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Leo Gassman: avere un sogno se sei il figlio di Alessandro e il nipote di Vittorio

Leo Gassman è uno dei concorrenti di X Factor 2018. Ma il pubblico è diviso, a causa del fatto che lui sia un figlio e un nipote d'arte.

Il suo nome è Leo Gassman – o meglio Gassmann, ma ora ci torniamo. Sono tantissime le testate che in questi giorni, in queste settimane, si stanno occupando di lui. La ragione è semplice: Leo partecipa all’edizione corrente di X Factor ed è un figlio (e nipote!) d’arte. Il papà di Leo è infatti l’attore Alessandro Gassman e il nonno è il grande Vittorio Gassman, quello de L’Armata Brancaleone, I soliti ignoti e Il sorpasso.

Se vi siamo sembrate incerte nella grafia c’è una ragione: il cognome originale della famiglia è Gassmann, ma nonno Vittorio lo semplificò – anche per ragioni politiche, essendo ebreo nel periodo delle leggi razziali – togliendo una «n». Il figlio Alessandro ha rimesso la «n» nel cognome per preservare le radici famigliari come raccontò tempo addietro al Corriere, ma sia lui che il figlio conservano il nome d’arte che il nonno rese tanto grande e famoso.

Tornando a Leo Gassman, facciamo un passo indietro. La sua mamma è Sabrina Knaflitz, attrice austriaca naturalizzata italiana, con cui Alessandro è sposato dal 1998, lo stesso anno in cui è nato Leo. Sui social network il dibattito su Leo Gassman cantante si è aperto fin da subito. Come capita sempre ai figli d’arte, c’è chi gli ha dato del raccomandato, mentre altri lo hanno apprezzato da subito per il suo modo di cantare.

La questione è un po’ più complessa. I figli d’arte potrebbero essere considerati più fortunati da un certo punto di vista: da quando sono nati respirano continuamente il mondo dello spettacolo e apprendono quasi per osmosi. Ma dall’altro non lo sono affatto, perché hanno gli occhi di tutti puntati addosso e devono dimostrarsi all’altezza dei propri genitori – o, come nel caso di Leo Gassman, anche del proprio fantastico nonno. E c’è anche da dire che essere figli d’arte (o nipoti d’arte) non può e non deve essere una colpa. Tanto più che Alessandro Gassman non vuole interferire con l’eventuale carriera canora o artistica in generale del figlio. E ha detto in un’intervista su F:

Mi esprimerò sul percorso di Leo solo quando sarà finita la sua avventura. Non intendo in alcun modo interferire nel suo lavoro.

A dirla tutta Alessandro Gassman era abbastanza ignaro del fatto che Leo desiderasse provarsi nel mondo dello spettacolo. Come molti padri, Alessandro pensa che il figlio dovrebbe studiare prima di tutto, laurearsi e poi pensare al resto. Tanto che ha raccontato anche in un’intervista al Corriere della Sera di come ha saputo della sua partecipazione a X Factor:

Non mi aveva detto niente. Si è presentato da me con la faccia di chi doveva dirmi qualcosa. Gli ho chiesto se aveva messo incinta qualcuna, se aveva menato qualcuno, se aveva una brutta malattia. A quel punto mi aveva detto che aveva passato i provini dei giudici. La sua missione, lui lo sa, è finire l’università, però sono contento. È un bravo ragazzo, non fa il saccente, è educato e perbene. Sono orgoglioso di lui.

Noi crediamo che sia giusto guardare (e soprattutto ascoltare) Leo senza nessun pregiudizio. Senza valutarlo meglio o peggio di quello che davvero vale a causa dei suoi natali. Ogni persona ha una sua identità e certe eredità rischiano di risultare davvero pesanti. Mettetevi nei suoi panni: vi piacerebbe essere giudicate in base a un pregiudizio o preferireste sapere quanto valete davvero, nel bene e nel male?

Per conoscere qualcosa di più su di lui e le sue canzoni sfogliate la gallery:

Leo Gassman: avere un sogno se sei il figlio di Alessandro e il nipote di Vittorio

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