscono di più chi ne è totalmente sprovvisto.

“Ti votano perché sei storpia”: la risposta della miss Chiara Bordi agli insulti

“Ti votano perché sei storpia”: la risposta della miss Chiara Bordi agli insulti
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La mamma dei cretini è sempre incinta, recita un famoso detto popolare.

Per carità, che non si senta offeso nessuno se abbiamo scelto di citare un motto della tradizione che, per quanto in maniera piuttosto spiccia, va dritto al sodo e dice comunque una grande verità, ma si fa davvero fatica a pensare diversamente dopo aver letto le parole odiose che sono state rivolte a Chiara Bordi, giovanissima miss arrivata alle finali di Miss Italia.

Per chi non sapesse di chi stiamo parlando, si tratta della diciottenne di Tarquinia arrivata alla finale del prestigioso e storico concorso di bellezza italiano, di cui anche noi vi avevamo parlato.

Chiara è infatti la prima miss disabile nella storia del concorso, dato che ha subito l’amputazione della gamba sinistra dopo un incidente in motorino avuto nel 2013. Nessun pietismo né vittimismo nella scelta della ragazza di partecipare alla manifestazione, nessuna volontà di sentirsi compatire dagli altri, anzi, l’intento dell’aspirante reginetta di bellezza è quello di “dare un messaggio ai giovani affinché sappiano difendere la propria vita concedendole sempre una nuova opportunità“.

Dovrebbe essere una bella storia di coraggio, la sua, di quelle che ispirano a rialzarsi e a lottare per raggiungere i propri sogni; ma non tutti, evidentemente, la pensano così, dato che sotto un post della sorella di Chiara, in cui naturalmente si invitava a votare per lei alla finale di Milano, una signora ha gelato il clima scrivendo

Ti votano perché sei storpia.

Ora, linguaggio a parte, che certo non denota né la migliore delle sensibilità, né una spiccata propensione per il politically correct, quello che disturba è proprio il messaggio in sé, la volontà, chiaramente ed esplicitamente consapevole e mirata a quello, di distruggere un bel momento, di deturpare con parole volgari, offensive, il sogno di una ragazza e l’intero significato della sua partecipazione a Miss Italia.

Per anni ci siamo lamentati di avere reginette belle ma vuote che andavano avanti solo con lo slogan del “Voglio la pace nel mondo”, e oggi che sfila una ragazza bella (perché Chiara lo è, al di sopra di ogni dubbio), con cervello e cuore, che ha un messaggio da portare e da diffondere che va al di là del semplice “Mi piacerebbe che non ci fossero più guerre”, c’è chi riesce comunque a rovinare tutto con una frase che non solo è infelice, malriuscita e offensiva, ma proprio cattiva. Di quelle che hanno la malafede dentro, unita a una buona dose di gelosia serpeggiante e di malignità.

Proviamo a ragionare con l’artefice di tale “capolavoro linguistico”: e se Chiara il concorso lo vincesse davvero?

Che cosa dovrebbe pensare, di aver vinto per pietà? Non per la sua bellezza, non per la caparbietà e per il coraggio che ha avuto nella vita – che già di per sé sono lodevoli a prescindere dal volerne poi parlare pubblicamente o meno – non perché incarna esattamente quel tipo di ragazza giovane, bella, con dei valori e degli ideali che il concorso ricerca?

Dovrebbe guardarsi allo specchio e dirsi che, se ha vinto, è solo per “compensazione” rispetto a ciò che la vita le ha ingiustamente tolto? Dovrebbe vivere con il dubbio di aver trionfato per aver smosso le coscienze dei giurati e aver acuito quel loro senso di politically correct di cui parlavamo prima, e non perché semplicemente se lo meritava?

Non sappiamo se Chiara sia la più bella, per la giuria, per il pubblico, per chi dovrà decidere; ma è certamente bella, ed  è certamente una ragazza forte, energica e grintosa, con un’idea precisa di quello che vuole fare “da grande” e disposta a lottare per raggiungere i suo obiettivi.

Se mai dovesse vincere, cara signora, non sarà certo perché amputata, ma solo perché se lo merita.

Come, del resto, le ha fatto ampiamente capire con la risposta che le ha dato, perché la classe, l’eleganza e il rispetto, alla fine, non si acquisiscono con l’età.

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