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Galleria: Marianna uccisa “12 volte” e il coraggio di chi ha scelto di adottare i suoi figli

Marianna uccisa "12 volte" e il coraggio di chi ha scelto di adottare i suoi figli

Marianna Manduca fu uccisa il 3 ottobre del 2007 dall'ex marito, lasciando orfani i 3 figli che vennero adottati dal cugino di lei e dalla moglie. Una scelta coraggiosa e di amore, che è importante ricordare.

Marianna Manduca ha 32 anni quando, dopo averlo già denunciato inutilmente per ben 12 volte, viene uccisa dal marito Saverio Nolfo il 3 ottobre del 2007.

Forse, undici anni fa, ancora non si parlava di femminicidio, di piaga sociale, ma Marianna è uno degli esempi più dolorosi e lampanti di una latitanza di giustizia e di controllo che lei ha pagato con la vita.

Insieme a lei, però, a scontare lo scotto più alto per il gesto folle di Nolfo e per la sua scomparsa, sono stati i tre figli della coppia, che all’epoca avevano appena 3, 5 e 6 anni. Perché, come spesso accade, i bambini sono le altre vittime del femminicidio, dato che si ritrovano soli, orfani di madre e con un padre che si è macchiato di tale delitto, che il più delle volte finisce in prigione, altre, invece, si suicida dopo aver ucciso.

A salvarli da una vita da spendere fra istituti e terribili ricordi sono stati i cugini di Marianna, Carmelo Calì e Paola Giulianelli, che hanno accettato di prendere in affidamento prima, adottare poi, i tre bambini, pur avendone già due.

I figli di Marianna hanno lasciato Palagonia, nella provincia catanese, per trasferirsi a Senigallia, dove vivono ancora oggi. Un epilogo felice che è stato però decretato dal più tragico degli eventi, e una scelta coraggiosa che ha permesso a questi ragazzi di avere quella vita, serena nonostante tutta, che proprio il loro padre aveva provato a strappargli.

La loro storia, il grande gesto d’amore e di altruismo di Carmelo e Paola, hanno ispirato il film tv I nostri figli, andato in onda il 6 dicembre su Rai1, diretto da Andrea Porporati  e con protagonisti Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada.

Proprio loro, gli interpreti della fiction, si sono detti ammirati da Carmelo e Paola.

Quei bambini non sono solo i figli della famiglia Calì ma sono di tutti noi. Persone come Carmelo e Paola sono i veri supereroi di ogni giorno da ammirare – ha detto Giorgio Pasotti – hanno fatto qualcosa di incredibile con una naturalezza disarmante. Mi hanno insegnato molto.

Mentre Vanessa Incontrada confessa di non sapere se avrebbe avuto lo stesso coraggio.

Sono situazioni in cui bisogna trovarsi, per sapere. Sul set proprio i racconti che ci hanno fatto sulla loro nuova famiglia Paola e Carmelo ci hanno portato spesso a improvvisare, erano cose troppo importanti, non si potevano non dire.

Nel film tv i nomi sono diversi, Roberto e Anna, ma la storia è la stessa; e, mentre nel frattempo si discute non poco sul taglio nella legge di bilancio 2019 dei fondi agli orfani dei femminicidi, decisione che la deputata di Forza Italia Mara Carfagna ha definito “una bastardata”, è importante recuperare la storia di Marianna e quella, nata come conseguenza naturale al suo omicidio, di Carmelo e Paola. Perché ancora troppo pochi hanno la percezione che, di fronte a una donna uccisa dal compagno di vita, a subire il dramma più atroce è spesso chi resta: i genitori, come nel caso di Gigliola Bono, la mamma della diciannovenne Monia Del Pero, uccisa dal fidanzato che di lei ha portato anche via alla famiglia anche ogni ricordo.

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O i figli, come quelli di Marianna, che per fortuna hanno trovato una nuova famiglia a chilometri di distanza da casa.

In gallery abbiamo ripercorso la storia di Marianna e il suo omicidio.

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