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Galleria: “Perché ho voluto fotografare gli ultimi mesi di vita di mia nonna”

"Perché ho voluto fotografare gli ultimi mesi di vita di mia nonna"

Elisa ha fotografato gli ultimi mesi di vita della nonna, malata di Parkinson. Lo ha fatto per elaborare meglio il lutto, e avere ricordi di lei.

“Perché ho voluto fotografare gli ultimi mesi di vita di mia nonna”

"Perché ho voluto fotografare gli ultimi mesi di vita di mia nonna"
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Questo contenuto fa parte della rubrica “Le interviste di RDD”

La morte di una persona cara è sempre un avvenimento che ci sconvolge e, facendoci prendere coscienza della brutalità della vita, ci fa sentire per un momento più soli, con tanti interrogativi e molto dolore.

Soprattutto quando c’è un lento, inesorabile countdown a scandire il conto dei giorni e delle ore che restano da passare insieme e da vivere a quella persona, prima di perderla. La malattia, il saperla incurabile, non rende più accettabile la separazione e, a dispetto del conoscere l’epilogo della storia, non prepara meglio a quel momento.

Però c’è chi, da un’esperienza simile, trova la forza per farne tesoro, e per raccontarla così che possa essere d’aiuto, di sostegno o di supporto per altri che affrontano o affronteranno la medesima cosa.

Abbiamo ascoltato i motivi per cui il fotografo inglese Josh Neufeld abbia voluto raccogliere in un progetto gli ultimi mesi di vita del padre.

Oggi, invece, vogliamo parlarvi delle fotografie di Elisa, che ha seguito passo passo la malattia di nonna Lucia, fino alla morte.

Elisa ha 21, è milanese e ha scoperto la passione per la fotografia in prima liceo artistico, facendone un obiettivo di vita e studiando alla  Mohole school di Milano. Il 18 giugno 2019, dopo due anni di malattia data dal Parkinson e le complicazioni che ne conseguono, sua nonna Lucia è venuta a mancare a 80 anni.

Non sono mai stata brava con le parole – racconta Elisa – perciò la fotografia è stata il mio mezzo di espressione per questo progetto, sentivo il bisogno di raccontare la malattia di mia nonna e quello che provavo io nel frattempo.

Quando stavo con lei scattavo sempre almeno una fotografia, con la digitale, in pellicola ma anche con il telefono, e ho continuato a scattare fino alla fine.

Mi sono resa conto che la fotografia per me era fondamentale per metabolizzare il lutto e ho fotografato anche nei momenti più bui.

Per il suo progetto, composto da 32 foto che ripercorrono gli ultimi mesi di vita della nonna, Elisa ha diversi ringraziamenti da fare. Prima di tutto:

Mia mamma, per avermi capita.

Ma anche Valentina, la ragazza che ha curato la nonna prima come badante, poi come amica e infine, dice lei, come “parte della famiglia”; Maurizio Garofalo, che l’ha aiutata a mettere insieme il progetto, visibile anche sul suo profilo Instagram. Ma soprattutto, e più di tutti,

Mia Nonna, questo progetto è per te, ti voglio bene infinitamente.

Sfogliate la gallery per scoprire il toccante progetto di Elisa.

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