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Galleria: Cos’è il Grindadráp, la mattanza delle balene nelle isole Faroe

Cos'è il Grindadráp, la mattanza delle balene nelle isole Faroe

l Grindadráp, come è chiamata dagli abitanti delle isole Far Oer, è una pesca storica locale che si ripete da secoli. Le vittime: balene dal naso a bottiglia e delfini atlantici. I mammiferi vengono spaventati con le barche e condotti verso una spiaggia dell’isola Eysturoy, dove vengono poi brutalmente uccisi.

Cos’è il Grindadráp, la mattanza delle balene nelle isole Faroe

Cos'è il Grindadráp, la mattanza delle balene nelle isole Faroe
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Ogni anno, da secoli, nelle Isole Faroe, arcipelago danese nell’Oceano Atlantico, va in scena la il Grindadráp che non è un’attività commerciale, ma una tradizione locale aperta a chiunque voglia parteciparvi, anche se chi fa la mattanza, come spiegato in questo articolo, deve avere il permesso di farlo. Le vittime designate sono balene pilota e delfini atlantici.

La tradizione risale al Cinquecento e per gli abitanti delle Isole Far Oer è una cerimonia di festa, tanto che per l’occasione la scuola chiude e i bambini si recano alla spiaggia per condividere questo momento con gli adulti.

La mattanza non viene effettuata in alto mare, ma appena al largo della costa: i gruppi di cetacei che si avvicinano in cerca di cibo vengono spinti con le imbarcazioni verso riva e una volta arenatisi vengono massacrati a colpi di uncino, coltello e ascia. Ma a essere usato è soprattutto il mønustingari,un lungo tubo di ferro appuntito di qualche centimetro di diametro, che si infila con forza dentro lo sfiatatoio della balena, tagliando il midollo spinale dell’animale che muore dopo pochi secondi.

Le balene pilota, o globicefali, hanno una lunghezza variabile dai 5 ai 7 metri e possono pesare anche più di due tonnellate. Come le altre balene del Nord Atlantico sono protette dalla Convention on the Conservation of European Wildlife and Natural Habitats, ma questo non basta per far cessare la strage.

Le Faroe, infatti, nonostante siano un protettorato danese, hanno un governo indipendente e si avvalgono dell’ampia autonomia di cui godono anche in campo ambientale per proseguire nella tradizione. Così i bambini continuano a giocare sulla spiaggia tinta di rosso tra le urla degli animali massacrati.

Solo il 22 maggio 2018, durante il primo giorno di caccia, 150 esemplari di balene pilota sono stati brutalmente uccisi sotto gli occhi di centinaia di persone, accorse ad “ammirare” questo macabro spettacolo, che viene vissuto dagli abitanti del luogo come un momento di festa tradizionale.

L’organizzazione Sea Shepherd a partire dagli anni Ottanta si batte contro il Grindadráp, riuscendo a salvare la vita di centinaia di balene pilota e portando l’attenzione globale sui massacri in corso.

Sono 28 i volontari di Sea Shepherd che sono stati arrestati per aver interferito con il Grindadráp, come riporta il sito dell’organizzazione. Secondo le autorità danesi, infatti, questo tipo di caccia sarebbe addirittura sostenibile, visto l’alto numero di cetacei presenti in quei mari.

Nella gallery, in alto, le orribili immagini di questa atroce mattanza che, nel frattempo, continua.

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