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Galleria: Oltre le gambe c’è molto di più: quello che non tutti sanno di Jo Squillo

Oltre le gambe c'è molto di più: quello che non tutti sanno di Jo Squillo

Chi la ricordava "solo" come colei che cantava il tormentone "Siamo donne" deve sapere che Jo Squillo è molto di più. È una donna che non ha mai smesso di impegnarsi e lottare contro la violenza di genere e gli stereotipi sessisti. Come quella volta in cui, a Milano, lanciò dei Tampax...

Siamo donne, oltre le gambe c’è di più“.

Così recitava una canzone-tormentone, destinata a diventare, nella sua semplicità, un vero e proprio classico della musica italiana. Correva l’anno 1991, e due bellissime ragazze, sul palco più prestigioso della canzone all’italiana, quello di Sanremo, rivendicavano il proprio diritto a essere considerate indipendentemente dal bell’aspetto o dal sorriso ammiccante, mostrandosi in maniera volutamente provocatoria con abiti iper attillati e cortissimi.

Non sapevano, forse, che sarebbero state a loro modo antesignane di un largo movimento che si sarebbe sviluppato qualche anno più tardi e che avrebbe puntato proprio a difendere quel diritto alla libertà, di pensiero ma più in generale di vita, per le donne, così come che proprio quel motivetto-cult avrebbe rappresentato un inno di importanza fondamentale più avanti, in tempi bui in cui alle donne viene persino imputata la colpa di “andare a cercarsi” gli stupri.

Perché quel “siamo donne, oltre le gambe c’è di più“, lungi dall’essere solo un refrain orecchiabile di una canzonetta senza troppe pretwse dei primi anni ’90, è in realtà da sempre un messaggio forte e chiaro che vuole celebrare la bellezza femminile nella sua integrità, sia essa intellettuale, mentale, ma soprattutto il suo rispetto. Quello che dovrebbe essere riservato a ciascuno di noi e che dovrebbe andare, appunto, ben al di là di un paio di belle gambe o di un decoleté florido.

Dietro quell’apparenza così leggera, a tratti persino frivola, Sabrina Salerno e Jo Squillo nascondevano una volontà ferrea, che quel messaggio arrivasse, che fosse sentito da tutti e non fosse fraintendibile.

Soprattutto Jo, nome d’arte molto americano di Giovanna Coletti, nel tempo ha fatto di quel ritornello così facile da imparare, così memorizzabile, una ragione di vita: quella che l’ha spinta a occuparsi sempre più di donne, di femminicidio, a impegnarsi per abbattere il muro di omertà sulla violenza di genere.

Lo ha fatto, ad esempio, dirigendo il docufilm “Donne & Libertà“, presentato alla 75^ mostra del Cinema di Venezia, in cui ha raccolto testimonianze toccanti da parte di donne abusate, vittime di violenza che sono riuscite a liberarsi. Proprio in quell’occasione, Jo si presentò sul red carpet con Giusy Versace, che al docufilm ha preso parte, ma anche con Gessica Notaro, indossando, come lei, una benda sull’occhio in segno di solidarietà e vicinanza alla miss sfigurata con l’acido dall’ex compagno.

Appassionata da sempre di moda, Jo Squillo ha spesso lasciato vedere al pubblico il suo lato più “scanzonato”, quello esperto di fashion e di trend, senza mai smettere di lavorare incessantemente per le donne, per i loro diritti e la loro tutela.

Donne e libertà non è qualcosa di garantito. Bisogna ancora combattere.

Ha dichiarato proprio in occasione della presentazione romana del docufilm, nella Sala del Refettorio alla Camera dei deputati.

Del resto, già nel 2016 Jo aveva chiaramente manifestato il proprio interessa alla difesa delle donne, diventando madrina di Wall of Dolls, l’installazione artistica milanese nata nel 2013 e dedicata appunto al tema della violenza di genere. Nel comunicato di presentazione del 2017, Jo ha scritto, spiegando lo scopo dell’iniziativa:

Per sensibilizzare i giovani insegnando loro che l’oppressione maschile sulle donne è un male assoluto di questa società.
Per educare le nuove generazioni a un’affettività sana.
Riprendendo una tradizione indiana per cui, ogni volta che una donna subisce violenza, una bambola viene affissa su ogni porta, il muro sarà un simbolo permanente di questa Città.

Jo ha tenuto concerti assieme al coro delle detenute a San Vittore, ha partecipato a innumerevoli iniziative pensate alle donne, insomma ha cercato, negli anni, di fare tutto quanto fosse in suo possesso per non permettere all’argomento di ricadere nell’anonimato, esponendosi anche in primo piano, pubblicamente, di pari passo alla sua carriera come conduttrice e cantante.

Lei, forse, meglio di chiunque altro racchiude il senso di quella canzone di 28 anni: sì, oltre le gambe c’è decisamente molto di più.

In gallery abbiamo ripreso alcune sue dichiarazioni sul tema della violenza di genere, e ripercorso la sua carriera artistica.

Oltre le gambe c’è molto di più: quello che non tutti sanno di Jo Squillo

Oltre le gambe c'è molto di più: quello che non tutti sanno di Jo Squillo
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