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Galleria: La collezione di gambe prêt-à-porter e 7 volte in cui Bebe Vio ha riso della disabilità

La collezione di gambe prêt-à-porter e 7 volte in cui Bebe Vio ha riso della disabilità

La collezione di gambe prêt-à-porter e 7 volte in cui Bebe Vio ha riso della disabilità
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Conosciamo tutti la grande forza che contraddistingue Bebe Vio, la campionessa paralimpica mondiale di fioretto individuale. A soli 21 anni è diventata un modello per tutti, dai più piccoli ai più grandi. Difficilmente parla dei problemi legati all’incidente, alla guarigione e alla ripresa di una vita normale; più facilmente Bebe parla della sua passione per lo sport, della sua rinascita, della sua continua voglia di mettersi in gioco e sperimentare.

Le protesi per lei non sono assolutamente un problema, anzi, come dice lei in un’intervista per Le Iene , si definisce fiera delle sue protesi, che le piacciono tanto. In tutta onestà e simpatia rivela anche che

Le mani vostre si muovono un po’ troppo, mi fanno un po’ schifo. I piedi non mi sono mai piaciuti.

Bebe non perde mai occasione per fare dell’ironia sulla sua condizione: (che lei preferisce definirla “circostanza”) togliendosi una braccio per fare un selfie o postando su Instagram una foto della sua collezione di protesi per gambe. Bebe è convinta che scherzare sia l’unico modo per sopravvivere a quella che all’inizio può sembrare una catastrofe. L’unico modo per dimostrare a un portatore di handicap che lo si considera una persona come tutte le altre. Nessuna compassione, nessun falso pietismo solo perché c’è una sedia a rotelle di mezzo.

Perché Bebe Vio è campionessa nel fioretto e nella vita

L’autoironia e l’ironia sono le giuste chiavi per rompere ogni tabù riguardo la disabilità. Un portatore di handicap è una persona e come tale bisogna accettarla, con pregi e difetti. E come ridiamo e scherziamo con qualsiasi altra persona, in modo sano e genuino, perché non farlo anche con un disabile? Essere ironici non vuole dire offendere, c’è un abisso di diversità tra questi due comportamenti.

Sono tantissimi ad ammirare questa dote della bravissima Bebe, l’autoironia non è una cosa facile: significa conoscersi e amarsi alla perfezione prima di poter scherzare sulla propria persona.

Tuttavia, non tutti la pensano così. Qualcuno, soprattutto chi è in contatto con una realtà di disabilità diversa da quella di Bebe, sostiene che l’ironia sia totalmente impensabile in certe situazioni, addirittura proibita.

Bebe però ha scelto questa via e continua a percorrerla fiera e soddisfatta, lasciando che sia lei a definirsi e non la disabilità a farlo al suo posto.