logo
Galleria: Il vero corpo delle donne in 13 opere di Sally Hewett

Il vero corpo delle donne in 13 opere di Sally Hewett

Il vero corpo delle donne in 13 opere di Sally Hewett
Foto 1 di 14
x

Ogni donna ha una parte del corpo che vorrebbe nascondere. L’artista britannica Sally Hewett ha scelto di puntare l’attenzione proprio su quei dettagli che vorremmo celare allo sguardo, celebrandoli nelle sue sculture. Nascono così delle forme tonde, fatte di gommapiuma, stoffa e ricami, che rappresentano natiche, seni, pance e vagine.

Membro della Royal British Society of Sculptors, la Hewett ha studiato al Kent Institute of Art and Design, ma ha anche alle spalle una famiglia di sarte e ricamatrici. Da lì è nato il desiderio di usare ciò che le avevano insegnato la mamma e la nonna per creare delle sculture uniche e accurate. Non a caso la sua tesi si intitolava “I peli e i detriti corporali nell’arte”.

Cellulite, peli superflui, smagliature, macchie: nulla viene omesso dallo sguardo benevolo della scultrice. Nasce così una vera celebrazione di quello che la società tende a coprire, perché considerato brutto e antiestetico. Persino la mastectomia è un tema ricorrente nelle sue opere, diventando un simbolo della lotta contro il tumore al seno.

I Tatuaggi che Coprono le Cicatrici Lasciate dalla Mastectomia

I Tatuaggi che Coprono le Cicatrici Lasciate dalla Mastectomia

“Amo i corpi”, si legge sul suo sito di Sally Hewett. “E non sono i corpi belli in modo convenzionale ad attirare il mio sguardo. Sono i corpi che mostrano la loro storia, che sono stati alterati dalle esperienze, che sono decorati con lividi, cicatrici, macchie, smagliature, lentiggini, pigmentazioni, vene. Corpi che portano addosso i segni della vita”.

Attraverso la sua arte, la Hewett prova a farci guardare le imperfezioni con occhi diversi, proprio come le guarda lei. Il suo è un vero istinto femminista, una lotta contro i canoni che vogliono imporci corpi immacolati, senza pori e senza difetti, plasmati da decenni di immagini create “ad arte” da moda, pubblicità e televisione. Perché, in fondo, chi l’ha stabilito che la cellulite sia brutta e che il ventre piatto sia più desiderabile?